Inizia l’edizione critica delle Lettere di Santa Caterina da Siena

Un’impresa difficile attesa da anni

Lettere Santa Caterina da Siena Epistolario
La locandina dell’evento di presentazione dell’edizione critica delle Lettere della Santa, Caterina da Siena,  Epistolario. Catalogo dei manoscritti e delle stampe, a cura di M. Cursi, A. Dejure, G. Frosini, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2021

Finalmente è in cantiere una rigorosissima edizione critica delle Lettere di Santa Caterina: evento che s’inserisce come rilevante appuntamento culturale nel quadro delle festività tributate ogni anno alla ribelle giovane di Fontebranda. Finora si disponeva di un solo iniziale volume, apparso nel 1940 ad opera di Eugenio Dupré Theseider (1898-1975), comprensivo di solo 88 delle 381 ad oggi edite. Lo studioso lavora presso alla Scuola storica nazionale nell’Istituto storico italiano.

Qui ricevette l’incarico di preparare un’ edizione critica dell’epistolario disponibile allora nella vecchia edizione di Niccolò Tommaseo, non esente da difetti e arbitrari interventi linguistici. L’impresa si presentò di enorme portata e anche l’impostazione metodologica destò dubbi. Il paradosso è che da allora in poi non si sono fatti passi in avanti. Il CD realizzato nel 2002 a cura della Provincia Romana dei frati predicatori che si è avvalso delle recensione critica di Antonio Volpato e offre un utilissimo Database non attinge alla definitività di un’edizione critica, pur essendo uno strumento pregevole  di consultazione. Ecco perché la ripartenza dell’operazione appena avviata e il progetto che è stato messo a punto rappresentano una svolta decisiva nella conoscenza dei testi dettati o ispirati da Caterina, una «mistica trasgressiva», secondo la definizione che ne ha proposto André Vauchez nella bella biografia da poco uscita.

Ecco perché riveste tanta importanza già la presentazione – giovedì  28 aprile, ore 17, Sala degli Intronati in Palazzo Patrizi (via di Città, 75) da parte di Giada Mattarucco (Università per Stranieri di Siena) e di Marco Palma (Università di Cassino) del volume Caterina da Siena,  Epistolario. Catalogo dei manoscritti e delle stampe, a cura di M. Cursi, A. Dejure, G. Frosini, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2021. Interverranno Massimo Miglio (Presidente dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo), Antonio Cocolicchio OP (Priore Provinciale della Provincia Romana di Santa Caterina da Siena), Tomaso Montanari (Rettore dell’Università per Stranieri di Siena) ed i curatori del volume.

L’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, in collaborazione con la Provincia Romana “Santa Caterina da Siena” dell’Ordine dei Predicatori e con il patrocinio dell’Università per Stranieri di Siena, dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e dell’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Studi Umanistici, ha promosso ed avviato questo progetto di un’edizione critica integrale di una delle articolazioni più significative delle scritture religiose medievali: fonte di eccezionale interesse per poter ricostruire la complessa realtà politica, sociale e religiosa del Trecento. Il presente primo volume è una premessa che segna la conclusione della fondamentale fase dello studio materiale delle fonti, manoscritte e a stampa, e dell’esame linguistico completo dei testimoni: basi indispensabili per la costituzione del nuovo testo critico.

«Le indagini fin qui svolte – precisa Cursi nell’introduzione – hanno permesso di costituire per la tradizione diretta un corpus composto da 66 unità: esso comprende le otto lettere giunteci come originali e 58 codici».

Si mette in luce, fra l’altro, il valore fondamentale del codice T.III.3 della Biblioteca Comunale degli Intronati, che contiene ben cinque delle otto lettere “originali” di Caterina. Anche una sesta lettera si trova a Siena, nell’archivio della Compagnia dei Santi Niccolò e Lucia, che ha la sua sede dal 1398 nei locali attigui all’omonima chiesa in Pian de’ Mantellini, mentre le altre due si trovano a Catania e a Oxford.

                                                                                                                                                               Roberto Barzanti

Testo e foto dall’Ufficio Stampa Opera Laboratori – Accademia Senese degli Intronati

 

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