Incontro nell’ambito della mostra “Roma anni Trenta. La Galleria d’Arte Moderna e le Quadriennali d’arte 1931 – 1935 – 1939” in corso fino al 30 ottobre 2016 alla Galleria d’Arte Moderna di via F. Crispi (Roma)

Me ne frego! Film documentario di Vanni Gandolfo

Come il fascismo tentò di cambiare la lingua italiana

14 Settembre 2016 ore 20.30

a cura di Vanni Gandolfo e Valeria Della Valle 

Produzione Istituto Luce-Cinecittà

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Il film documentario si presenta come un viaggio attraverso la bonifica della lingua italiana tentata dal regime fascista. La storia poco conosciuta di un esperimento destinato a fallire. Il documentario analizza le parole del duce, l’indottrinamento dell’infanzia, la repressione di tutto ciò che era diverso rispetto all’ideale dell’ “italiano nuovo” che doveva adeguarsi al dogma di “credere, obbedire, combattere”.

L’Italia della Marcia su Roma è un paese povero e ignorante che parla una miriade di dialetti e ME NE FREGO parla di questo, di un esperimento di manipolazione messo in atto per uniformare la lingua degli italiani, dimenticandosi che la lingua delle persone non è una divisa che si indossa. Dal 1931 il Luce abolisce la presa diretta, che viene sostituita da una voce narrante ufficiale, la voce del regime.

Questi rarissimi documenti sono il centro di ME NE Frego!, contraltare di un insieme di voci, propaganda e citazioni da testi d’epoca, che raccontano la follia dell’altra inevitabile disfatta del regime, quella sulla lingua degli italiani.

Galleria d’Arte Moderna di Roma -Via Francesco Crispi. 24

Biglietto unico comprensivo di ingresso alla Galleria, visita alla mostra e partecipazione alla conferenza: intero: € 7.50; ridotto: € 6.50; per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): intero: € 6.50; ridotto: € 5.50

Info e prenotazione obbligatoria: tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

Numero partecipanti: max 40 posti

Galleria d’Arte Moderna di Roma -Via Francesco Crispi. 24

Visita gratuita con pagamento del biglietto di ingresso al museo; Prenotazione consigliata (max 25 persone); Tel. +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

http://www.galleriaartemodernaroma.it/mostre_ed_eventi/eventi/me_ne_frego_film_documentario_di_vanni_gandolfo

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ROMA ANNI TRENTA

LA GALLERIA D’ARTE MODERNA E LE QUADRIENNALI D’ARTE

1931 – 1935 – 1939

Galleria d’Arte Moderna

24 marzo – 30 ottobre 2016

Anteprima stampa 23 marzo ore 11.00 – 13.00

Inaugurazione 23 marzo ore 18.00

Mostra promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,

a cura della Galleria d’Arte Moderna in collaborazione con la Fondazione La Quadriennale di Roma

e con l’Istituto Luce-Cinecittà

Le prime edizioni storiche delle Quadriennali d’Arte Nazionale, negli anni Trenta del Novecento nel Palazzo delle Esposizioni di Roma, sono state un momento fondamentale per la storia della collezione della Galleria d’Arte Moderna che, in quella occasione, si è arricchita di acquisizioni di eccezionale importanza ancor oggi pregio della raccolta. ROMA ANNI TRENTA. LA GALLERIA D’ARTE MODERNA E LE QUADRIENNALI D’ARTE 1931 – 1935 – 1939 è dedicata alle opere acquistate dal Governatorato di Roma in quelle importanti manifestazioni espositive, destinate a rappresentare l’arte italiana contemporanea nelle sue diverse tendenze.

La Quadriennale nasceva in un vasto piano di riordino e razionalizzazione delle iniziative a carattere espositivo sul territorio nazionale. L’idea era accentrare le forze più rappresentative dell’arte italiana in un’unica grande esposizione di raccordo tra le mostre provinciali e regionali, organizzate dai sindacati artistici, e l’appuntamento internazionale della Biennale veneziana. La Quadriennale doveva diventare la più importante manifestazione artistica a livello nazionale, collegata a una pianificazione di incentivi per gli espositori. Le prime tre edizioni del 1931, 1935, 1939 sono esemplari a questo riguardo e coincisero con il momento di grande attenzione che il regime riservò al lavoro degli artisti e alla funzione dell’arte come affermazione del primato italiano di civiltà e supremazia. Lo svolgimento delle manifestazioni e la perfetta e serrata organizzazione di un sistema di comitati e di giurie, di inviti e premi, di regolamenti e di eventi inaugurali, che nella figura di Cipriano Efisio Oppo trovarono un intelligente stratega, rappresentò un elemento non secondario della promozione delle arti voluta dal regime, un’occasione e un’importante vetrina per le arti figurative a livello nazionale. L’intervento economico del governo nella loro realizzazione coincideva con l’importanza che la capitale, nelle intenzioni di Mussolini, veniva ad assumere, non solo come centro politico amministrativo, ma anche culturale e artistico, dell’intera nazione. Era inteso che la Galleria di opere moderne, inaugurata nel 1925 in Palazzo Caffarelli e ribattezzata nel 1931 Galleria Mussolini, rappresentasse il fiore all’occhiello anche del Governatorato che volle promuovere, per lo più proprio presso le Quadriennali, un’intensa campagna di acquisti che nel giro di pochi anni superò le trecento acquisizioni.

Le circa 120 opere selezionate nel patrimonio della raccolta capitolina presentano un quadro il più possibile fedele al carattere delle prime Quadriennali e, con esse, delle tendenze presenti nell’arte italiana degli anni Trenta. Nel percorso della mostra, accanto alle opere sono di fondamentale importanza i documenti storici e le immagini provenienti dalla Fondazione La Quadriennale di Roma e dall’Istituto Luce-Cinecittà, partner imprescindibili di questa esposizione e custodi di un eccezionale patrimonio documentario, fotografico e filmico, che restituisce il carattere e l’importanza di quegli eventi, insieme ad uno spaccato della quotidianità di quel decennio. Cataloghi, rassegne stampa, lettere e documenti, insieme a filmati originali e ad una videoinstallazione di Roland Sejko realizzata per questa occasione offrono al pubblico ulteriori chiavi di lettura di un periodo estremamente ricco e complesso in cui anche le trasformazioni urbanistiche e l’architettura svolsero una fondamentale funzione di educazione e di indirizzo al consenso.

L’allestimento delle opere non rispetta una sequenza cronologica ma individua temi significativi come quelli che di fatto emergevano dalle manifestazioni: i grandi maestri e le nuove generazioni; i futuristi; gli italiani a Parigi, la mostra postuma di Scipione, il tonalismo e la scuola romana, la grande scultura, il novecento e le scuole regionali. Accanto ai capolavori già noti della collezione vengono presentate, secondo il principio di rotazione che guida la programmazione della Galleria d’Arte Moderna, opere finora mai esposte.

Accanto a Felice Casorati, Mario Sironi, Felice Carena, Scipione, Mario Mafai, Emanuele Cavalli, Giuseppe Capogrossi, ma anche, Renato Guttuso, Enrico Prampolini, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Gino Severini – per citare alcuni dei protagonisti della cultura figurativa degli anni Trenta, presenti nella collezione con opere ritenute capisaldi dell’arte italiana del Novecento e già note al pubblico romano – figurano dipinti finora mai esposti come Tribunale tigrino di Domenico Belli, autore della generazione futurista presente alla III Quadriennale del 1939, o nella sezione del Novecento, gli encausti di Salietti o Le spose dei Marinai di Massimo Campigli, manifesto della sua originale poetica presentato alla II Quadriennale del 1935. Per la scultura i capolavori di Arturo Martini, Il pastore e di Marino Marini La bagnante, entrambi primi premi alle manifestazioni del 1931 e del 1935. Lungo tutto il periodo della mostra, inoltre, saranno proposti focus su opere particolarmente significative della raccolta.

Un programma di visite guidate e di incontri su argomenti legati alla vita culturale degli anni Trenta a Roma accompagna la mostra nei primi mesi per riprendere dopo l’estate con successive iniziative.

La conclusione della mostra coinciderà con l’apertura della 16a Quadriennale d’arte al Palazzo delle Esposizioni da ottobre 2016 a gennaio 2017, in un ideale passaggio di testimone tra passato e presente.

Hanno curato la mostra:
per la Galleria d’Arte Moderna: Arianna Angelelli, Maria Catalano, Federica Pirani, Gloria Raimondi;
per la Fondazione La Quadriennale: Assunta Porciani; Alessandro Sandorfi
per l’Istituto Luce-Cinecittà: Maria Gabriella Macchiarulo; Roland Sejko

INFO

Mostra

ROMA ANNI TRENTA. LA GALLERIA D’ARTE MODERNA E LE QUADRIENNALI D’ARTE 1931 – 1935 – 1939

Dove

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi, 24

Quando

24 marzo – 30 ottobre 2016

Anteprima stampa: 23 marzo ore 11.00 – 13.00

Inaugurazione 23 marzo ore 18.00

Orari

Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.30

24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00

L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura; lunedì chiuso

Biglietti

Intero € 7,50; Ridotto € 6,50

Biglietto unico comprensivo di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna di Roma e alla Mostra. Riduzioni e gratuità per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Info

060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00), www.museiincomune.it; www.galleriaartemodernaroma.it; www.zetema.it

Promossa da

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Sponsor Sistema Musei in Comune

Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Galleria d’Arte Moderna

Fondazione La Quadriennale di Roma; Istituto Luce-Cinecittà

Accademia Nazionale di San Luca, Roma

Archivio Centrale dello Stato, Roma

Archivio Ernesto Puppo, Buenos Aires

Archivio Storico Capitolino, Roma

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma

MACRO, Roma

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Organizzazione

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