Inghilterra: tesoro di 3339 monete di epoca romana presso Yeovil

28 Gennaio 2016
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Un tesoro di 3339 monete di epoca romana è stato scoperto presso Yeovil, in un'area nelle cui vicinanze vi sarebbe stato un tempo un villaggio.
3335 delle monete sono sesterzi e denari che ritraggono vari imperatori e datano al secondo o terzo secolo. Le altre sarebbero di ottone. Si ritiene siano state seppellite attorno al 270 d. C.
Link: the TelegraphDaily Mail; Central Somerset Gazette; The Mirror.
Il Somerset, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Nilfanion (NilfanionOrdnance Survey OpenData: County boundaries and GB coastline National Geospatial-Intelligence Agency Irish, French and Isle of Man coastlines, Lough Neagh and Irish border).


Giappone: un ponte in legno verso il tumulo Nisanzai Kofun

28 Gennaio 2016
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Un ponte in legno che conduceva al tumulo Nisanzai Kofun è stato scoperto nei pressi Sakai, nella Prefettura giapponese di Osaka. Il passaggio era collocato su un fossato: durante la cerimonia funebre i partecipanti si ponevano probabilmente sui due lati del ponte. Si ritiene che forse il tumulo, del Periodo Kofun (250-538 d. C.), possa essere appartenuto a un imperatore.
Link: The Asahi Shimbun; New Historian
La Prefettura di Osaka, di Lincun - 国土交通省 国土数値情報(行政区域), da WikipediaCC BY-SA 3.0.


Perù: contatti tra culture preincaiche nella Huaca Santa Rosa

28 Gennaio 2016
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I resti di sei donne, probabilmente sacrificate mille anni fa circa, sono stati ritrovati presso la Huaca Santa Rosa, nel distretto di Pucalá della regione di Lambayeque. Testimonierebbero pure la presenza contemporanea di influenze Moche, Wari e Cajamarca, e quindi contatti tra culture Moche e Lambayeque. Il tempio cerimoniale scoperto risale a 1200 anni fa.
Si ritiene che le donne siano state sacrificate perché ritrovate nello spazio di un tempio. Sono rivolte ad est, e si pensa perciò provengano da Cajamarca.
La Huaca Santa Rosa è nella parte settentrionale del Perù, a 30 km da Chiclayo e 750 dalla capitale Lima.

Link: Ministerio de Cultura - Perú (PDF)The Jerusalem Post via Reuters; La Republica; Andinaemol; Archaeology News Network via Peru this week.
La regione peruviana di Lambayeque, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Huhsunqu (suo lavoro derivativo: Peru_-_(Template).svg: Huhsunqu derivative work: Huhsunqu (talk) Peru_-_(Template).svg ).


Analisi delle vittime sacrificali presso il Templo Mayor di México-Tenochtitlan

25 - 28 Gennaio 2016
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Sulla base di analisi sui resti delle vittime sacrificate nel Templo Mayor dell’attuale Città del Messico (l’antica Tenochtitlan), è risultato che queste non fossero tutte necessariamente prigionieri catturati durante le guerre, ma che si trattasse pure di abitanti della Valle del Messico. Alcuni potevano rimanere nella città anche 6 anni prima di essere sacrificate.
Link: INAH; abc.es; EFE; Fox Latino News via EFE.
Vista del Templo Mayor, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Diego Delso (Poco a poco).


Inghilterra: 800 sepolture di bambini da Blackburn

26 - 28 Gennaio 2016
Daisyfield_cornmill,_Blackburn_-_geograph.org.uk_-_963066Il cimitero di San Pietro (Ndt: St Peter's burial ground) a Blackburn, nel Lancashire, fu aperto nel 1821. Gli scavi che stanno avendo lì luogo hanno portato ad esumare 1967 corpi, dei quali 800 relativi a bambini. 
Il cimitero fu particolarmente in uso negli anni sessanta dell'Ottocento, per essere chiuso nel decennio successivo. I tassi di mortalità infantile erano evidentemente molto elevati, anche in conseguenza della mancanza di medicine e igiene. Non essendosi trovate tracce delle malattie sui resti scheletrici, si ritiene che quei bambini probabilmente morissero rapidamente, di infezioni polmonari o gastrointestinali. Ritrovate anche monete e ornamenti.
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Link: BBC News; Lancashire TelegraphNew Historian; mental_floss; International Business Times.
Daisyfield Cornmill a Blackburn, foto di Chris Allen, da WikipediaCC BY-SA 2.0.
Il Lancashire, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Nilfanion (NilfanionOrdnance Survey OpenData: County boundaries and GB coastline National Geospatial-Intelligence Agency Irish, French and Isle of Man coastlines, Lough Neagh and Irish border).


Milano: Museo del Novecento, visite guidate per le scuole a "Il Quarto Stato"

Cultura

Museo del Novecento, visite guidate per le scuole a "Il Quarto Stato"

Le educatrici della Sezione Didattica di Palazzo Reale accompagnano i ragazzi di primarie di primo e secondo grado alla scoperta del capolavoro di Pellizza da Volpedo attraverso le parole dell'artista

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Milano, 3 febbraio 2016 - È una delle icone artistiche di Milano. È la più riprodotta e manipolata in Italia dopo la "Gioconda" di Leonardo da Vinci. "Il Quarto Stato" di Pellizza da Volpedo, collocato all'inizio del Museo del Novecento, affascina tutti, grandi e piccoli, milanesi e stranieri. Per questo motivo dal 2002 le educatrici della Sezione Didattica di Palazzo Reale conducono i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado alla scoperta di questo capolavoro. Una visita guidata di un'ora dedicata solo a questa opera, unico caso tra le proposte didattiche del Comune dedicate alle scuole.
Il legame de "Il Quarto Stato" con la nostra città è noto: nel 1920, grazie ad una sottoscrizione pubblica, i milanesi comprarono l'opera che divenne simbolo della città e per molti anni, dal 1943 fu esposta a Palazzo Marino.

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Murale di Edipo per la prima volta esibito al Museo Egizio del Cairo

3 Febbraio 2016

Il Murale di Edipo per la prima volta esibito al Museo Egizio del Cairo

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All'inizio di questo mese – Febbraio, il Museo Egizio del Cairo ha cominciato ad esibire un nuovo reperto che non era precedentemente esposto, a seguito del restauro presso i Laboratori del Museo. Inoltre, la collocazione di due altri reperti è stata modificata per essere situata in una posizione più visibile e adatta al loro valore storico e artistico. Così ha affermato il dott. Khaled Al-Anany, Supervisore Generale del Museo Egizio del Cairo.

Al-Anany ha dichiarato che mostrare reperti che non erano mai stati esibiti prima all'inizio di ogni mese è una pratica nuova e recente, che il Ministero effettua per incoraggiare e sviluppare il turismo. Si mette quindi in evidenza la preoccupazione del Ministero nel riguadagnare l'importante ruolo del Museo Egizio del Cairo come uno dei più importanti musei sull'Egitto nel mondo.

Al-Anany ha aggiunto che questi reperti in mostra sono: il "Murale di Edipo", esibito per la prima volta: l'affresco è parte del muro di un'abitazione ad ovest di Ermopoli (Tuna Al-Gabal), risale al secondo secolo d. C. e presenta il celebre mito di Edipo dal poeta tragico Sofocle. Gli altri due reperti sono una statua di portatore di offerte ritrovata nel cimitero Meket Ra, XI Dinastia, e un pezzo di tessuto colorato per "Sen Nefer" che lo presenta di fronte a un tavolo di offerte: questo reperto era utilizzato come copertura per la sua mummia nel suo cimitero a Deir Al-Madina.

Link: Ministry of Antiquities – Egypt
Traduzione dal Ministero delle Antichità Egizie. © Ministry of Antiquities: scritto da Asmaa Mostafa, tradotto da Hend Monir. Il Ministero delle Antichità Egizie non è responsabile dell’accuratezza della traduzione in Italiano. Foto del Ministero delle Antichità Egizie.


Uno studio sul Cifrario VIC usato da Reino Häyhänen

2 Febbraio 2016
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Il Cifrario VIC fu utilizzato dalla spia sovietica di origini finlandesi Reino Häyhänen (1920-1961), il cui nome in codice era VICTOR. Il cifrario fu utilizzato agli inizi degli anni cinquanta, ed era noto per la sua complessità e sicurezza.
Secondo un nuovo studio, sarebbe possibile comprendere un messaggio, conoscendo l'algoritmo di cifratura. In caso contrario sarebbe invece quasi impossibile. Lo stesso FBI non fu in grado di decodificare i messaggi fino alla defezione di Häyhänen, nel 1957. Per Kollar, autore della ricerca, il cifrario consiste in una sostituzione da scacchiera seguita da due trasposizioni.
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Africa: caccia con frecce avvelenate presso i popoli San

2 Febbraio 2016

Coleotteri per le frecce avvelenate usati dalle popolazioni San e loro piante ospiti (foto: CS Chaboo, se non indicato diversamente). 2 Diamphidia nigroornata Ståhl (=D. simplex Péringuey, =D. locusta Fairmaire), Namibia (Chrysomelidae) 3 Polyclada sp. (Chrysomelidae) 4 Blepharida sp., Kenya (foto: C Smith, USNM) 5 Lebistina sp. (Carabidae) 6 Diamphidia femoralis (sopra) e il suo nemico predatore-parassitoide, Lebistina (sotto), su pianta di Commiphora nel Sud Africa (foto: K Ober) 7 Lebistina sanguinea (Boheman) coleottero adulto su pianta di Commiphora in Sud Africa (foto: E. Grobbelaar, SANC, ARC-PPRI).
Coleotteri per le frecce avvelenate usati dalle popolazioni San e loro piante ospiti (foto: CS Chaboo, se non indicato diversamente). 2 Diamphidia nigroornata Ståhl (=D. simplex Péringuey, =D. locusta Fairmaire), Namibia (Chrysomelidae) 3 Polyclada sp. (Chrysomelidae) 4 Blepharida sp., Kenya (foto: C Smith, USNM) 5 Lebistina sp. (Carabidae) 6 Diamphidia femoralis (sopra) e il suo nemico predatore-parassitoide, Lebistina (sotto), su pianta di Commiphora nel Sud Africa (foto: K Ober) 7 Lebistina sanguinea (Boheman) coleottero adulto su pianta di Commiphora in Sud Africa (foto: E. Grobbelaar, SANC, ARC-PPRI).

È noto da tempo l'utilizzo di frecce avvelenate da parte di popoli africani, per secoli. L'argomento lo si ritrova in testi di entomologia, chimica, antropologia.
Uno studio approfondito ha ora preso in considerazione questa tecnica presso i popoli San (anche noti come Boscimani, Saan o Basarwa). Si tratta in particolare di nove nazioni San in Botswana e Namibia: G|​ui, G||ana, G||​olo, Hai||on, Ju’|hoansi, Kua, Naro, Tsila e Xao-ǁ’aen. I San sono cacciatori raccoglitori tradizionali, e questo li pone in una posizione centrale per la storia dell'umanità, oltre che per molti studi di antropologia.
Alcune informazioni vengono da resoconti del Settecento, nei quali i fatti si mescolano a molte affermazioni poco credibili. La caccia con l'arco appare nelle pitture rupestri, ma non è chiaro da quando si sia cominciato ad utilizzare i veleni: gli studiosi suppongono questo sia avvenuto molto presto.
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Australia: gli umani dietro l'estinzione del Genyornis newtoni

1 Febbraio 2016

Una illustrazione di un grande uccello incapace di volare, noto come Genyornis newtoni, mentre viene sorpreso nel suo nido da una lucertola predatrice da 1 tonnellata (Megalania prisca) in Australia, grosso modo 50.000 anni fa. Credit: Illustrazione di Peter Trusler, Monash University.
Una illustrazione di un grande uccello incapace di volare, noto come Genyornis newtoni, mentre viene sorpreso nel suo nido da una lucertola predatrice da 1 tonnellata (Megalania prisca) in Australia, grosso modo 50.000 anni fa. Credit: Illustrazione di Peter Trusler, Monash University.

Gli umani in Australia avrebbero giocato un ruolo importante nell'estinzione del Genyornis newtoni, un uccello da 2 metri e 225 kg circa e incapace di volare, che abitava nell'Australia di 50 mila anni fa.
Gli umani avrebbero raccolto e cotto le uova dell'uccello, riducendone le possibilità di successo riproduttivo: le prove vengono da segni di bruciatura sui gusci, provenienti da 200 siti nel continente. Questa la si può considerare come la prima prova che gli umani cacciassero qui animali della megafauna ora estinta.
Lo studio ha preso in esame resti non bruciati di gusci da più di duemila località australiane, principalmente da dune di sabbia dove gli uccelli nidificavano. Nessuno era più recente di 45 mila anni fa. I frammenti bruciati, secondo una vasta gamma di temperature, sono stati invece datati tra 54 mila e 44 mila anni fa.  Nessuno era più recente di 47 mila anni fa.
Gli studiosi ritengono che non si possa trattare di bruciature determinate da incendi boschivi, ma da attività umana. Un'altra prova in tal senso è data dal ritrovamento di gusci bruciati degli emu (che ancora oggi vivono in Australia), tra le dune sabbiose, con pattern simili a quelli ritrovati per le uova del Genyornis newtoni. Le uova di emu cominciano a comparire attorno a 50 mila anni fa.
Il tema della scomparsa della megafauna in Australia è dibattuto, tra coloro che considerano cruciale il cambiamento climatico avvenuto tra 60 e 40 mila anni fa, mentre altri ritengono che questo non possa essere la sola causa determinante. L'arrivo degli umani in Australia sarebbe altresì da collocarsi prima di 47 mila anni fa, pur mancando prove definitive sulla finestra temporale nella quale collocarlo.
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