Israele: mutamenti del paesaggio presso la cava della collina di Kazier

29 Marzo 2016
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La cava della collina di Kazier, nella parte centrale di Israele, mostra il cambiamento di attitudine nel passaggio da una società di cacciatori raccoglitori a una di agricoltori.
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La cava del Neolitico risale a 11 mila anni fa: i ritrovamenti parlano di attività di estrazione di selce e calcare su larga scala, allo scopo di costruire strumenti. La cava è la prima per la sua epoca, per dimensioni e scopo ad essere ritrovata nel Levante meridionale, e fornisce la prova di drammatiche alterazioni del paesaggio da parte degli umani.
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In particolare, la cava risale al Neolitico Preceramico A (Pre Pottery Neolithic A – PPNA), una delle fasi associate alla transizione da cacciatori raccoglitori ad agricoltori. Quel cambiamento economico è pure associato a cambiamenti di carattere tecnologico e sociale. L'introduzione dell'agricoltura fu uno dei cambiamenti più rilevanti nella storia umana, e la "domesticazione" del paesaggio fu un processo significativo nel mutato approccio alla natura.
Coloro che vissero presso la cava della collina di Kazier mutarono il loro paesaggio per sempre.
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Una lastra in arenaria con lettere etrusche incise, da Poggio Cola

29 Marzo 2016

La stele etrusca è stata ritrovata tra le fondamenta di un tempio, dove era rimasta per 2.500 anni. Credit: Mugello Valley Project
La stele etrusca è stata ritrovata tra le fondamenta di un tempio, dove era rimasta per 2.500 anni. Credit: Mugello Valley Project

Una lastra in arenaria del sesto secolo prima dell'era volgare è stata ritrovata tra le fondamenta di un tempio monumentale etrusco a Poggio Cola. Il sito si trova nella Valle del Mugello, a nord est di Firenze.
La lastra, del peso di 220 kg circa, è alta 1,20 cm circa e larga circa 60 cm. La pietra, probabilmente di provenienza locale, si presenta raschiata e scheggiata, con un lato reso rosso, forse dal fuoco.
 
La lastra, del peso di oltre 200 kg e alta un metro e 20 cm circa, contiene 70 lettere leggibili. Credit: Mugello Valley Project
La lastra, del peso di oltre 200 kg e alta un metro e 20 cm circa, contiene almeno 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura. Credit: Mugello Valley Project

Presenta almeno 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura: non trattandosi di un testo funerario, si ritiene possa contenere nuove parole. Il ritrovamento di un manufatto etrusco di carattere religioso è un fatto raro, e si spera che la lastra possa fornire informazioni sulla venerazione di un dio o di una dea. Gli Etruschi usavano infatti per la scrittura materiale deperibile, come lino o tavolette di cera.
La lastra sarebbe stata collegata alle prime manifestazioni di sacralità presso il santuario, e dimostrerebbe l'esistenza di un culto stabile almeno dal Tardo Periodo Arcaico (525-480 prima dell'era volgare). Sarebbe stata riutilizzata nelle fondamenta di una struttura di poco successiva.
La lastra mentre viene esaminata Credit: Mugello Valley Project
La lastra mentre viene esaminata Credit: Mugello Valley Project

Link: EurekAlert! via Southern Methodist University


Neanderthal e ruolo della dieta nell'evoluzione

29 Marzo 2016
NeanderthalFino a 40 mila anni fa, l'Homo sapiens convisse coi Neanderthal, addirittura mescolandosi pure ad essi. Tra le differenze di spicco tra le due specie, spicca il fatto che i Neanderthal fossero più bassi e tozzi, con bacini e gabbie toraciche più ampie di quelle dei moderni umani.
 
Un nuovo studio, presentato sull'American Journal of Physical Anthropology, suggerisce ora l'ipotesi che il torace "a campana" e un ampio bacino siano la conseguenza di un'evoluzione che nei Neanderthal sarebbe almeno parzialmente un adattamento a una dieta altamente proteica. Questa avrebbe richiesto un fegato e un sistema urinario di dimensioni maggiori.
Lo studio ha dunque verificato l'ipotesi con dei test. Negli animali, una dieta altamente proteica è associata a fegato e reni più grandi. Similmente, nelle popolazioni artiche vi è un fegato di dimensioni maggiori e si beve più acqua, segno di maggiore attività renale. Durante i duri inverni dell'Era Glaciale, i carboidrati erano scarsi e il grasso era presente in quantità limitata. Al contrario, grandi prede erano presenti in abbondanza.
Già nel 2011, gli autori dello studio presentarono un lavoro sull'Homo erectus nel Levante, nel quale dieta ed evoluzione erano messe in relazione.
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Bitonto: domenica 3 Aprile, terzo appuntamento Matinée musicali

Circolo beethoven

L'Associazione culturale Il Circolo Beethoven, in collaborazione con la Galleria nazionale Devanna di Bitonto, presenta il terzo appuntamento delle Matinée musicali, domenica 3 aprile, ore 11.00.

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Apre mostra "Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon"

Apre l'8 aprile 2016 alla Biblioteca statale isontina di Gorizia la mostra “Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon”.

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Apre l'8 aprile 2016 alla Biblioteca statale isontina di Gorizia la mostra patrocinata dal MIBACT dal titolo “Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon”.
Nel comitato d'onore Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.
TESTO
“Inchiostro e pennino, protagonisti di un'arte raffinata. Opere di Giovanni Cavazzon” è il titolo dell'antologica che apre venerdì 8 aprile 2016 alle 18 nella Galleria d'arte “Mario Di Iorio” della Biblioteca statale isontina di Gorizia.
L'esposizione, curata da Anna Pascolo, dopo l'allestimento alla Biblioteca nazionale centrale di Firenze giunge a Gorizia da dove proseguirà il suo tour in luoghi della cultura italiana.
Per il progetto  sono stati costituiti un Comitato d'Onore composto da : Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Maria Letizia Sebastiani, Enrico Rossi, Debora Serracchiani, Dario Nardella, Furio Honsell, Alessio Giuffrida, Vittorio Zappalorto, Pietro Fontanini, Alberto Tesi, Alberto Felice De Toni, Renata Capria d’Aronco e Vittorio Gasparrini.
Compongono invece il Comitato Scientifico: Arnaldo Colasanti, Philippe Daverio e Maria Letizia Sebastiani.
L'esposizione è corredata da un volume monografico che sarà presentato durante la vernice goriziana alla presenza dell'artista.
"Le biblioteche, ricorda il direttore della Bsi Marco Menato, negli ultimi anni, hanno subito così consistenti tagli nei loro già magri bilanci, che ne è stata forse per la prima volta messa in discussione la stessa esistenza e significato nei confronti di un futuro illusoriamente digitale e a portata di click. La prodigiosa inventiva di Giovanni Cavazzon ci insegna ancora una volta che la presenza umana non potrà mai essere soppiantata dagli apparati tecnologici, così come le biblioteche continueranno ad accompagnare gli uomini nel loro cammino verso la conoscenza".
Dopo una significativa produzione figurativa realizzata con la matita, l'artista ha maturato quella sicurezza di segno necessaria per passare all'uso del pennino e dell' inchiostro, strumenti antichi, tecnica che non permette correzioni, ma offre immediatezza di segno carico rapido nell’esecuzione a tutto vantaggio della diretta comunicazione tra il pensiero e la realizzazione.
La mostra è patrocinata da importanti istituzioni nazionali fra le quali il  Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
La mostra goriziana resterà aperta fino al 23 aprile 2016, con ingresso gratuito da lunedì a venerdì dalle 10.30 alle 18.30, sabato fino alle 13.
Il prossimo appuntamento di "Inchiostro e pennino" sarà in settembre 2017 alla Biblioteca Angelica di Roma.

Come da MiBACT, Redattrice Margherita Reguitti


Prima edizione di Colloqui dell’Abbazia

Prima edizione di Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga.

Colloqui dell’Abbazia.
Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga.
Abbazia di Rosazzo
Abbazia di Rosazzo

Il viaggio fisico e metaforico è il filo conduttore della prima edizione di “Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, manifestazione realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo nell'omonima Abbazia del comune di Manzano (Ud) della  in collaborazione con MIBACT – Biblioteca statale isontina e l'azienda Livio Felluga, che festeggia i 60 anni della carta geografica, simbolo scelto dal patriarca dell'enologia friulana come etichetta dei suoi vini.
La rassegna, articolata in una sezione primaverile-estiva dal 1° aprile al 15 luglio 2016 e una autunnale da settembre a novembre, si propone come opportunità di incontro e confronto del pubblico con scrittori, artisti, videomaker, scienziati, giornalisti, viaggiatori in cerca di luoghi e di risposte a domande importanti.
La manifestazione, ospitata nell'accogliente e mistica Abbazia di Rosazzo, prenderà il via venerdì 1° aprile  con  Elena Commessatti, scrittrice udinese e Mauro Pascolini, docente universitario e geografo. Tema dell'incontro sarà “La carta geografica di Livio Felluga. Storia di un viaggio intorno”.

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Diecimila visitatori hanno scelto l’arte di Milano per il ponte di Pasqua

Cultura

Diecimila visitatori hanno scelto l’arte di Milano per il ponte di Pasqua

A Palazzo Reale oltre 4000 ingressi. Castello Sforzesco gremito di turisti

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Milano, 28 marzo 2016 – Migliaia di cittadini e turisti hanno scelto Milano per il ponte di Pasqua. Sono infatti circa diecimila i visitatori dei musei civici aperti durante la domenica di Pasqua e delle mostre aperte al pubblico sia domenica che lunedì.

Il Castello Sforzesco è stata la meta più visitata nel giorno di Pasqua. In una assolata giornata primaverile visitatori stranieri e cittadini hanno affollato uno dei luoghi simbolo di Milano. I musei del Castello hanno registrato 2400 ingressi, seguiti dal Museo del ‘900 che ha accolto un migliaio di visitatori. Aperti anche l’Acquario Civico, il Mudec, il Museo di storia naturale, la Galleria di Arte Moderna, il Museo Archeologico, Palazzo Morando e il Museo del Risorgimento.

Oltre 4000 persone si sono messe in coda per le mostre di Palazzo Reale nelle giornate di domenica e lunedì. La mostra “Umberto Boccioni (1882 - 1916). Genio e memoria”, inaugurata lo scorso mercoledì 23 marzo, ha registrato 2500 ingressi e code alle biglietterie, mentre l’esposizione “Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra” è stata visitata da più di 1500 persone.

Testo e immagine dal Comune di Milano.


Maggiore impatto dei mescolamenti coi Denisovan in Oceania e Asia meridionale

28 Marzo 2016
 

Cartina che mostra le proporzioni di genoma dedotto come Denisovan, con picco in Oceania e percentuali più alte nell'Asia meridionale. Credit: Sankararaman et al./Current Biology 2016
Cartina che mostra le proporzioni di genoma dedotto come Denisovan, con picco in Oceania e percentuali più alte nell'Asia meridionale. Credit: Sankararaman et al./Current Biology 2016

La maggior parte dei moderni umani non africani possiede una parte di DNA dai Neanderthal. Un nuovo studio, pubblicato su Current Biology, suggerisce ora che la proporzione di DNA derivante dai Denisovan sia per alcuni moderni umani anche più elevata (∼5%) di quella derivante dai Neanderthal. Lo studio ha preso in esame 250 genomi da 120 popolazioni non africane, resi disponibili dal Simons Genome Diversity Project.
In particolare, questo sarebbe vero in Oceania e Asia meridionale. In Oceania, la media dei frammenti dai Denisovan è maggiore di quella relativa ai frammenti dai Neanderthal, che implicherebbe un mescolamento successivo. L'analisi suggerisce infatti che il mescolamento coi Denisovan avvenne più di recente, 100 generazioni dopo quello coi Neanderthal. Per quanto riguarda l'Asia meridionale, vi sarebbe una presenza della stirpe Denisovan maggiore di quanto ritenuto finora.
La ricerca ha pure creato una cartina predittiva sull'impatto di Denisovan e Neanderthal nei moderni umani. C'è molto da scoprire, ma i geni dei Denisovan potrebbero essere legati a un odorato più affinato a Papua Nuova Guinea, o alla possibilità di maggiore adattamento alle altitudini del Tibet. Gli effetti della selezione naturale con riguardo ai geni ereditati dagli umani arcaici sono però positivi e negativi. La rimozione di quanto problematico per i moderni umani sarebbe avvenuto nei 40 mila anni dopo il mescolamento. Una ridotta fertilità maschile si sarebbe pure verificata dopo il mescolamento coi Denisovan, fatto comune negli ibridi tra due gruppi molto divergenti della stessa specie.
In conclusione, l'interazione tra umani moderni e arcaici sarebbe complessa e sarebbe forse relativa a diversi eventi.
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Più assalitori uccisero Ramesse III

21 - 25 Marzo 2016
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Ramesse III fu il secondo faraone della Ventesima Dinastia, e visse dal 1186 al 1155 a. C. Il suo regno vide una serie di invasioni e un progressivo indebolimento dell'Egitto. Fu infine ucciso da una congiura iniziata da una delle sue mogli.
Il nuovo libro di Zahi Hawass e Sahar Saleem, Scanning the Pharaohs: CT Imaging of the New Kingdom Royal Mummies, avrebbe ora rilevato come ad assassinare il faraone sarebbero stati più assalitori. Le scansioni rivelano  come uno dei suoi alluci sia stato rimosso: questo sarebbe contemporaneo al taglio di esofago e trachea che ne avrebbe causato la morte (come rilevato da un precedente lavoro dei due, del 2012). A causare le due ferite sarebbero state due armi differenti, e con attacchi frontali e dal retro.
Gli imbalsamatori avrebbero poi cercato di nascondere le ferite del faraone per l'aldilà.
Link: Live ScienceSmithsonian; Daily Mail;
Ramesse III nella KV11, da WikipediaPubblico Dominio (Unknown - Nicholas Reeves, Richard H. Wilkinson: Das Tal der Könige. Geheimnisvolles Totenreich der Pharaonen. S. 160).


Grecia: scavi e analisi alla necropoli di Faliro

24 - 26 Marzo 2016
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A Faliro vi è una necropoli con oltre 1.500 scheletri, risalenti a un periodo dall'ottavo al quinto secolo a. C. Gli scheletri sono sepolti secondo modalità molto diverse: alcune sono interrate in fosse, un terzo è rappresentato da bambini in giare, il 5% è rappresentato da cremazioni e ci sono alcune tombe a cista. In alcune fosse comuni si sono ritrovate persone a testa in giù, e incatenate.
Lo studio di queste sepolture potrà contribuire a comprendere Atene nel periodo arcaico, prima del sorgere della città stato. Faliro era uno dei porti di Atene, a pochi km a sud dalla stessa.
Link: Forbes; Greek Reporter.
La baia di Faliro, foto di A.Savin (userpage · contact), da WikipediaCC BY-SA 3.0.