Due incontri dedicati alla Grande Guerra al Museo di Roma in Trastevere

Nell’ambito del programma della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Educare alle mostre educare alla città

Due incontri dedicati alla GRANDE GUERRA:

La Grande Guerra. I diari raccontano

a cura di Nicola Maranesi

Giovedì 3 marzo, ore 16.00

Comunicazione e propaganda:

l’esperienza della Grande Guerra nelle collezioni dei manifesti della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

a cura di Maria Pia Critelli

Giovedì 17 marzo, ore 16.00

MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE, Piazza S. Egidio, 1b

INGRESSO GRATUITO

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Warhol “esordisce” agli Uffizi grazie agli scatti di Amendola

Warhol “esordisce” agli Uffizi grazie agli scatti di Amendola

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Si inaugura venerdì 4 marzo, nella Sala del Camino al Piano Nobile degli Uffizi, la mostra dal titolo “Andy Warhol fotografato da Aurelio Amendola. New York 1977 e 1986”. In tutto si tratta dell’esposizione di 10 immagini - frutto di due diversi “incontri” nella Factory della Grande Mela, tra il fotografo pistoiese di fama internazionale e l’artista simbolo della pop art – otto a colori e due in bianconero. Proprio due di queste fotografie, una scattata nel 1977 e l’altra nel 1986 pochi mesi prima della scomparsa dell’artista, saranno donate da Amendola al museo fiorentino, praticamente segnando l’ingresso di Andy Warhol agli Uffizi.
La presentazione dell’iniziativa con preview della mostra
avverranno venerdì 4 marzo alle ore 12
nella Sala del Camino, piano nobile degli Uffizi
ingresso porta n.1 (prenotati), Loggiato di levante, piazzale degli Uffizi, Firenze
Saranno presenti Eike Schmidt (Direttore delle Gallerie degli Uffizi), Antonio Natali (Responsabile del progetto), Aurelio Amendola (fotografo e donatore delle opere).

 
 
Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Oscar 2016 al Maestro Ennio Morricone

OSCAR 2016 al Maestro Ennio Morricone

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Il maestro ottantasettenne Ennio Morricone (foto Pietro Coccia ), dopo 5 nomination andate a vuoto e un Oscar alla carriera nel 2007, ha finalmente conquistato la statuetta per la colonna sonora del film di Quentin Tarantino The Hateful Eight. Candidato per 6 colonne sonore: I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, di Mission di Roland Joffé (1986), la delusione più cocente secondo lo stesso musicista, Gli intoccabili di Brian De Palma l'anno seguente, Bugsy di Barry Levinson (1991) e Malèna di Giuseppe Tornatore nel 2001 e infine con The Hateful Eight di Quentin Tarantino il maestro italiano ha trionfato nella notte delle stelle. Il compositore italiano ha battuto rivali temibilissimi come il cinque volte premiato John Williams (50 nomination) per Star Wars: il risveglio della Forza; Thomas Newman per Il ponte delle spie (tredici nomination andate tutte a vuoto), Carter Burwell per Carol e Jóhann Jóhannsson per Sicario. Due giorni dopo la stella sulla Walk of Fame,  tredicesimo italiano, l'Oscar arriva a coronamento dei  suoi sessant'anni di carriera.
Gli altri principali premi:  Miglior film Il caso Spotlight, Miglior regia Alejandro Gonzales Inarritu e Leonardo Di Caprio Miglior attore protagonista per Revenant , Miglior attrice protagonista Brie Larson per Room.
L ‘elenco completo dei Premi Oscar 2016 nel sito internet: www.oscars.org

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Metallurgia e tradizioni orali negli altopiani del Laos nord occidentale

29 Febbraio 2016

© IRD / O. Evrard: Villaggio Rmet nel nord-ovest del Laos.
© IRD / O. Evrard: Villaggio Rmet nel nord-ovest del Laos.

Nel Sud Est asiatico, le aree montagnose sono spesso caratterizzate da povertà. Non sempre però le cose sono andate così. La scoperta di fornaci per la fusione del ferro (datate all'ottavo e al nono secolo dell'era volgare) nei villaggi Rmet del Laos nord occidentale, può ora gettare luce su quanto avveniva negli altopiani del periodo pre-Tai. La scoperta viene presentata sul Journal of Southeast Asian Studies, in uno studio che unisce i dati archeologici a quelli etnologici.
Questi luoghi sono collegati a una ricca tradizione orale dei Rmet. In passato - prima dell'emergere dei principati Tai nella Valle del Mekong - non erano isolati come oggi, ma parte di un più ampio contesto culturale, economico e tecnologico tra le rive dei fiumi.
Le tradizioni orali parlano delle popolazioni Chueang Lavè, e di due siti: un rifugio roccioso dove si producevano oggetti, e un luogo alla confluenza dei corsi d'acqua, dove avvenivano gli scambi commerciali. I Chueang Lavè producevano oggetti in bronzo (anche se solo quella in ferro è attestata), praticavano sacrifici umani e cannibalismo. Questi racconti sono presenti anche presso altri gruppi delle montagne, mentre megaliti e pratiche funerarie specifiche indicano le antiche zone di produzione del metallo.
Il mito dice che i Chueang Lavè avrebbero lasciato il Paese passando per una porta magica. Per i ricercatori, il declino dei Chueang Lavè sarebbe da ricollegarsi a un esaurimento delle risorse (legno o metallo), e a problemi di carattere demografico e sociale, o a cambiamenti di ordine geopolitico, come lo sviluppo di una massiccia produzione di ferro in Cina.
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La Comunità Ebraica di Napoli 1864/2014: presentazione del volume

La Comunità Ebraica di Napoli 1864/2014: presentazione del volume

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La Comunità Ebraica di Napoli torna alla Biblioteca Nazionale a conclusione delle celebrazioni per il suo centocinquantenario, giovedì 3 marzo alle ore 11.00: Titti Marrone, giornalista e scrittrice,   dialogherà con Giancarlo Lacerenza, curatore del volume "La Comunità Ebraica di Napoli 1864/2014: centocinquant'anni di storia" (Giannini Editore). Interverranno Simonetta Buttò, Direttrice dell'Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane, Sandro Temin, Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Dario Disegni, Presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, Imma Ascione, Direttrice dell'Archivio di Stato di Napoli , Mariolina Rascaglia, Reggente della Biblioteca Nazionale, Lydia Schapirer, Presidente della Comunità Ebraica di Napoli, Elda Morlicchio, Rettrice dell'Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”.
Il volume, riccamente illustrato, prende le mosse dalle due esposizioni allestite nell'ottobre alla Biblioteca Nazionale (dal novembre 2014) ed all'Archivio di Stato di Napoli (dal gennaio 2015), di cui ripropone numerosi documenti rinvenuti ed esposti in occasione delle due mostre, ma va ben oltre. Accompagna il catalogo una seconda pubblicazione edita dal centro di Studi Ebraici dell'Università "L'Orientale", che permette attraverso i saggi di numerosi specialisti, di ricostruire le varie fasi della storia d'Italia e del Mezzogiorno e di apppofondire gli aspetti della vita della Comunità di Napoli che, seppur piccola, resta attiva e vitale in tutti i suoi aspetti fondamentali religiosi e culturali. Un viaggio che inizia dalle prime scoperte archeologiche sulla presenza ebraica a Napoli, passando per la cacciata cinquecentesca degli ebrei dal Viceregno, giungendo fino all'età moderna, con il periodo di massimo splendore della famiglia Rothschild fino alla costituzione di una vera e propria comunità nel 1864, storia ininterrotta fino ai giorni nostri.
Con l'occasione per la sola mattinata del 3 marzo, la Biblioteca Nazionale di Napoli esporrà una selezione di rarissimi volumi ebraici a stampa e manoscritti delle sue preziose collezioni.
Come da MiBACT, Redattrice Lidia Tarsitano


Prosegue a Napoli il "sogno" di Manunzio

Prosegue a Napoli il "sogno" di Manunzio

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L’apertura al pubblico della mostra “Il sogno di Aldo. Umanesimo e stampa nell'officina di Manuzio” è prorogata fino al 31 marzo 2015. La proroga è stata decisa per accogliere le numerose richieste del pubblico e per consentire a studiosi ed appassionati di ammirare la splendida  mostra bibliografica ed iconografica che  la Biblioteca Nazionale di Napoli ha dedicato ad Aldo Manuzio, nato a Bassiano, nel Lazio, alla metà del XV secolo e morto a Venezia nel 1515.
In esposizione compaiono gran parte delle numerose edizioni (circa 131)   stampate da Aldo Manuzio. La collezione di aldine possedute dalla Nazionale di Napoli è, infatti, una delle più ricche fra quelle conservate dalle biblioteche italiane;  alcune sono presenti anche  in più copie, dagli Erotemata di Costantino Lascaris usciti il 28 febbraio del 1495, al De rerum natura di Lucrezio la cui edizione fu completata nel gennaio del 1515, pochi giorni prima della morte del grande editore, avvenuta il 6 febbraio del 1515.
Manuzio condusse al massimo splendore l’arte della tipografia mantenendo altissima la qualità delle sue edizioni. Tra le  pubblicazioni  più significative in mostra ricordiamo l'Hypnerotomachia Poliphili stampata da Aldo Manuzio nel 1499, un romanzo allegorico, il cui  titolo può essere tradotto in  “La battaglia amorosa di Polifilo in sogno”. Con le sue 172 xilografie è considerato il più bel libro illustrato del Rinascimento. Manuzio comprese le potenzialità insite nell’invenzione della stampa a caratteri mobili e con  l’impiego del carattere corsivo e con i libri di piccolo formato – libelli portatiles in formam enchiridii - che racchiudono sia i classici latini e greci che le edizioni in lingua italiana, traghetta  la stampa nel nuovo secolo con criteri di modernità ed efficienza divenendo un modello a cui si sono ispirati i tipografi dei secoli seguenti. A Manuzio si deve lo studio e la diffusione della cultura greca nei suoi testi in lingua originale e la trasformazione del libro a stampa in principale mezzo della trasmissione e della comunicazione della conoscenza umana.
 
ll sogno di Aldo. Umanesimo e stampa nell'officina di Manuzio.
Mostra bibliografica e iconografica aperta fino al 31 marzo   2016
apertura: lunedì-venerdi, ore 9-18.00; sabato ore 9-13.00
ingresso libero - visite guidate all'esposizione su prenotazione (081 7819231-325)
Come da MiBACT, Redattrice Lidia Tarsitano


Roma, Mostra "Campidoglio. Mito, memoria, archeologia" ai Musei Capitolini

CAMPIDOGLIO.

MITO, MEMORIA, ARCHEOLOGIA

1 marzo - 19 giugno 2016

Musei Capitolini

Rari documenti d’archivio, dipinti, incisioni, sculture e inediti reperti archeologici

per narrare le trasformazioni urbanistiche del Campidoglio, cuore religioso e civile di Roma antica, da dove William Turner dipinse Modern Rome. Campo Vaccino, eccezionalmente in prestito

dal Getty Museum, e per la prima volta esposto a Roma

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Nessun luogo a Roma, forse, raccoglie in sé un insieme di suggestioni, storie e leggende pari al Campidoglio. Uno degli artisti più celebri ad averne subito il fascino fu William Turner che nel 1839, circa 10 anni dopo il suo ultimo viaggio a Roma, dipinse “Modern Rome – Campo Vaccino” rappresentando la città eterna immersa in un velo di memoria, tra chiese barocche e antiche rovine che si dissolvono in una luce crescente generata dal tramonto. Un’opera di grande suggestione che sarà esposta per la prima volta a Roma grazie ad un importante prestito del Getty Museum e che sarà il punto di partenza della mostra “Campidoglio. Mito, memoria, archeologia ospitata dai Musei Capitolini dal 1 marzo al 19 giugno 2016.

J. M. W. Turner, Modern Rome. Campo vaccino, 1839 J. Paul Getty Museum, Los Angeles
J. M. W. Turner, Modern Rome. Campo vaccino, 1839 J. Paul Getty Museum, Los Angeles

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