Concorso Fotografico Nazionale “Gallo Arti Grafiche: Sguardo”

"Gallo Arti Grafiche: Sguardo" è un concorso fotografico nazionale  patrocinato dal Comune di Vercelli e organizzato dalla tipografia  Gallo Arti Grafiche in occasione dei 70 anni di attività, in collaborazione con il  Gruppo Fotocine Controluce BFI di Vercelli.

Proprio la collaborazione con il Gruppo Controluce testimonia la professionalità dell'iniziativa la quale, inoltre, gode del Patrocinio FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) n° 2018/A2 ed è valido per la statistica FIAF 2018.

Dalla sinergia tra queste diverse realtà nasce, dunque, l'idea di un concorso che celebri, da un lato, una tappa storica di un’azienda fortemente radicata nel territorio, valorizzando le peculiarità locali in ogni aspetto, dall'altro, che permetta allo sguardo attento e curioso del fotografo di indagare in totale libertà  qualsiasi dettaglio reputi meritevole di attenzione ed osservazione.

Sono state, infatti, previste due sezioni: una a tema libero, appunto, valido anche per la statistica FIAF, e uno obbligato che ha come oggetto “Vercelli e il Vercellese, una città e un territorio da scoprire” (questo secondo tema NON è considerato valido per la statistica).

La partecipazione è aperta a tutti i fotoamatori, senza distinzione

tra dilettanti e professionisti, siano essi iscritti o meno alla FIAF, i quali devono imprescindibilmente essere proprietari di tutti i diritti delle immagini presentate. Ogni autore è interamente responsabile degli scatti che presenta.

È possibile iscriversi, procedere al pagamento ed inviare i files dal 15 luglio al 09 settembre 2018 collegandosi al sito http://gfcontroluce.hiho.it. La Giuria, composta da esponenti della FIAF, si riunirà il 22 settembre, mentre il 10 novembre avrà luogo la premiazione e l'inaugurazione della mostra fotografica con tutte le foto ammesse e premiate, che saranno esposte fino al 25 novembre 2018.

Sempre tramite http://gfcontroluce.hiho.it/, è possibile scaricare il bando completo dell'iniziativa e visionare così tutte le informazioni riguardanti i premi in palio, il calendario e tutte le specifiche tecniche per la presentazione della immagini.

Nuove scoperte ad Alessandria. Dalla roccia emergono tombe tolemaiche

Gli scavi diretti da Fahima El Nahas ad Alessandria d'Egitto hanno portato alla luce delle tombe di epoca tolemaica.  Fahima El Nahas è direttrice generale degli scavi nella città.


Le tombe sono scavate nella roccia; si accede tramite delle scale a ciascun gruppo di sepolture, che costituiscono entità separate alle quali si accedeva con delle scale che conducevano a una piccola hall.


Devono essere appartenute a gente di modeste condizioni; risulta peraltro che siano state utilizzate a lungo, secondo quanto affermato dal dott. Aiman Ashmawi. Farebbero parte della necropoli occidentale dell'Alessandria di epoca tolemaica.

Il dott. Khalid Abo El-Hamd, direttore generale delle antichità ad Alessandria, ha riferito anche del ritrovamento di numerose ceramiche, oltre a lampade decorate.

 

Immagini dal Ministero delle Antichità Egizie.


Link: Ministry of Antiquities 1 , 2Luxor Times, Djed Medu.


San Felice Circeo: conferenza “Dalla bellezza all’orrore. Circe e la metamorfosi di Scilla”

Nell’ambito della rassegna “Il mito di Circe: letteratura, storia, arte, archeologia”, Igor Baglioni (direttore del Museo "Raffaele Pettazzoni") terrà la conferenza  “Dalla bellezza all’orrore. Circe e la metamorfosi di Scilla”.

L'evento si terrà venerdì 31 agosto alle ore 21:30, presso la torre dei Templari a S. Felice Circeo.

Abstract

Tra i versi più belli che possiamo leggere nelle Metamorfosi di Ovidio vi sono quelli dedicati ad una bellissima fanciulla, Scilla, e a come questa giovane donna, desiderata da molti uomini e perfino da dèi, diverrà un orribile mostro sanguinario, con il nero ventre cinto di feroci cani urlanti. Fu la gelosia e l’odio a muovere la mano di colei che preparò il filtro magico che trasformò una splendida ragazza in un terribile mostro, una figura enigmatica che la tradizione antica ci ritrae allo stesso tempo come una dea e come una maga: Circe!

Nell’intervento, commenteremo i versi delle Metamorfosi dedicati a questa tragica vicenda, soffermandoci su come il poeta ritragga le protagoniste dell’episodio, su come abilmente ne determini le caratteristiche qualificanti, tessendo insieme e accostando, casualmente in apparenza, una trama di episodi e di parole dai molteplici rimandi che porteranno ad una tela sublime che resisterà per secoli nel nostro immaginario. In questo quadro straordinario, è Scilla veramente una vittima innocente? E Circe è veramente una maga spietata e crudele o anche lei è vittima di una maledizione? Quanto nella storia che il poeta ci narra affonda nel patrimonio mitico e religioso tradizionale e quanto è invece creato dal poeta Ovidio stesso?

IL MITO DI CIRCE
LETTERATURA / STORIA / ARTE / ARCHEOLOGIA / 2018
a cura di Giorgia Diamanti

Rassegna che nasce come omaggio alla dea Circe e a questi luoghi.
Una serie di appuntamenti con esperti e artisti che ricostruiranno accuratamente alcuni frammenti della complessa tessitura che compone il mito della Signora di Eea.
L’importanza del proporre nella contemporaneità uno sguardo a questo mito arcaico risiede nella necessità di ri-membrare l’archetipo di un modello femminile completo e libero dalle distorsioni culturali che nel corso dei millenni hanno tentato, invano, di relegare all’oblio attraverso lo smembramento e la demonizzazione.

Eventi Facebook

Programma completo della rassegna

 


Robert Doisneau. Pescatore d’immagini

Dal 23 giugno al 30 settembre 2018, il Palazzo delle Paure di Lecco ospita una mostra di Robert Doisneau (Gentilly, 14 aprile 1912 - Montrouge, 1 aprile 1994), uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento.

La rassegna, dal titolo Pescatore d’immagini, curata dall’Atelier Robert Doisneau - Francine Deroudille ed Annette Doisneau - in collaborazione con Piero Pozzi, col patrocinio del Comune di Lecco, prodotta e realizzata da Di Chroma Photography e ViDi - Visit Different, presenta 70 immagini in bianco e nero che ripercorrono l’universo creativo del fotografo francese.

Il percorso espositivo, che mette in mostra alcune delle icone più riconoscibili della sua carriera come Le Baiser de l'Hôtel de VilleLes pains de Picasso, Prévert au guéridon, si apre con l’autoritratto del 1949 e ripercorre i soggetti a lui più cari, conducendo il visitatore in un’emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, nei bistrot e nelle gallerie d’arte della capitale francese.

I soggetti prediletti delle sue fotografie sono, infatti, i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.

Quella che Doisneau ha tramandato ai posteri è l’immagine della Parigi più vera, ormai scomparsa e fissata solo nell’immaginario collettivo; è quella dei bistrot, dei clochard, delle antiche professioni; quella dei mercati di Les Halles, dei caffè esistenzialisti di Saint Germain des Prés, punto d’incontro per intellettuali, artisti, musicisti, attori, poeti, come Jacques Prévert col quale condivise, fino alla sua morte, un’amicizia fraterna e qui presente con uno scatto -Prévert au guéridon- che lo ritrae seduto al tavolino di un bar con il suo fedele cane e l’ancor più fedele sigaretta.

Com’ebbe modo di ricordare lo stesso Doisneau, “Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti; nessun regista può ricreare l’inaspettato che si trova nelle strade”.

A Lecco, si possono ammirare alcuni dei suoi capolavori più famosi, tra cui il Bacio dell’Hotel de Ville, scattata nel 1950, che ritrae una coppia di ragazzi che si bacia davanti al municipio di Parigi mentre, attorno a loro, la gente cammina veloce e distratta. L’opera, per lungo tempo identificata come un simbolo della capacità della fotografia di fermare l’attimo, non è stata scattata per caso: Doisneau, infatti, stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui.

Il lavoro di Doisneau dà risalto e dignità alla cultura di strada dei bambini; ritornando spesso sul tema dei più piccoli che giocano in città, lontani dalle restrizioni dei genitori, trattando il tema del gioco e dell’istruzione scolastica con serietà e rispetto, ma anche con quell’ironia che si ritrova spesso nei suoi scatti.

È il caso di Les pains de Picasso, in cui l’artista spagnolo, vestito con la sua tipica maglietta a righe, gioca a farsi ritrarre seduto al tavolo della cucina davanti a dei pani che surrogano, con la loro forma, le sue mani.

L’esposizione è la prima del programma triennale (2018-2020), messo a punto dal Comune di Lecco in collaborazione con ViDi - Visit Different, che porterà a Palazzo delle Paure i grandi nomi dell’arte e che proseguirà dal 19 ottobre al 20 gennaio 2019, con L’Ottocento lombardo. Da Hayez a Segantini che approfondirà attraverso cinquanta opere dei maggiori autori del XIX secolo, l’evoluzione artistica e l’ambiente culturale fioriti in Lombardia nell’Ottocento.

La mostra è visitabile nei seguenti orari:

  • martedì, mercoledì e venerdì: 9:30 – 18:00
  • giovedì: 9:30 – 18:00, 21:00 – 23:00
  • sabato e domenica: 10:00 – 18:00

Ingresso:

  • Intero / €9,00
  • Ridotto / €7,00
    L’ingresso ridotto è previsto per ragazzi dai 6 ai 18 anni, over 65 anni,  studenti universitari muniti di tessera, gruppi precostituiti di adulti oltre le 15 persone, Soci FAI e TCI con tessere in corso di validità.
  • Ridotto speciale /  €5,00
    L’ingresso ridotto speciale è previsto per disabile e un accompagnatore, giornalisti con tessera in corso di validità, bambini sotto i 6 anni, soci ICOM muniti di tessera in corso di validità.

Palazzo delle Paure - Piazza XX Settembre, 22 - Lecco

Robert Doisneau, Le Baiser de l’Hôtel de Ville - Paris, 1950
© Atelier Robert Doisneau

Creta: una tomba del Tardo Minoico da Kentri

Una tomba intatta di epoca minoica è stata ritrovata presso il villaggio di Kentri a Creta, nella prefettura di Ierapetra.

La datazione, effettuata sulla base delle ceramiche ritrovate e riportata nel comunicato pubblicato dal Ministro della Cultura greco, colloca la tomba tra il 1400 e il 1200 a. C., al Tardo Minoico. All'interno della tomba due scheletri di adulti e ceramiche, come una coppa, quindici anfore e un vaso per mescere il vino.

Credits: Greek Ministry of Culture

La scoperta è avvenuta, come spesso avviene, per caso: un residente locale è incappato nella sepoltura, ancora sigillata con creta. La tomba, in uno spazio di altezza 2,5 metri, è collocata presso un uliveto.

Foto credits: Greek Ministry of Culture

Link: Kathimerini; Greek Reporter; ForbesDaily Mail.


L'eruzione del 79 d.C. sui social media oggi

Pierre-Henri de Valenciennes, Eruzione del Vesuvio del 24 Agosto dell’anno 79 d.C. sotto il regno di Tito (1813), Olio su tela, Toulose, Museé des Augustins

Il 24 agosto del 79 d.C. è la data in cui, dall’esito di un’analisi filologica di un passo della lettera di Plinio il Giovane a Tacito, si colloca convenzionalmente l’eruzione del Vesuvio che portò alla devastazione di tutta l'area circumvesuviana. 

Per ricordare quel fatidico giorno, i social network del parco archeologico di Pompei hanno fatto rivivere ai propri utenti i terribili istanti dell’eruzione, attraverso una sequenza di immagini fortemente evocative ed il racconto di Plinio il Giovane contenuto nelle sue famose epistole.
Stratigrafia eruzione

I canali social del Parco, in continua crescita di numeri ed interazione, rappresentano la  piattaforma principale per la promozione e la quotidiana comunicazione di notizie e curiosità che riguardano  Pompei e i siti vesuviani di Oplontis, Stabiae e Boscoreale, luoghi che oggi, a centinaia di anni dalla loro scoperta, ancora riservano importantissime novità grazie ai recenti e sensazionali rinvenimenti che continuano ad affiorare dai lapilli di quella tragica eruzione.
Karl Brjullov L’ultimo giorno di Pompei olio su tavola San Pietroburgo Hermitage
Testo e immagini da UFFICIO STAMPA
Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscorealeweb: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc

 

Thomas Burke, Plinio il Giovane rimproverato, Incisione a colori su rame ispirata ad un dipinto di Angelika Kauffmann del 1785

Cosenza: "Vacanze al Museo", dal 28 agosto al 14 settembre

Vacanze al Museo

Galleria Nazionale di Cosenza

Cosenza – Palazzo Arnone

28 agosto/14 settembre 2018

Ripartono martedì 28 agosto e proseguiranno fino al 14 settembre 2018 le Vacanze al Museo con le attività ludico-didattiche organizzate dai Servizi Educativi della Galleria Nazionale di Cosenza. L’iniziativa - gratuita e dedicata in particolare ai bambini di età compresa fra i cinque e i dieci anni – ha la finalità di incuriosire e spronare i piccoli visitatori a osservare e a scoprire i segreti di dipinti e sculture attraverso il gioco di gruppo e un divertente percorso animato nelle sale espositive.


Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì in due diverse fasce orarie, dalle 10:00 alle 11:30 oppure dalle 11:30 alle 13:00.


Non occorre altro che chiamare il numero 0984 795639 per prenotare date e orari preferiti.

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L'eruzione del 79 d.C. #accaddeoggi

La tradizione filologica che si basa soprattutto sulle lettere di Plinio il Giovane a Tacito, colloca l’eruzione del Vesuvio il 24 agosto del 79 d.C.

La “montagna” si era svegliata, nonostante varie avvisaglie non colte ne annunciassero da tempo una ripresa attività. Una pioggia di materiale piroclastico ricopre il cielo di Pompei e degli altri siti vesuviani, che di lì a poco subiranno la stessa tragica fine. Molti morirono già durante le prime fasi dell’eruzione. Pomici e lapilli in accumulo fecero crollare i tetti delle abitazioni, si svilupparono incendi e solo pochi riuscirono a fuggire, Quanti si erano attardati a prestare soccorso ad amici o parenti, o a raccogliere gli effetti personali, furono travolti da una nube tossica che li asfissiò in una crudele agonia causata dal micidiale mix di cenere vulcanica mista ai gas. Pochi giorni dopo il disastro, i sopravvissuti e forse molti sciacalli, cercarono di recuperare quanto possibile, ma il pericoli crolli spesso rivelò difficile l’impresa. Oggi a destare curiosità e frenesia è l’attendibilità della fonte Plinio, non pervenutaci in originale ma solo in tradizione medievale e quindi spesso “guasta”. Punto di dibattito è il mese che, nei codici medievali che riportano la lettera di Plinio il Giovane, slitta alle calende di novembre, facendo ipotizzare quindi ad un’eruzione autunnale. A districare l’arcano ci può venire in aiuto solo il dato archeologico. Un altro storico antico, Cassio Dione, parlando dell’eruzione dice che «In quel tempo accaddero delle cose orribili nella Campania, che sono veramente meravigliose. Infatti nell’autunno si accese repentinamente un grande incendio…» . Il ritrovamento di bacche di alloro, castagne, noci, fichi secchi e una grande quantità di melagrane farebbero propendere per un’eruzione autunnale, così come la vendemmia già ultimata in una villa rustica di Boscoreale. Nel cortile dell’edificio, i dolia per il mosto, erano già chiusi e sigillati, segno che la vendemmia era già avvenuta. C’è da dire però che funziona anche la tesi dell’eruzione estiva. I dolia interrati e le anfore chiuse e pronte al commercio avrebbero potuto contenere, invece del vino, altre sostanze, oppure vini non destinati alla tavola o vini a lungo invecchiamento. Così come la frutta secca potrebbe essere stata una giacenza dalla scorsa stagione; le noci potrebbero essere state raccolte verdi e consumate fresche e non secche, e le melagrane raccolte verdi in modo da rallentarne il processo di maturazione per poi usarle per preparati medici oltre che per consumo alimentare. Anche la botanica propenderebbe per una datazione estiva; come prova, sono state trovate oltre duecento specie erbacee, arbustive e arboree di cui si sarebbero conservati sia i pollini, sia parte di fusti e foglie. Descrivendo le attività dello zio il giorno dell’eruzione, Plinio ricorda tra l’altro che dopo pranzo aveva fatto un bagno di sole e poi d’acqua fredda, attività che, come riporta un’altra lettera (Epist., III 5, 10-11) sono tipiche della stagione estiva. Inoltre, il viaggio per mare di Plinio il Vecchio, compiuto con le navi partendo da Miseno nel pomeriggio e approdando a Stabiae verso il tramonto, dopo aver tentato di raggiungere Ercolano, ben si addice ad una tipica giornata estiva e non ad una corta di un mese autunnale.

In attesa di dati, chissà poi se scopriremo mai il mese dell'eruzione, questi bellissimi versi di Marziale ci riportano indietro nel tempo... quello che Pompei era, quello che Pompei è stata dopo la tragedia.

“Ecco il Vesuvio, che ieri ancora era verde delle ombre di pampini: qui celebre uva spremuta dal torchio aveva colmato i tini.
Questa giogaia Bacco amò più dei colli di Nisa: su questo monte ieri ancora i Satiri eseguirono il girotondo.
Qui c’era la città di Venere, a lei più gradita di Sparta;
qui c’era la città che ripeteva nel nome la gloria di Ercole.
Tutto giace sommerso dalle fiamme e dall’oscura cenere:
gli dei avrebbero voluto che un tale scempio non fosse stato loro permesso”
Marziale Ep. IV, 44

Testo e foto: Alessandra Randazzo


Estate Romana 2018: gli appuntamenti dal 24 al 30 agosto

Estate Romana 2018: gli appuntamenti dal 24 al 30 agosto


Tutti gli aggiornamenti su estateromana.comune.roma.it e sull’account social “Cultura Roma”

#estateromana2018

Roma, 23 agosto 2018 – Tanti gli appuntamenti in programma nell’ultima settimana di agosto dell’Estate Romana 2018, la manifestazione culturale promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e realizzata in collaborazione con SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori) e il supporto nelle attività di comunicazione di Zètema Progetto Cultura. Aggiornamenti su tutte le manifestazioni in programma sull’account social Cultura Roma su Facebook, Twitter e Instagram, e sul sito www.estateromana.comune.roma.it o al numero 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19).

Molti sono i territori della città coinvolti negli eventi in partenza e in quelli già in corso di svolgimento: dal centro cittadino con Trastevere, Porta Portese, Testaccio passando per l’Eur fino ad arrivare alle zone periferiche di Lunghezza, Ostia, Parco di Ponte Nomentano, Parco Talenti, il quartiere Don Bosco, Primavalle, Tor Tre Teste e Torrevecchia.

I luoghi interessati dalle novità di questa settimana saranno animati da eventi di teatro itinerante, arte contemporanea, installazioni, reading, esibizioni di danza e circensi che avranno come unico filo conduttore una nuova concezione di fruibilità da parte del pubblico. I partecipanti, infatti, saranno chiamati a vivere i territori, a scoprirli, a diventarne protagonisti attivi insieme agli artisti e ai protagonisti delle singole attività. Assistere ad uno spettacolo di circo contemporaneo in piazza San Cosimato a Trastevere, ad esempio, oppure ascoltare la sonorizzazione di un film muto durante una performance sul tetto di un autobus su ponte Testaccio saranno occasioni per beneficiare di preziosi attimi di arte arricchiti dal dialogo con il territorio circostante e con i suoi cittadini.

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Un'adolescente con madre Neanderthal e padre Denisova

Fino a quarantamila anni fa, almeno due gruppi di ominidi abitavano l'Eurasia: i Neanderthal ad Occidente e i Denisovani ad Oriente. I due gruppi, attualmente estinti, si separarono circa 390 mila anni fa, costituendo i "parenti" più prossimi dei moderni umani attualmente viventi.

Credit: B. Viola, MPI f. Evolutionary Anthropology

Un nuovo studio, pubblicato su Nature, ha presentato il sequenziamento del genoma di un frammento osseo proveniente dalla Grotta di Denisova, presso i monti Altai in Siberia, dove fu ritrovato nel 2012.

"Sapevamo da precedenti studi che Neanderthal e Denisovani dovevano aver occasionalmente avuto figli insieme", afferma Viviane Sloan, ricercatrice presso l'Istituto Max Planck per l'Antropologia Evolutiva. "Ma non avrei mai pensato potessimo essere così fortunati da ritrovare effettivamente un discendente dei due gruppi."

Credit: T. Higham, University of Oxford

L'individuo (Denisova 11) al quale apparteneva il frammento in questione doveva avere attorno ai 13 anni, e visse 50 mila anni fa circa. L'adolescente aveva una madre Neanderthal e un padre Denisova, che a sua volta presentava però tracce della stirpe Neanderthal.

"Un aspetto interessante di questo genoma è che ci permette di comprendere elementi relativi alle due popolazioni: i Neanderthal da lato della madre e i Denisova dal lato del padre", spiega Fabrizio Mafessoni, anche lui dell'Istituto Max Planck.

Il padre proveniva da una popolazione alla quale appartenne anche un altro Denisova ritrovato nella grotta. La madre proveniva da una popolazione che era più vicina a quella dei Neanderthal che in seguito vissero in Europa, che non a quella dell'altro Neanderthal ritrovato nella stessa grotta. Importante anche l'aver verificato nell'osso la presenza di percentuali grosso modo eguali di DNA Neanderthal e Denisova.

Disegno della madre Neanderthal col padre Denisova e la giovinetta, presso la grotta. Credit: Petra Korlević

La scoperta è di grandissimo rilievo e segna una nuova tappa nella nostra comprensione dei rapporti intercorsi tra questi gruppi di antichi umani, suggerendo che potesse essere comune la commistione tra loro nel Tardo Pleistocene.

Svante Pääbo, Direttore del Dipartimento di Genetica Evolutiva dell'Istituto, conclude: "Neanderthal e Denisova non dovevano avere molte occasioni di incontrarsi. Ma quando lo facevano, devono essersi accoppiati frequentemente, molto più di quanto pensassimo in precedenza."

 

 

Lo studio The genome of the offspring of a Neandertal mother and a Denisovan father, opera di Viviane Slon, Fabrizio Mafessoni, Benjamin Vernot, Cesare de Filippo, Steffi Grote, Bence Viola, Mateja Hajdinjak, Stéphane Peyrégne, Sarah Nagel, Samantha Brown, Katerina Douka, Tom Higham, Maxim B. Kozlikin, Michael V. Shunkov, Anatoly P. Derevianko, Janet Kelso, Matthias Meyer, Kay Prüfer, Svante Pääbo, è stato pubblicato su Nature il 22 Agosto 2018.