Università La Sapienza Roma

Università La Sapienza a Roma: eventi dal 21 al 25 gennaio

Università La Sapienza Roma

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Casa del Cinema Roma

Roma: incontro con Margarethe Von Trotta e proiezione del film "Rosa Luxemburg"

Rosa Luxemburg.

Proiezione e incontro con Margarethe Von Trotta

L’evento è a cura di AAMOD e del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale in collaborazione con la Casa del Cinema, Istituto Goethe, Regesta Exe, Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volontè

 Casa del Cinema Roma

Roma, 17 gennaio 2019 – La Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, in occasione dei 100 anni dall’assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht (15 gennaio 1919), promuove un’iniziativa che si svolgerà lunedì 21 gennaio 2019 presso la Sala Deluxe della Casa del Cinema e che al suo centro prevede la proiezione alle ore 16 del film Rosa Luxemburg di Margarethe von Trotta e, a seguire, un incontro con la regista, introdotto dal Prof. Pietro Montani. L’iniziativa, realizzata con la collaborazione e il sostegno del Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, l’Istituto Goethe, la Casa del CinemaRegesta Exe, la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volontè, prevede anche la realizzazione di un compendio didattico relativo alla Repubblica di Weimar che sarà messo a disposizione per la diffusione in scuole medie superiori e università.

16.00 Rosa Luxemburg di Margarethe von Trotta (1985, 123’)

«La vicenda umana e politica di Rosa Luxemburg (Barbara Sukowa), dagli esordi come dirigente politico socialista al suo assassinio, nel 1919, per mano della polizia del governo socialdemocratico tedesco. La lotta politica, l’impegno contro la guerra, il carcere, i drammi personali della rivoluzionaria di origine polacca vengono descritti dalla regista con sincera partecipazione […]. Palma d’oro a Cannes per la Sukowa» (Mereghetti).

a seguire incontro con Margarethe Von Trotta

moderato da Pietro Montani con Alberto CrespiFelice LaudadioVincenzo VitaMargarethe von Trotta

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Paestum sbarca in Cina con una mostra itinerante

Si è appena inaugurata, presso l’Hebei Museum, la prima mostra monografica dedicata a Paestum fuori dall’Europa; l’esposizione durerà fino al mese di luglio 2020 e sarà ospitata anche nei musei di Ningxia, Jilin, Panlongcheng e Nanshan.

<<La mostra è partita con un grande successo – dichiara la direttrice del museo cinese Luo Xiangjun - Siamo grati al Parco Archeologico di Paestum per la collaborazione che permette al pubblico cinese di conoscere meglio la cultura del Mediterraneo antico. Speriamo che la collaborazione continui nell’ambito di uno scambio culturale reciproco tra i due popoli, quello italiano e quello cinese>>.

La mostra itinerante espone 135 opere pestane tra cui la statua di Hera in marmo proveniente dal Santuario dedicato alla dea presso la foce del fiume Sele e le sue riproduzioni in terracotta, alcune lastre dipinte che rappresentano testimonianze archeologiche uniche in tutto il contesto del Mediterraneo antico, dei corredi delle necropoli urbane fino alle produzioni vascolari più note, tra cui spicca il ceramografo pestano Assteas.

<<La sensibilità che ha dimostrato il Museo Provinciale di Hebei nell’ospitare questa mostra su Paestum come città del Mediterraneo, è notevole – sostiene il direttore Gabriel Zuchtriegel - Devo dire che in questo i colleghi cinesi si sono dimostrati più sensibili di molti musei europei che continuano a raccontare la Magna Grecia come un mondo periferico e marginale, laddove rappresenta una delle radici della cultura e del pensiero occidentale>>.

I lavori di allestimento della mostra sono stati seguiti dal personale del Parco Archeologico: i restauratori Franco Calceglia e Raffaele Cantiello e l’archeologo Francesco Scelza hanno lavorato fianco a fianco con i professionisti dell’Hebei Museum per realizzare un’esposizione che esalti il fascino della cultura di Paestum, anche con la riproduzione della Tomba del Tuffatore.

E Paestum sbarca in Cina anche sui canali social. Allo scopo di promuovere la mostra e far conoscere le bellezze della città magnogreca con i tre templi dorici meglio conservati al mondo, è stato creato un profilo Weibo del Parco Archeologico di Paestum, il social più diffuso sul territorio cinese. Potete visitarlo al seguente link: https://weibo.com/u/6931382972.


Rinvenuto un tratto della via Aemilia

L’avevamo festeggiata l’anno scorso in occasione dei suoi 2200 anni, ora un segmento della via Emilia è emerso dagli scavi in Piazza Gioberti a Reggio Emilia, un tratto di circa 3 metri costituito da un piano in ciottoli fluviali squadrati, disposti in modo da consentire il deflusso laterale dell’acqua piovana.

Il rinvenimento, peraltro già ipotizzato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, è stato documentato dagli archeologi e sarà oggetto di studio e pubblicazione da parte della soprintendenza cui spetta la direzione scientifica dei lavori.

La foto del tratto di Via Aemilia rinvenuto è di Roberto Macrì, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

Una porzione del limite meridionale della via Emilia di epoca romana è venuta in luce nei giorni scorsi durante i lavori di riqualificazione in Piazza Gioberti legati al progetto “Ducato Estense” finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. A poco più di un anno dalla mostra On the road. Via Emilia 187 a.C.-2017 (allestita a Reggio Emilia fino a giugno 2018)è ricomparso un altro segmento della via consolare voluta da Marco Emilio Lepido nel 187 a.C. che toccava, oggi come allora, i centri nevralgici della Regio VIII coincidente con l’attuale Emilia-Romagna.

Il tracciato, documentato per una lunghezza di più di 3 metri, è costituito da un piano in ciottoli fluviali squadrati disposti a una quota maggiore verso il centro della strada in modo da consentire l’istantaneo deflusso laterale delle acque piovane e degli scarichi. La via è delimitata da una crepidine (marciapiede) realizzata con ciottoli posti di taglio che creano una sorta di gradino continuo rialzato rispetto alla parte restante del battuto stradale; parte di questa crepidine era stata asportata già in età antica.

Rimasta probabilmente in superficie fino al termine dell'Impero romano, la strada sembra però ridursi nel tempo come via carrabile per essere in parte occupata da strutture, in parte affiancata da attività artigianali come quelle metallurgiche.

Dopo tale periodo la strada venne sepolta da successivi sedimenti fluviali.

“Questo rinvenimento -spiega la Soprintendente Cristina Ambrosini- aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza del tracciato della via Aemilia, già rinvenuto in più punti nel corso del ventesimo secolo, e porta dati nuovi e fondamentali riguardo all'annosa questione della posizione del torrente Crostolo all'interno della città antica tra epoca romana e XIII secolo. Studiando i dati pregressi e quelli emersi dal controllo archeologico in corso in piazza Roversi, sempre nell'ambito del progetto Ducato Estense, potremo definire con maggior precisione la posizione dell'alveo del torrente e la conformazione di questo nevralgico settore urbano.”

I lavori archeologici si svolgono sotto la direzione scientifica dell’archeologa della Soprintendenza Annalisa Capurso e sono eseguiti in piazza Gioberti dalla ditta GEA (dottori Cecilia Pedrelli, Nicola Cassone, Gloria Saccò) e in piazza Roversi dalla ditta Archeosistemi (dott.sa Anna Losi), con la consulenza del geoarcheologo, prof. Mauro Cremaschi.


Presentato il nuovo programma 2019 al Parco Archeologico di Ercolano

Presentato nella mattinata del 15 gennaio il Programma 2019 del Parco Archeologico di Ercolano, a introdurlo il direttore del Parco Francesco Sirano che ha esposto ogni punto degli eventi che verranno organizzati, presentati per aree tematiche.

Il Parco di Ercolano – dichiara il Direttore Sirano – si lascia alle spalle un anno denso di attività e di impegno ma uno altrettanto ricco e impegnativo ci aspetta. Il mio ringraziamento a tutto il personale del Parco, che in questo anno è ulteriormente cresciuto in numero e in carico di lavoro per ognuno, che con assoluta abnegazione risponde ad ogni mia sollecitazione con lo stesso mio entusiasmo e  passione. Dicembre è stato il mese a me forse più caro dei precedenti trascorsi perché ho potuto vedere realizzato il sogno di far vivere i luoghi che frequentiamo, poter rendere accessibile e fruibile l’Antiquarium lo ritengo davvero un traguardo che mi sprona ad andare avanti senza sosta alcuna. Mi piangeva il cuore nel vedere un luogo come l’Antiquarium ‘invecchiare’ senza che il pubblico potesse fruirne, ho voluto fortemente la sua apertura e il suo utilizzo perché il Parco di Ercolano lo merita e affinché il territorio potesse guadagnare un prestigioso luogo di esposizioni. E l’aver collocato in questo spazio gli ori, mai esposti in una tale completezza, ha coronato un sogno che avevo nel cassetto. Il cassetto l’ho aperto e quello che aspetta il Parco è solo ulteriore valorizzazione delle attività di ricerca, documentazione, conservazione, comunicazione e divulgazione per lo sviluppo culturale dell’intero territorio vesuviano. Per questo il Programma 2019 rende stabili alcune aperture come quella del teatro, presenta una rassegna estiva più strutturata e ricca dell’anno passato, accoglie cittadini e appassionati per cicli di conferenze e una summer school, apre il Parco alle mostre diffuse sul territorio, nel continuare la strategia di collaborazione con gli enti territoriali, ma anche con le scuole, gli enti, le associazioni, le istituzioni nazionali e internazionali perché tutti possano godere della crescita di questo sito UNESCO che deve diventare comune e condivisa”.

Dopo la presentazione del Programma 2019, il simposio “Approfondimento tematico: codici espressivi a confronto. L’esperienza del caso Ercolano”, con l’intervento di

Catrin Huber, Newcastle University

Rosaria Gini e Mauro Maurizio Palumbo, Accademia di Belle Arti Napoli

Michele Iodice, Certosa e Museo di San Martino (Napoli)

Ascanio D’Andrea e Francesca Del Duca, Herculaneum Conservation Project.

A conclusione dell'esperienza Maiuri Pop up, il Parco Archeologico di Ercolano ha infatti proposto un approfondimento sull'esperienza del 2018, che ha visto la commistione di codici di comunicazione diversi e la loro utilizzazione in iniziative di coinvolgimento del territorio, per far emergere le ‘best practices’, come eredità per il 2019.

Maiuri Pop Up: idea di progetto e realizzazione

Il Parco Archeologico Ercolano, in collaborazione con il team dell’Herculaneum Conservation Project, ha programmato una serie di iniziative, in occasione del 90° anniversario dell’inizio degli Scavi Nuovi, inaugurati ufficialmente il 16 maggio 1927 sotto la direzione dell’archeologo Amedeo Maiuri. L’anniversario ha costituito un’occasione che non è stata esclusivamente celebrativa ma di riflessione e di ispirazione sulle attività di scavo e restauro e sulle scelte di comunicazione adottate da Maiuri ad Ercolano. Colui che fu Soprintendente agli Scavi e alle Antichità della Campania e che realizzò una vera e propria impresa di straordinaria innovazione da molteplici punti di vista, sia per l’organizzazione dei cantieri di lavoro, sia per il metodo di acquisizione dei terreni da scavare. L’aspetto che ancora oggi appare innovativo e di notevole impatto agli occhi dei visitatori riguarda le scelte che Amedeo Maiuri realizzò nell’allestimento delle case e delle botteghe della città antica, riuscendo a comunicare con immediatezza il modo di vivere e le attività degli abitanti del 79 d. C. Le 3 finestre della mostra (Shopping, Scavare, Expanded Interiors) hanno costituito una sorta di dialogo con le scelte adottate da Amedeo Maiuri in una sperimentazione di nuove forme di comunicazione adatte alla nostra epoca.

Il progetto sperimentale, inteso come dialogo tra passato e presente, è stato definito “Maiuri pop-up”, rassegna di istallazioni, percorsi tematici ed eventi, sia di carattere storico archeologico sia artistico, che si sono svolti nell’arco dell’anno dell’anniversario dell’inizio degli scavi di Amedeo Maiuri, (installazioni, percorsi a tema, esposizione di reperti originali, copie, filmati d’epoca, riproduzioni di fotografie, planimetrie e manifesti, e risorse online). Si è tentato, attraverso la “mostra pop-up”, di ricostruire alcuni dei momenti fondamentali della storia moderna del sito archeologico, con spunti per parlare del presente e del futuro di questo sito e del suo territorio ad ampio respiro. Gli obiettivi prefissati sono stati molteplici: dall’ampliamento dell’offerta culturale per il visitatore, alla costruzione di una nuova e più forte identità del Parco archeologico. Maiuri rappresenta il filo conduttore per valorizzare risultati nel presente e per guardare il futuro.

Si ricordano nello specifico le tappe che hanno caratterizzato il percorso Maiuri pop up:

 AZIONE 1: Shopping

La Bottega del  Plumbarius (VI, 12: Decumano massimo) in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project

Il progetto di integrazione visiva della bottega del Plumbarius si è proposto di ricostruire con elementi moderni le geometrie che componevano gli arredi e le strutture di questo spazio. L’allestimento, ispirato a quello realizzato da Maiuri, ha previsto la realizzazione di copie degli oggetti da mettere in mostra sul bancone della bottega e di altri elementi legati alle attività di laboratorio del fabbro (e.g. lingotti di piombo); il posizionamento di oggetti originali non a rischio conservativo (e.g. pesi in pietra, anfore); il posizionamento di pannellature e elementi sagomati per riproporre gli spazi originali; una presentazione minimale (‘interpretation’) per aiutare il visitatore alla comprensione della scelta espositiva (e.g. pannello, cartolina, etc.).

AZIONE 2:  Scavare 

Installazioni di Michele Iodice

Il progetto è sorto dall’idea di raffigurare, mediante un percorso luminoso e suggestivo, la figura dell’archeologo Amedeo Maiuri.

Il “viaggio” ideato inizia nella bottega di Messenius Eunomus (cardo III), dove è stato ricreato un ideale studio di Amedeo Maiuri. La sua collocazione all’interno degli scavi è volta a sottolineare il costante studio dell’archeologo e attenzione nella ricostruzione dei luoghi per restituire all’uomo una visione più completa del passato superando così il vecchio metodo di scavo borbonico di tipo più antiquario. Dallo studio inizia il percorso attraverso il Portale (Decumano Inferiore). Posto in corrispondenza della lapide commemorativa dell’ inizio dei nuovi scavi nel 1917, divide simbolicamente il sito archeologico in due parti: quella borbonica e l’Herculaneum, (che doveva essere scavata, Herculaneum effodiendum est), portata alla luce da Amedeo Maiuri. Due luoghi esemplificativi della “città museo”, in cui riviveva la quotidianità dell’Ercolano romana voluta da Maiuri, leitmotiv di tutto il percorso Maiuri Pop Up.

Il percorso di Michele Iodice, in collaborazione col team scientifico del Parco, ha utilizzato le immagini dell’archivio storico, testimonianze dell’impresa di scavo condotta da Maiuri con le squadre di lavoratori, perlopiù abitanti di Resina. Alcuni di quei volti sono stati riprodotti e collocati nei tre punti  dell’installazione.

Due luoghi esemplificativi della “città museo”, in cui riviveva la quotidianità dell’Ercolano romana voluta da Maiuri, leitmotiv di tutto il percorso Maiuri Pop Up.

Il Panificio di Sextus Patulcius Felix (cardo V) dove, nell’ambiente di ingresso, oltre alle macine in pietra lavica, ancora in sito, Maiuri espose due teche con il grano carbonizzato rinvenuto sul posto, e, nell’ambiente di servizio, una serie di teglie di bronzo.

Nella bottega del Gemmarius (cardo V), la cosiddetta “stanza della tessitrice” dove Maiuri espose, accanto a diversi elementi di arredo, la riproduzione di un telaio.

Expanded Interiors: Casa del Bel Cortile, Catrin Huber

Parco Archeologico di Ercolano, Herculaneum Conservation Project, New Castle University, Arts and Humanities Research Council, Art Editions North.

L’artista Catrin Huber, della New Castle University, ha lavorato a un progetto sulla relazione tra la pittura e gli spazi nel mondo romano.  Il suo progetto, Expanded Interiors, si è focalizzato su due luoghi, la Casa del Bel Cortile ad Ercolano e la Casa del Criptoportico di Pompei.

Ad Ercolano la casa del Bel Cortile rappresenta un momento della celebrazione dei 90 anni dagli scavi diretti da Amedeo Maiuri, iniziati nel 1917 e conclusi nel 1961.

Nel 1956 Amedeo Maiuri inaugurò un piccolo museo presso la Casa del bel Cortile, nel quale espose una collezione di oggetti trovati ad Ercolano negli scavi da lui diretti. Maiuri intendeva mostrare ai visitatori la vita quotidiana degli abitanti della città antica, creando una vera e propria “città museo”.

Per Expanded Interiors Catrin Huber ha usato lo stesso approccio sperimentale di Maiuri, portando l’arte contemporanea a dialogare con la Casa del Bel Cortile, con la sua storia, con i suoi manufatti.

Privilegiando le figure e i volti delle donne, la mostra porta al pubblico le riproduzioni di raffinati manufatti conservati nei depositi del Parco Archeologico di Ercolano. La mostra raccoglie le figure e i volti in nuove costellazioni, sovrapponendo repliche stampate in 3D con riproduzioni degli originali in 2D.


Arriva a Pompei Alfonsina Russo. Sarà Direttrice ad interim del Parco Archeologico

Primo giorno a Pompei per Alfonsina Russo, Direttrice ad interim del Parco Archeologico della città vesuviana che ha incontrato oggi il personale e i funzionari del Parco, accompagnata dal Capo di Gabinetto del Mibac Tiziana Coccoluto, dal Segretario dal Segretario Generale Giovanni  Panebianco e dal Direttore Generale uscente Massimo Osanna.

La sua carica durerà fino alla prossima nomina del Direttore generale prevista entro l’estate 2019.

Sarà garantita la totale attenzione alle attività del Parco archeologico nel segno di una assoluta continuità delle procedure in corso. In questa fase di mia permanenza non ci saranno cambiamenti, - ha dichiarato Alfonsina Russo - ma si proseguirà nel solco già tracciato in maniera ottimale, con risultati riconosciuti a livello internazionale, da Massimo Osanna,  grazie all’eccezionale lavoro di squadra condotto dai funzionari e da tutto il personale del Parco archeologico Di Pompei."

La Russo, già Direttrice del Parco Archeologico del Colosseo ha un curriculum di tutto rispetto.

Archeologa, specializzata e dottore di ricerca in archeologia classica, dal 2009 è Dirigente del MiBACT.  Nella sua attività professionale ha operato in Magna Grecia, nel Molise e nel Lazio. Si è occupata di allestimenti museali e di gestione di musei, di allestimenti di importanti mostre in Italia e all’estero. Ha curato numerose pubblicazioni scientifiche e ha tenuto conferenze presso prestigiose Università italiane e straniere.E’ stata Soprintendente Archeologo per l’Etruria meridionale e Soprintendente per l’Archeologia belle arti e paesaggio per l’Area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.  Nella  sua recente attività professionale nel Lazio, tra gli altri progetti di cui si è fatta promotrice, in una prospettiva di condivisione di progetti di sviluppo culturale e turistico con le istituzioni locali e la società civile, si ricordano:
- il Progetto Experience Etruria, che ha visto il coinvolgimento di numerose Amministrazioni Comunali del Lazio, Toscana e Umbria e che è stato premiato all’Expo 2015 di Milano, come uno dei migliori progetti realizzati in occasione di questo evento mondiale;
- la promozione dei Cammini di San Paolo e di San Francesco, in occasione del Giubileo del 2016. Diversi i riconoscimenti da parte di autorevoli istituzioni straniere.


Isola di Pasqua Rapa Nui moai ahu

L'acqua presso gli ahu e i moai dell'Isola di Pasqua

L'Isola di Pasqua è celebre per i moai, gigantesche statue in pietra che erano supportate dalle piattaforme note come ahu. Suscitano la nostra curiosità, anche perché ci lasciano nel dubbio sulle motivazioni dietro la loro costruzione. Al fine di poter dipanare questi dubbi, tuttavia, potrebbe essere fondamentale rispondere a un'altra domanda: perché ahu e moai venivano costruiti proprio in quei luoghi e non altrove?

Un nuovo studio - pubblicato su PLOS One - ha indagato proprio questo aspetto, spiegando come gli antichi abitanti polinesiani dell'isola, i Rapa Nui, costruissero gli ahu e i moai in prossimità delle fonti d'acqua costiere.

Uno dei temi più indagati nell'archeologia antropologica contemporanea è quello dello spiegare i processi sottostanti l'emergere delle costruzioni monumentali, e recenti studi hanno anche cercato di spiegarne i pattern impiegando quello che è definito come spatially-explicit modeling. Lo studio in questione ha utilizzato proprio queste tecniche per mettere in relazione ahu e moai con tre risorse fondamentali dell'Isola di Pasqua: gli spazi agricoli relativi ai giardini nei quali si praticava la pacciamatura con rocce, le risorse marine e le fonti di acqua dolce. Attraverso queste analisi si è così sottolineata la centralità di queste ultime per le popolazioni che vissero qui prima dell'arrivo degli Europei, suggerendo che la costruzione degli ahu si spieghi più semplicemente attraverso le stesse.

Nel passato altri ricercatori avevano percorso questa via, ma fino ad oggi queste ipotesi non erano state verificate statisticamente. Come spiega l'archeologo Carl Lipo, dell'Università di Binghamton: "mentre cominciavamo a guardare nelle aree attorno agli ahu, scoprivamo che questi luoghi erano precisamente legati ai punti dove emerge l'acqua sorgiva [...]. Più cercavamo e più osservavamo questo pattern in modo coerente. Luoghi senza ahu/moai mostravano l'assenza di acqua dolce. Il pattern era impressionante e sorprendente nel suo essere coerente. Persino quando ritrovavamo ahu/moai nell'interno dell'isola, ritrovavamo vicine fonti di acqua potabile. Questo studio riflette il nostro lavoro nel dimostrare come questo pattern sia statisticamente fondato e non solo una nostra percezione."

Isola di Pasqua Rapa Nui moai ahu
(In alto a sinistra) Rapa Nui in Polinesia, (in alto a destra) luoghi dove sono gli ahu a Rapa Nui, e (in basso) Ahu Tongariki coi moai (Foto R.J. DiNapoli), © 2019 DiNapoli et al., CC-BY 4.0

Lo studio ci dice anche molto dell'antica società dei Rapa Nui, e come spiega Terry Hunt, dell'Università dell'Arizona, "i monumenti e le statue degli antenati divinizzati degli isolani riflettono generazioni di condivisione, forse persino su base giornaliera - incentrati sull'acqua, ma pure sul cibo, sulla famiglia e sui legami sociali, così come una tradizione culturale che rinforzava la conoscenza della precaria sostenibilità dell'isola." E - sempre per Hunt - proprio la condivisione spiegherebbe il paradosso dell'Isola di Pasqua, in grado di durare per oltre 500 anni prima del contatto con gli Europei, e quindi con le malattie, col commercio di schiavi e con altre disgrazie legate agli interessi coloniali.

Gli autori dello studio insomma prendono anche posizione su quello che è uno dei grandi temi che ruotano intorno ai Rapa Nui, quello del loro collasso demografico. In generale, questo viene spiegato con un eccessivo sfruttamento delle risorse dell'isola, o al contrario si ritengono responsabili gli Europei, arrivati qui nel 1722.

 

Carl Lipo Isola di Pasqua Rapa Nui moai ahu
L'archeologo Carl Lipo, dell'Università di Binghamton, tra gli autori dello studio in questione. Credits: Binghamton University, State University of New York

Lo studio Rapa Nui (Easter Island) monument (ahu) locations explained by freshwater sources, opera di Robert J. DiNapoli, Carl P. Lipo, Tanya Brosnan, Terry L. Hunt, Sean Hixon, Alex E. Morrison, Matthew Becker, è stato pubblicato su PLOS One (10 gennaio 2019).


Antonella Cucciniello, nuova direttrice del Polo Museale della Calabria

Antonella Cucciniello

Nuovo Direttore Polo Museale della Calabria

Antonella Cucciniello Polo Museale della Calabria
 

Dal 9 gennaio 2019 le funzioni attribuite dalla norma regolamentare al Polo museale della Calabria sono avocate al Direttore generale Musei dottor Antonio Lampis e delegate alla dottoressa Antonella Cucciniello.

Dirigente storico dell’arte di recentissima nomina, Antonella Cucciniello ha diretto negli ultimi tre anni, con ottimi risultati, il Palazzo Reale di Napoli nell’ambito del Polo museale della Campania. Darà, certamente, impulso alle sedi ricadenti nella sua competenza, di seguito elencate:

POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Musei, monumenti e aree archeologiche

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

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Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

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La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

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Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

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Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)

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Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

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Museo e Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

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Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria)

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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

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Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

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Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

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Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)

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Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)

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Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)

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Testo e immagine da Ufficio Stampa Polo Museale della Calabria


Bari Mercoledì con la Storia Associazione del Centro Studi Normanno Svevi Castel del Monte la storia e il mito Libreria Laterza

Bari, Mercoledì con la Storia: “Castel del Monte. La storia e il mito”

Mercoledì con la Storia
XI edizione
Massimiliano Ambruoso
Castel del Monte. La storia e il mito
Mercoledì 16 gennaio
Libreria Laterza
Bari Mercoledì con la Storia Associazione del Centro Studi Normanno Svevi Castel del Monte la storia e il mito Libreria Laterza Massimiliano Ambruoso

Tornano i “Mercoledì con la storia”. Per la XI edizione sono previsti appuntamenti di grande interesse come sempre organizzati dall'Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi in collaborazione con la Libreria Laterza di Bari.
Si tornerà a parlare di storia, di Medioevo, ma anche di arte e tutela dei beni culturali.
Sei incontri distribuiti tra gennaio e aprile 2019 con la formula consolidata di un relatore che presenta un'iniziativa editoriale ed un “intervistatore” che dal salotto della Libreria Laterza intavola una serie di temi di discussione. Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 18.00.
Si partirà mercoledì 16 gennaio con un appuntamento attesissimo: “Castel del Monte, la storia e il mito”. Il Castello oggetto di tante riflessioni, disquisizioni, studi e anche ricco di letteratura non sempre suffragata dalle fonti è stato l'oggetto di uno studio di Massimiliano Ambruoso appena pubblicato da Edipuglia. Castel del Monte costituisce ad oggi uno dei monumenti più significativi della nostra regione, ma anche simbolo di un periodo storico ben definito, l'età di Federico II. La sua importanza ha spesso indotto i più a farne una sorta di “monumento ideale” dando luogo ad una letteratura aneddotica il più delle volte non suffragata dai documenti.
Massimiliano Ambruoso da anni si dedica allo studio di questo edificio, da quando Raffaele Licinio gli affidò questo argomento per la sua tesi di laurea. Nel 2014 ha pubblicato per la casa editrice Caratteri Mobili “Castel del Monte. Manuale storico di sopravvivenza” e, proprio in queste settimane, questo ultimo volume che rappresenta un punto definitivo delle ricerche su questo castello medievale. Lo accompagnerà in questo intrigante viaggio attraverso la storia, il mito e l'aneddotica Victor Rivera Magos, storico medievista e vicepresidente dell'Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi.

Gli altri appuntamenti previsti per i Mercoledì con la Storia saranno:
30.01.2019: Antonio Brusa e Giuliano De Felice, “Asterix e il Pantheon degli eroi moderni”, in collaborazione con l'Alliance Française;
20.02.2019: Pasquale Cordasco e Federico Fioravanti, “L'altro Medioevo. Tra Bari e Gubbio”. Presentano Angela Lamanna, Arcangelo Teofilo, Matteo Grasso;
13.03.2019: Giuliano Volpe , “Il bene nostro”. Presenta Francesco Violante;
03.04.2019: Luigi Russo , “I crociati in Terrasanta”. Presenta Giulia Perrino;
10.04.2019: Saverio Russo e Raffaella Cassano, “Puglia, in difesa dei Beni Culturali. Fondazioni, Associazionismo e Tutela”. Presenta Maurizio Triggiani.

 

L'evento su Facebook si trova qui.

 

Testo e immagine dall'Ufficio Stampa Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi


"Milano e Leonardo", nuovi progetti per le celebrazioni del cinquecentenario

Cultura

Il palinsesto dedicato al genio multiforme di Leonardo da Vinci si arricchisce di nuovi progetti e, dopo New York, verrà presentato a Londra, Parigi, Berlino

L’inaugurazione delle celebrazioni milanesi avverrà il 15 maggio 2019 al Castello Sforzesco

Milano e LeonardoMilano, 9 gennaio 2019 - “Milano e Leonardo”. Un connubio che va ben oltre il titolo del palinsesto di iniziative che la città dedica al cinquecentenario della morte del genio più eclettico della storia. Nessun'altra città ha avuto il privilegio di una presenza così lunga e così feconda. Un legame durato circa vent'anni, durante la sua età matura, mentre Leonardo stava esplorando tutti i campi del sapere ed era in grado di offrire al duca Ludovico il Moro il meglio della sua capacità creativa. Molte le tracce della sua attività a Milano, innumerevoli le suggestioni e le eredità immateriali che ci ha lasciato, numerosi gli interventi sul territorio giunti sino a noi, che ancora guardiamo con stupore e meraviglia: dal sistema di navigazione dei Navigli lombardi al “Cenacolo” nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie, dal “Ritratto di Musico” all'invenzione grafica e pittorica della Sala delle Asse al Castello Sforzesco, che sarà straordinariamente riaperta al pubblico dopo una lunga sessione di studi e restauri il 16 maggio 2019.

Milano celebra questa ricorrenza, e lo fa con un palinsesto di iniziative lungo nove mesi (maggio 2019 – gennaio 2020) che ha il suo cuore al Castello – dove Leonardo giunse nel 1482 per mettere le sue competenze a servizio del duca Ludovico Sforza – ma coinvolge istituzioni, enti pubblici e privati, associazioni e società diffusi su tutto il territorio lombardo. Il palinsesto tuttavia è stato e sarà preceduto da una serie di importanti appuntamenti di preparazione e approfondimento, già iniziate a partire dallo scorso luglio.

Dopo la presentazione a New York lo scorso novembre, il programma verrà presentato dall’assessore alla Cultura Filippo Del Corno alla National Gallery di Londra (18 gennaio), alla Gare de Lyon a Parigi (12 febbraio) e all’Istituto Italiano di Cultura a Berlino (25 febbraio).

Il programma di “Milano e Leonardo”, in stretta connessione con il Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, è realizzato grazie all'azione del Comitato di Coordinamento “Milano e l’eredità di Leonardo 1519-2019” – istituito da Comune di Milano|Cultura, Regione Lombardia|Direzione Generale Autonomia e Cultura) e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (Segretariato Regionale per la Lombardia e Polo Museale Regionale della Lombardia) – e del Comitato Territoriale (Milano e Lombardia) che accoglie altre istituzioni coinvolte nella realizzazione di iniziative di valorizzazione dell’eredità di Leonardo: Ente Raccolta Vinciana, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Basilica di Santa Maria delle Grazie, Fondazione Stelline, Triennale di Milano, Comune di Vaprio d'Adda e Comune di Vigevano.

Il palinsesto “Milano e Leonardo 500” è tuttora in progress: il Comitato scientifico di esperti che ha vagliato tutte le iniziative entrate a far parte del programma, sta tuttora verificando le proposte che continuando ad arrivare, ma il calendario è già ricco di iniziative e progetti artistici, culturali e scientifici, in linea con la molteplicità del genio leonardesco.

Il palinsesto dedicato a Leonardo da Vinci prenderà il via il 15 maggio 2019 con l’inaugurazione delle iniziative che avranno luogo al Castello Sforzesco di Milano.

Dal 16 maggio verrà riaperta al pubblico la Sala delle Asse. Il cantiere di studio e restauro della Sala, aperto nel 2013, era stato sospeso temporaneamente per la prima volta durante il semestre di Expo 2015, permettendo ad oltre 355.000 visitatori di ammirare il “Monocromo” leonardesco, la possente radice che si insinua tra le rocce disegnata sulla parete est della Sala, già stata oggetto di un accurato restauro. Ora la Sala riapre, smonta integralmente i suoi ponteggi e si ripresenta al pubblico dopo una nuova fase di lavori, svelando le molte porzioni di disegno preparatorio emerse durante la rimozione degli strati di scialbo dalle pareti. Nessuno infatti, a parte gli addetti ai lavori, ha ancora potuto osservare a poca distanza tronchi, paesaggi, rami e foglie che continuano ad affiorare, cambiando progressivamente la percezione della Sala. Attraverso una scenografica installazione multimediale i visitatori saranno poi guidati nella lettura dello spazio integrale, spostando l’attenzione dalla volta (molto compromessa dai restauri del passato e che sarà oggetto nel 2020 di un restauro specifico) alle pareti e scoprirà come Leonardo abbia qui sviluppato il suo concetto di imitazione della natura tanto da immaginare un sottobosco, case e colline all’orizzonte, al di là degli alberi: dalla stanza del duca Sforza all’esterno, al territorio da lui governato.

Le sale del Castello Sforzesco saranno sede di altri due progetti dedicati a Leonardo.

La mostra “Leonardo e la Sala delle Asse tra Natura, Arte e Scienza”, in programma dal 16 maggio al 18 agosto 2019 nella Cappella Ducale, permetterà di individuare le relazioni iconografiche e stilistiche tra le decorazioni artistiche della  Sala delle Asse e la cultura figurativa di altri maestri di ambito toscano, dei Paesi d’Oltralpe e della stessa Milano, grazie a una selezione di disegni originali di Leonardo da Vinci, di leonardeschi e di altri artisti del Rinascimento, provenienti da importanti istituzioni italiane e straniere.

Un percorso multimediale, allestito nella Sala delle Armi dal 16 maggio 2019 al 12 gennaio 2020, trasporterà il visitatore nella Milano di Leonardo, conducendolo alla scoperta della nostra città così come doveva apparire ai suoi occhi durante i suoi soggiorni milanesi (in diversi momenti tra il 1482 e il 1512). Nel percorso sarà inserita una mappatura visiva georeferenziata di quanto ancora si conserva di quei luoghi, sia in città che all’interno di musei, chiese ed edifici del territorio. Al visitatore non resterà quindi che uscire dal Castello Sforzesco e passeggiare per Milano alla ricerca dei luoghi in cui Leonardo si muoveva quotidianamente.

Palazzo Reale, luogo tradizionalmente deputato al potere della Signoria milanese e che riacquistò importanza quando il Castello Sforzesco a inizio Cinquecento decadde, ai tempi di Leonardo era il Palazzo Ducale. Questa sede così ricca di storia, che Leonardo frequentò senz’altro durante il suo lungo soggiorno milanese, ospiterà, anche se in altra foggia e in altro ruolo, tre progetti espositivi a lui dedicati:

Il primo in ordine cronologico, dal titolo “Il meraviglioso mondo della natura”, ha come filo conduttore il modo in cui Leonardo è stato in grado di modificare la percezione e la rappresentazione della natura. La mostra, in programma da marzo a luglio 2019, si focalizza sul complesso di oltre venti grandi tele conosciute come «Sala del Grechetto» provenienti dal distrutto Palazzo Lunati Verri in via Montenapoleone, un unicum nella produzione figurativa italiana, sia per le dimensioni che per la quantità di specie animali raffigurate.

La seconda mostra, intitolata “La Cena di Leonardo per Francesco I: un capolavoro in seta e argento”, in programma dal 7 ottobre 2019 al 17 novembre 2019, presenterà per la prima volta dopo il suo restauro la copia del Cenacolo di Leonardo realizzata ad arazzo fra il 1505 e il 1510 su commissione di Luisa di Savoia e di Francesco Duca d’Angouleme, poi re Francesco I di Francia. L’arazzo, che fu tessuto probabilmente in Fiandra su cartone di un artista lombardo (forse Bramantino?), rappresenta una delle primissime copie del capolavoro di Leonardo, realizzata per soddisfare le esigenze della corte francese che intendeva portare con sé l'immagine di un'opera che non poteva in alcun modo essere trasportata. Donato nel 1533 a Papa Clemente VII, l’arazzo fece ritorno in Italia e da allora non è mai uscito dai Musei Vaticani.

Sempre a Palazzo Reale, da marzo a luglio 2019, il collettivo di artisti di fama internazionale Studio Azzurro realizzerà un percorso immersivo e interattivo dedicato a “Leonardo enciclopedico contemporaneo” e popolato da macchine leonardesche che si trasformano in dispositivi narrativi, grazie all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. I visitatori si avvicineranno alle macchine sensibili progettate da Studio Azzurro per scoprire il genio eclettico di Leonardo, enciclopedico e contemporaneo.

La collezione del Museo del Novecento si arricchirà nel 2019 di due opere d'arte contemporanea dedicate al genio di Leonardo: Ettore Favini ed Eugenio Tibaldi sono infatti i vincitori ex-aequo del concorso indetto dal Comune di Milano|Cultura per una produzione originale ispirata ad aspetti specifici della ricerca del maestro. “Atlantico”, l’opera di Favini, è un’installazione video che ha scelto come tema la nebbia e l'influenza che questa ebbe sulla produzione artistica e scientifica di Leonardo, e verrà allestita da maggio a novembre presso la GAM; mentre “Giardino Abusivo”, l’opera site specific di Tibaldi che coniuga elementi naturali come le piante con una riflessione sul consumo e il decadimento dei beni nella società contemporanea, verrà realizzata presso il Museo di Storia Naturale.

Il Museo del Novecento inoltre, dal 14 giugno al 15 settembre 2019, propone un “confronto possibile” tra Lucio Fontana e Leonardo da Vinci, attraverso un focus centrato sull’iconografia del cavallo, del “cavallo rampante” e del “cavallo e cavaliere”, così frequenti in importanti artisti del Novecento che si sono inevitabilmente misurati con il passato.

“Leonardo da Vinci Parade” è la prima iniziativa realizzata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia in occasione delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte di Leonardo, a cui il Museo stesso è dedicato. Curata e realizzata dal Museo in collaborazione con la Pinacoteca di Brera, la mostra mette in dialogo, in una visione d’insieme inedita, i modelli storici e gli affreschi di pittori lombardi del XVI secolo, concessi in deposito nel 1952 da Fernanda Wittgens, allora Direttrice della Pinacoteca, a Guido Ucelli, fondatore del Museo. Un'insolita parata, appunto, in cui si esibiscono sul palco del Museo modelli e affreschi, in un accostamento inconsueto di arte e scienza. Un percorso che permetterà di attraversare i diversi campi di interesse e studio di Leonardo sul tema dell’ingegneria e della tecnica, valorizzando la collezione storica con cui il Museo apriva al pubblico nel 1953, in occasione dei 500 anni dalla sua nascita.

Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia inoltre, dal 20 febbraio al 19 maggio 2019, presenta per la prima volta in Italia le opere dell’artista olandese Theo Jansen, conosciuto in tutto il mondo per le sue spettacolari installazioni cinetiche e definito dalla critica internazionale “un moderno Leonardo da Vinci”. L’universalità e l’apertura che contraddistinguono l’approccio di Jansen nei confronti del sapere creano un saldo legame con la figura di Leonardo tecnologo e ingegnere, grazie ad una ricerca orientata all’innovazione e soprattutto a un’attenta osservazione della natura. Frutto di questo studio è appunto la mostra “Dream Beasts” che mette in dialogo arte e scienza.

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana, in occasione delle celebrazioni leonardesche, valorizzerà il proprio patrimonio di opere di Leonardo da Vinci, e degli artisti della sua cerchia, con un ciclo di quattro mostre di alto profilo scientifico incentrate su tre temi principali. Il ciclo espositivo si apre a dicembre 2018, con un’esposizione in due tempi, della durata di tre mesi ciascuno, che presenta nel suo complesso 46 fogli, scelti tra i più famosi e importanti del Codice Atlantico a cura del Collegio dei Dottori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana.
La terza rassegna, in programma da giugno a settembre, approfondirà gli ultimi anni di attività del maestro, attraverso una selezione di 23 fogli dal Codice Atlantico databili al soggiorno francese di Leonardo.
Il ciclo espositivo si concluderà a settembre 2019, con una mostra dedicata ai disegni realizzati da Leonardo e dagli artisti della sua cerchia, curata da Benedetta Spadaccini. L’esposizione seguirà due linee di studio: da un lato ci si concentrerà sulle diverse tecniche disegnative utilizzate da Leonardo e da lui introdotte a Milano, secondo un percorso cronologico che mette in risalto le personalità degli artisti coinvolti. Dall’altro si presenteranno i risultati di analisi diagnostiche non invasive condotte in situ sui disegni stessi.

Nell'autunno del 2019 Palazzo Litta, con la mostra “La corte del gran maestro. Leonardo da Vinci, Charles d’Amboise e il quartiere di Porta Vercellina”, omaggerà la figura del mecenate Charles d'Amboise e, grazie all'esposizione di due fogli del Codice Atlantico nei quali Leonardo traccia il disegno dell’isolato della sua residenza milanese (l'attuale Palazzo Litta), ricostruirà attraverso materiale ottocentesco inedito l’aspetto del quartiere di Porta Vercellina (corso Magenta) ai tempi di Leonardo.

Fino al 13 gennaio 2019, nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, il Polo Museale Regionale della Lombardia presenta al pubblico “Leonardo da Vinci: prime idee per l'Ultima Cena”, una raccolta di disegni di mano di Leonardo stesso, eseguiti in preparazione del Cenacolo, e di suoi allievi, che è allestita proprio davanti all’opera per consentire un immediato raffronto con il dipinto murale. La mostra, aperta dallo scorso 13 ottobre, ha costituito una straordinaria anteprima del palinsesto “Milano e Leonardo”.

Il 7 e 8 novembre l'Ente Raccolta Vinciana, in collaborazione con Mibac e Comune di Milano, organizzerà a Palazzo Reale un Convegno internazionale di studi sull’ultimo decennio della vita di Leonardo, esaminando le sue attività, le sue ricerche teoriche e i suoi diversi committenti fra il 1510 e il 1519, cercando di mettere a fuoco il rapporto tra le sue attività teoriche e il fallimento dei progetti, sia pittorici che architettonici che tecnici o ingegneristici che gli venivano affidati. Nessuno infatti dei grandi progetti cui egli si dedicò nell’ultimo decennio della sua vita venne mai portato a termine: dal Monumento equestre al Maresciallo Trivulzio alla bonifica delle Paludi Pontine, dai progetti per San Pietro a Roma a quelli per il Palazzo Reale di Romorantin.

A proposito di opere incompiute, Snaitech, che ospita il Cavallo di Leonardo realizzato in epoca contemporanea da Nina Akamu su disegno di Leonardo stesso e che dal 1999 accoglie i visitatori dell’Ippodromo Snai San Siro, ha pensato in occasione di queste celebrazioni di valorizzare l'opera offrendola come base per la creatività contemporanea. Snaitech selezionerà infatti un pool di artisti e designer a cui assegnerà il compito di decorare, ognuno secondo la propria cifra stilistica, una riproduzione in scala del Cavallo. Le riproduzioni d’autore, insieme al Cavallo originale, diventeranno il soggetto di un’installazione collettiva all’Ippodromo durante la Design Week ad aprile. Da maggio a ottobre le opere saranno posizionate in diversi punti della città, creando una contaminazione cittadina. Una app con contenuti di realtà aumentata permetterà al pubblico di inquadrare il Cavallo di Leonardo i cavalli dislocati in città, attivando contenuti interattivi esclusivi su Leonardo e sugli artisti che hanno realizzato le riproduzioni d’artista.

Dimostrare l’innegabile influenza di Leonardo sugli artisti contemporanei è l’obiettivo della mostra che sarà allestita alla Fondazione Stelline dal 2 aprile fino al 30 giugno 2019. “L’Ultima Cena dopo Leonardo”, a cura di Demetrio Paparoni, proporrà una rilettura contemporanea dell’Ultima Cena con la presenza di importanti artisti, protagonisti della scena contemporanea -  Wang Guangyi, Anish Kapoor, Robert Longo, Masbedo, Yue Minjun, e Nicola Samorì - in uno scambio dialettico tra oriente e occidente.
La storia delle Stelline è profondamente legata a Leonardo: Andy Wharol, infatti, ha realizzato proprio alle Stelline nel 1987 la sua ultima serie The Last Supper come omaggio al Cenacolo ora ospitato in Santa Maria delle Grazie.

I nove mesi di celebrazione del quinto centenario della morte di Leonardo Da Vinci rappresentano anche un’ulteriore occasione per visitare Milano, che vede crescere anno dopo anno i turisti da ogni parte del mondo: nel 2017 ha registrato un incremento turistico del 10,2% rispetto all’anno precedente e nel 2018 (dati gennaio-novembre) vede un ulteriore aumento del 9,65%.
Il logo di “Milano e Leonardo” che accompagna graficamente tutte le iniziative del palinsesto, realizzato dal Comune di Milano|Comunicazione, è un lettering sullo sfondo di un’incisione che riproduce l’autoritratto di Leonardo da Vinci: la bella stampa apre il trattato di Giuseppe Bossi dedicato al Cenacolo, volume conservato presso la Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco.

Sono diversi gli itinerari turistici che daranno l’opportunità ai visitatori di entrare nel mondo di Leonardo seguendo le orme delle ricerche portate avanti dal genio di Vinci: dall’Ippodromo di San Siro fino alla Conca dell’Incoronata, passando dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, dal Cenacolo di Santa Maria delle Grazie e dalla Vigna di Leonardo, proseguendo verso il Castello Sforzesco e la Pinacoteca Ambrosiana, con una sosta in piazza della Scala.

 

Come da Comune di Milano.