Apre al pubblico la grande mostra dedicata ad Antonello da Messina

Cultura

Palazzo Reale, apre giovedì al pubblico la grande mostra dedicata ad Antonello da Messina

Cultura. Palazzo Reale, apre giovedì al pubblico la grande mostra dedicata ad Antonello da Messina

Milano, 20 febbraio 2019 – Apre domani, giovedì 21 febbraio, nelle sale di Palazzo Reale, la mostra dedicata ad Antonello da Messina (1430-1479).

L’esposizione, allestita dal 21 febbraio al 2 giugno 2019 nelle sale di Palazzo Reale, è frutto della collaborazione fra Comune di Milano|Cultura e Regione Siciliana, è prodotta da Palazzo Reale e MondoMostre Skira ed è curata da Giovanni Carlo Federico Villa.
Antonello da Messina è considerato il più grande ritrattista del Quattrocento e il progetto a lui dedicato si propone come un’occasione unica per poter ammirare la maggioranza delle opere dell’artista siciliano giunte fino a noi.

“Questa mostra storica, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con molte diverse istituzioni, italiane e internazionali – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –, vede riunite per la prima volta a Milano ben diciannove opere di Antonello da Messina, proponendo al pubblico il racconto affascinante di un artista innovatore dei suoi tempi, il cui carisma è giunto intatto sino a noi”.

 

Milano Palazzo Reale mostra Antonello da MessinaSono infatti esposte 19 opere del grande Maestro, su 35 che ne conta la sua autografia: a cominciare dall’”Annunciata” (1475 circa), autentica icona, sintesi dell’arte di Antonello, uno dei più alti capolavori del Quattrocento italiano; le eleganti figure di “Sant’Agostino” (1472-1473), “San Girolamo” (1472-1473) e “San Gregorio Magno”(1470-1475), forse appartenenti al “Polittico dei Dottori della Chiesa”, tutti provenienti da Palazzo Abatellis di Palermo; ma anche il celeberrimo “Ritratto d’uomo” (1465-1476) dall’enigmatico sorriso, proveniente dalla Fondazione Culturale Mandralisca di Cefalù, oggetto di vari restauri e conosciuto nella tradizione locale come “Ignoto marinaio”.

Dalla National Gallery di Londra giunge a Milano un altro capolavoro, il “San Girolamo nello studio” (1474-1475), in cui si armonizzano ispirazioni classiche e dettagli fiamminghi; ma ricordiamo anche la “Crocifissione” (1460 circa) proveniente dal Museo nazionale Brukenthal di Sibiu in Romania; il “Ritratto di giovane” (1474) dal Philadelphia Museum of Art, la “Madonna col Bambino” (1475 circa) dalla National Gallery di Washington; il “Ritratto di giovane uomo” (1478) dal Museo statale di Berlino.

Dagli Uffizi arriva l’importantissimo Trittico che comprende: la “Madonna con Bambino”, il “San Giovanni Battista” e il “San Benedetto”; dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia giunge il ritratto di giovane gentiluomo (“Ritratto d’uomo” 1468-1470, a lungo considerato il vero volto dell’artista), già pienamente antonelliano per inquadramento, sfondo, postura e soprattutto attitudine leggermente ironica del personaggio: trafugato dal museo nella notte fra il 10 e l’11 maggio 1970 fu recuperato sette anni dopo dal nucleo di Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri; dal Collegio degli Alberoni di Piacenza il celebre “Ecce Homo” (“Cristo alla colonna”) (1473-76). E ancora il “Ritratto d’uomo” (Michele Vianello?) (1475-1476) dalla Galleria Borghese di Roma, il poetico “Cristo in pietà sorretto da tre angeli” (1474-1476 circa) dal Museo Correr di Venezia, “Ritratto d’uomo” (anche detto “Ritratto Trivulzio” - 1476) dal Museo Civico d’Arte Antica, Palazzo Madama di Torino.

Il percorso espositivo si conclude con la “Madonna con il Bambino” (1480), proveniente dall’Accademia Carrara di Bergamo, opera del figlio Jacobello di Antonello eseguita l’anno seguente la morte del padre. Jacobello faceva parte della bottega del padre e si fece carico di completare l’opera da lui cominciata, firmandosi, come offerta di devozione filiale, come il figlio di “pittore non umano”, quindi divino.

Una sezione della mostra riscostruisce le vicende della Pala di San Cassiano, testo fondamentale per la storia dell’arte italiana; mentre consacrata al mito di Antonello nell’Ottocento viene esposta la tela di Roberto Venturi “Giovanni Bellini apprende i segreti della pittura a olio spiando Antonello” (1870) dalla Pinacoteca di Brera: la tela, conservata al Tribunale di Milano, è stata restaurata in occasione di questa esposizione.
La mostra ha inoltre una guida d’eccezione: il grande storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle (1810-1897) che, attraverso i suoi appunti e disegni, conduce il visitatore alla scoperta di Antonello da Messina. Grazie alla collaborazione con la Biblioteca Marciana di Venezia, sono infatti esposti in mostra 19 disegni – 7 taccuini e 12 fogli, dei quali alcuni su doppia pagina – attraverso i quali è possibile seguire la ricostruzione del primo catalogo di Antonello.

Un focus della mostra è dedicato al rapporto dell’artista con la sua città natale e alle poche tracce rimaste della sua vita, a causa dei numerosi tragici eventi naturali, in particolare i terremoti, che ne hanno causato in gran parte la sparizione e distruzione.
Il catalogo della mostra è pubblicato da Skira e contiene, oltre alle immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina, una “Sezione storico artistica” con i saggi di Giovanni Carlo Federico Villa, Renzo Villa e Gioacchino Barbera; e con cinque testi letterari di Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi e Elisabetta Rasy. Concludono il volume gli “Apparati” con Biografia e Bibliografia ragionata.
Mentre a Milano nei prossimi mesi si potrà godere della straordinaria mostra di Antonello da Messina, a Palermo sarà possibile ripercorrere le tappe fondamentali della ritrattistica italiana del XX secolo, grazie a una piccola ma preziosa mostra progettata dal Museo del Novecento di Milano in collaborazione con Palazzo Abatellis.

Il Museo del Novecento ha infatti ideato, partendo dal celeberrimo busto di Eleonora d’Aragona realizzato da Francesco Laurana, uno dei capolavori simbolo della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo, un’esposizione dal titolo “Il ritratto italiano del XX secolo dalle raccolte civiche”, che cerca di instaurare un dialogo ideale tra la famosa scultura realizzata nel Quattrocento e un prezioso nucleo di ritratti di alcuni dei più importanti maestri del Novecento, provenienti dalle raccolte civiche milanesi.

Le date della mostra “Il ritratto italiano del XX secolo dalle raccolte civiche” e il progetto scientifico completo sono in fase di definizione e verranno presentati prossimamente.

 

 

Come da Comune di Milano.


Theo Jansen

Milano: mostra “Dream beasts” dell’artista olandese Theo Jansen

Cultura

Il Museo nazionale della scienza e della tecnologia presenta la mostra “Dream beasts” dell’artista olandese Theo Jansen

In programma dal 20 febbraio al 19 maggio 2019

Theo JansenMilano, 19 febbraio 2019 - Il Museo nazionale della scienza e della tecnologia presenta per la prima volta in Italia le opere dell’artista olandese Theo Jansen, conosciuto in tutto il mondo per le sue gigantesche installazioni cinetiche “Strandbeest” (animali da spiaggia), creature ibride dall’aspetto zoomorfo che si muovono sfruttando la spinta del vento.

“Dream Beasts. Le spettacolari creature di Theo Jansen”, questo il titolo della mostra realizzata con la main sponsorship di Audemars Piguet, il contributo di Fondazione IBSA e KLM, il sostegno di Ambasciata e Consolato generale dei Paesi Bassi e Mondriaan Fund, è in programma dal 20 febbraio al 19 maggio.

Jansen, dopo un periodo di studi in Fisica applicata alla Delft University of Technology, nel 1990 inizia a dedicarsi al progetto “Strandbeest”. Le sue opere possono sembrare scheletri di animali preistorici o enormi insetti. Sono invece gigantesche sculture animate fatte di materiali di epoca industriale: tubo flessibile in plastica, filo di nylon e nastro adesivo. Nascono come algoritmi e non richiedono motori, sensori o tecnologie avanzate per spostarsi: si muovono grazie alla forza del vento e dell’aria caratteristiche della costa olandese, loro habitat naturale. Nel corso degli anni le “Strandbeest” realizzate da Jansen si sono evolute seguendo un processo di selezione che ne fa quasi una nuova specie animale costruita dall’uomo.

L’esposizione, ospitata nel padiglione Aeronavale del Museo, ha l’intento di portare il pubblico a confrontarsi, anche a livello emotivo, con i valori di innovazione e sostenibilità comunicati dalla ricerca dell’artista. I visitatori potranno passeggiare accanto a 13 di queste imponenti creature e apprezzare i loro movimenti così sorprendentemente naturali.

Definito dalla critica internazionale “un moderno Leonardo da Vinci”, Theo Jansen ama coniugare il sapere scientifico a suggestioni di carattere umanistico, spaziando da sperimentazioni sulla cinetica e la meccanica all’esaltazione della natura e della bellezza. Questa sintonia con lo spirito di Leonardo rende Jansen culturalmente vicino all’identità del Museo, che ha nel suo Dna il dialogo fra arte e scienza e che ha scelto di proporre l’opera dell’artista olandese ai suoi visitatori proprio nell’anno dedicato alle celebrazioni vinciane.

Le opere di Jansen sono state ospitate in alcuni dei più importanti musei internazionali quali l’Exploratorium di San Francisco, la Cité des sciences e il Palais de Tokyo di Parigi, l’Art & Science Museum di Singapore e alla prestigiosa fiera d’arte contemporanea Art Basel Miami, presentato da Audemars Piguet.

“La combinazione tra innovazione, sostenibilità e creatività avvicina il lavoro di questo artista allo spirito leonardesco - dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, che valorizza in modo permanente l’opera di Leonardo, è naturalmente uno dei più qualificati interpreti del suo pensiero e ha dunque saputo cogliere la corrispondenza di intenti, proponendo un artista contemporaneo che mette al centro del proprio pensiero progettuale la natura e la protezione dell'ambiente”.

“Siamo felici di offrire ai nostri visitatori la possibilità di ammirare le sorprendenti creature di Theo Jansen, che abbiamo fortemente voluto portare in Italia al Museo - dichiara Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia -. Ci affascina il sogno dell’artista di dare vita a esseri artificiali che immagina possano vivere secondo regole naturali, progettati attraverso una contaminazione tra metodi ingegneristici e processi artistici, sfruttando il vento e l’aria per muoversi. Siamo certi che vedere alcune delle ‘Strandbeest’ in movimento sarà molto coinvolgente per persone di ogni età”.

Durante il periodo di apertura della mostra il Museo propone un Programma per il pubblico, pensato per ragazzi, adulti e famiglie oltre a un programma per le scuole, dedicato a insegnanti e studenti.

ALCUNI APPUNTAMENTI PER IL PUBBLICO
Sabato 23 e domenica 24 febbraio, Weekend speciale di apertura: Re-Animation con l’artista, visite guidate alla mostra, attività nel temporary lab all’interno della mostra (dagli 11 anni), per scoprire come si muovono le creature di Theo Jansen e comprendere quanta meccanica, ingegneria e biologia nascondono.
Tutti i weekend di marzo, aprile e maggio: Re-Animation e visite guidate con gli animatori scientifici del Museo, attività nel temporary lab e visite guidate per i piccoli (dai 5 anni).
Giovedì 7 marzo, 11 aprile e 9 maggio, Dutch Night Dream Beasts: serate di apertura straordinaria dell’esposizione in cui le creature di Theo Jansen prendono vita in mezzo al pubblico.

ALCUNI APPUNTAMENTI PER LE SCUOLE
Mercoledì 27 e giovedì 28 febbraio visita della mostra dedicata agli insegnanti.
Workshop dedicati agli studenti delle scuole ad indirizzo artistico.
Visite guidate alla mostra e attività nel temporary lab con attività interattive per sperimentare un modo nuovo per lavorare con gli studenti sulle materie STEAM tra arte e ingegneria, matematica, meccanica e biologia.
La mostra s’inserisce nel quadro più ampio degli eventi internazionali che si terranno a Milano nello stesso periodo: le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il Miart e il Salone del Mobile.

INFORMAZIONI
L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto del Museo
Biglietti d’ingresso: intero 10,00 € | ridotto 7,50 €
Orari: da martedì a venerdì 9.30 – 17 | sabato e festivi 9.30 - 18.30
www.museoscienza.org | [email protected] | T 02 48 555 1

 

Come da Comune di Milano.


Bulgari restaura l'area sacra di Largo Argentina

Grazie ad una convenzione stipulata tra Roma Capitale e la maison Bulgari, l’area sacra di Largo Argentina beneficerà di un sistema di interventi che renderanno il sito accessibile a turisti e cittadini romani. Il tutto sarà reso possibile  grazie ad un atto di mecenatismo dal valore di 500.000 euro che  valorizzerà al massimo diversi punti dell’area archeologica. La somma donata quest’anno dalla prestigiosa casa, andrà ad aggiungersi al residuo di 485.593,58 euro dei fondi elargiti per il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti, così come previsto nella convenzione stipulata con Bulgari nel 2014 in cui si stabiliva che gli eventuali residui sarebbero stati destinati ad altri interventi sul patrimonio culturale di Roma.

Il progetto per l’area di Largo Argentina prevede interventi di costruzione e posizionamento di passerelle per consentire l’accesso in sicurezza al sito, la musealizzazione di uno spazio attualmente adoperato come deposito reperti e la predisposizione di tutti i servizi al pubblico per consentire un’agevole fruizione del luogo.

Foto: Alessandra Randazzo

Il complesso di Largo Argentina, che era situato nella zona di confine tra il Circo Flaminio e il Campo Marzio, costituisce il massimo insieme di templi di età medio e tarda repubblicana. Sulla base dei frammenti della Forma Urbis severiana si è potuto stabilire che l’area sacra corrisponde alla porticus Minucia vetus, ancora identificabile nei colonnati sui lati settentrionali ed orientali della piazza e venne edificata nel 106 a.C. da Minucio Rufo dopo un trionfo sugli Scordisci. Sono presenti quattro templi denominati A, B, C e D, il più antico, quello C, era dedicato a Feronia, antica divinità italica che aveva un santuario nel Campo Marzio; nel tempio B si deve invece riconoscere la aedes Fortunae Huiusce Diei (la “Fortuna del giorno presente"), fondata da Q.Lutatio Catulo – console  nel 102 a.C. insieme a Mario. Per il tempio A si propongono invece due soluzioni, cioè che si tratti del Tempio di Giunone Curtis o di quello di Giuturna. L’unico degli edifici di Largo Argentina che può attribuirsi all’inizio del II secolo a.C. è il Tempio D, che è quindi identificabile con quello dei Lari Permarini.

L’area è inoltre famosa perché presso la Curia di Pompeo avvenne uno degli omicidi più efferati della storia, quello di Cesare alle idi di marzo del 44 a.C.

La Sovrintendenza sta attuando le procedure necessarie per la conclusione della fase progettuale e per l’affidamento dei lavori la cui conclusione è stimabile entro la metà del 2021.

L’accordo siglato si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale della città di Roma.

Foto: Comune di Roma

Roma capitale della storia e della vita contemporanea grazie a Bvlgari potrà beneficiare nuovamente di uno dei siti archeologici più amati nel cuore della città. Con il Vicesindaco Bergamo stiamo lavorando per dare la possibilità a chi vive e chi visita Roma, sempre di più, di avere accesso ai luoghi culturali” dichiara la Sindaca di Roma Capitale Virginia Raggi.

Jean-Christophe Babin, Amministratore Delegato del Gruppo Bvlgari ha aggiunto: “Siamo molto orgogliosi di questo nuovo regalo alla Città Eterna: dopo il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti, fin dalla sua costruzione un irrinunciabile punto di ritrovo per romani e turisti, andremo a valorizzare un altro luogo al centro della vita sociale e spirituale dell’antica Capitale. I visitatori potranno finalmente apprezzare da vicino reperti di grandissimo pregio situati in un’area in cui coesistono costruzioni rinascimentali e medievali. Un respiro culturale che solo una città come Roma è in grado di offrire al mondo.”


Torna Museo city Milano, oltre 80 musei tra arte e natura

Cultura

Dall’1 al 3 marzo torna Museo city Milano, oltre 80 musei per indagare il rapporto tra arte e natura

Programma completo di tutte le iniziative su Museo City e Yes Milano

Milano, 18 febbraio 2019 – Tre giorni alla scoperta di Milano e del suo straordinario patrimonio artistico. Dall’1 al 3 marzo il capoluogo lombardo ospita la terza edizione di Milano MuseoCity, promossa dal Comune di Milano e realizzata in collaborazione con l’Associazione MuseoCity per conoscere e valorizzare la storia, la bellezza e la ricchezza dei musei milanesi.

Musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista, archivi e musei d’impresa diffusi su tutto il territorio cittadino con alcune “incursioni” nell’area metropolitana: sono più di 80 le istituzioni pubbliche e private che quest’anno hanno aderito alla manifestazione, a cui partecipano per la prima volta, tra gli altri, la Fondazione Luigi Rovati (con un’apertura straordinaria del cantiere del futuro Museo Etrusco), il Museo del Profumo, il Museo Storico dei Vigili del Fuoco.
Anche quest’anno collaborano all’organizzazione di Milano MuseoCity la Fondazione Adolfo Pini e Museimpresa - Associazione Italiana Musei e Archivi d’Impresa – e Assolombarda.

Per tre giorni interi, i musei coinvolti aprono le porte al pubblico proponendo visite guidate, laboratori per bambini, conferenze, aperture straordinarie e iniziative speciali legate tra loro da un unico filo conduttore: la natura, qui intesa in tutte le sue declinazioni, dal paesaggio che ci circonda al rapporto tra uomo e ambiente. Il tema guida scelto per Milano MuseoCity 2019 si inserisce nell’ambito di una più ampia indagine del rapporto uomo/natura, già al centro di numerose iniziative culturali cittadine, dalle celebrazioni Leonardiane alla XXII Triennale di Milano.

Centinaia gli appuntamenti in calendario, guidati anche quest’anno da una serie di iniziative speciali: l’itinerario “Museo segreto”, a cura di Gemma Sena Chiesa e dell’Associazione MuseoCity, e dedicato quest’anno a “Natura, Arte, Musei” (1 – 3 marzo 2019); la conversazione “La natura nell’arte antica, moderna e contemporanea” (venerdì 1 marzo 2019, Sala Conferenze di Palazzo Reale, ore 16.00), a cura dell’Associazione MuseoCity; la mostra “Le Nature Morte di Geo Poletti. Una Collezione Milanese”, a cura dell’Associazione MuseoCity, Paolo Biscottini e Annalisa Zanni (1 marzo - 24 marzo 2019, Palazzo Reale, Appartamento dei Principi); “Tramtram” la giornata di ‘visite guidate speciali’ per gli utenti dei mezzi pubblici ATM, a cura di Dodecaedro Urbano – Urbanfile (sabato 2 marzo 2019, tutto il giorno); il percorso guidato organizzato dal MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata attraverso alcune opere di street art che costellano le aree retrostanti la Stazione Centrale, il Leoncavallo e via Padova (domenica 3 marzo 2019, ore 10.00 ritrovo alla stazione M3 Sondrio); “Il Giardino di Storie Milanesi”, il circuito che unisce sedici case museo, atelier d’artista, studi d’architetti e designer, in un racconto inedito alla scoperta di Milano a cura di Rosanna Pavoni (sabato 2 marzo 2019); “Performing PAC. deGenere”, tre giorni di incontri, proiezioni e live performance gratuiti e aperti al pubblico per riflettere sulle differenze di genere (1 – 3 marzo 2019); la visita alla XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano “Broken Nature: Design Takes on Human Survival” nel primo fine settimana di apertura al pubblico; “Museokids”, fitto programma di attività dedicate ai più piccoli (1 – 3 marzo 2019); “Una passeggiata tra i fiori in sei musei di Milano”, visite guidate in sei musei milanesi alla scoperta di segreti, curiosità e caratteristiche botaniche nascoste nelle opere delle loro collezioni, a cura di Orticola di Lombardia (1 – 3 marzo 2019).

Milano Museo CityCome da Comune di Milano


Il Metropolitan restituisce il sarcofago di Nedjemankh all'Egitto

Il Metropolitan Museo of Art di New York restituirà al Governo Egiziano il sarcofago di Nedjemankh, sommo sacerdote del dio Hershef di Eracleopoli, vissuto nel primo secolo a. C., in epoca tolemaica.

Hershef, dio dalle corna di ariete di Eracleopoli. Da p. 58 del libro E. A. Wallis Budge. The Gods of the Egyptians, volume 2 (1904).

La restituzione è avvenuta in conseguenza delle indagini compiute dal Procuratore distrettuale di Manhattan, rispetto alle quali il museo americano ha sottolineato la sua piena cooperazione, e che hanno fatto emergere come il sarcofago sia stato effettivamente trafugato dall'Egitto nel 2011, durante la rivoluzione.

Si tratta di una scelta non da poco per il museo americano, visto che il sarcofago era al centro della mostra Nedjemankh and His Gilded Coffin, che è stata perciò cancellata con tutti gli eventi ad essa correlati. La mostra, che comprendeva 70 opere del Metropolitan, era stata inaugurata nel luglio del 2018 e aveva attirato ben 448.096 visitatori.

Il sarcofago dorato era stato acquisito nel luglio del 2017, e già allora i più alti esponenti del Metropolitan ne sottolinearono le caratteristiche straordinarie, come la superficie riccamente decorata con scene e testi, che avrebbero guidato Nedjemankh nel suo viaggio nell'aldilà.

Nel caso in questione, a trarre in inganno il museo sarebbe stata la documentazione fornita per l'opera d'arte, che si sarebbe rivelata falsa. Il Metropolitan sta ora prendendo in considerazione l'ipotesi di rivalersi del prezzo pagato per l'acquisizione, una cifra di quasi quattro milioni di dollari. Il museo americano - nella persona del Presidente e CEO, Daniel Weiss - ha anche offerto le sue scuse al Ministro delle Antichità Egiziane, il dottor Khaled El-Enany, e al popolo egiziano, oltre al suo apprezzamento a tutto l'ufficio del Procuratore Distrettuale, Cyrus Vance, Jr. L'evento avrà anche altre conseguenze: il Metropolitan rivedrà i suoi processi di acquisizione per il futuro.

sarcofago di Nedjemankh
Il sarcofago di Nedjemankh, sacerdote di Hershef, foto del Metropolitan Museum of ArtCC0

Link: The Metropolitan Museum of Art, Djed Medu, The New York Times, The Art Newspaper.


Casa del Cinema Pasquale Squitieri

Roma: ricordo di Pasquale Squitieri alla Casa del Cinema

IN RICORDO DI PASQUALE SQUITIERI

A due anni dalla scomparsa, lunedì 18 febbraio l’omaggio di CSC – Cineteca Nazionale con proiezione e incontro alla Casa del Cinema

 

Roma, 15 febbraio 2019 – Il 18 febbraio 2017 si spegneva Pasquale Squitieri, regista di denuncia sempre attento alle sorti di questo nostro amato e odiato Belpaese. Lunedì 18 febbraio 2019, a distanza di due anni, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale lo ricorderà con una giornata evento in partenza alle ore 16.20 con la proiezione del film L’altro Adamo, seguita da un incontro moderato da Claudio Siniscalchi al quale parteciperanno Lino CapolicchioOttavia Fusco SquitieriMarianna JensenFranco Mariotti.

Squitieri non si è mai permesso di girare un film comico. Ha preferito invece, con coerenza invidiabile, raccontare e descrivere le contraddizioni della razza umana con affreschi storici di grandissimo successo popolare (I guappiIl prefetto di ferro) e forieri di violente polemiche (ClarettaLi chiamarono… briganti!) senza mai dimenticare i mali che assillano questa nostra società come il dramma della droga (Viaggia, ragazza, viaggia, hai le musiche nelle veneAtto di dolore), della camorra e della mafia (CamorraL’ambiziosoCorleoneIl pentito) del terrorismo (Gli invisibili) e dell’immigrazione (Razza selvaggiaIl colore dell’odio), del terrorismo (Gli invisibili), della morte sul lavoro (L’avvocato De Gregorio e lo spot televisivo Morire sul lavoro). In lui ha sempre abitato un’etica rigorosa dello sguardo che gli ha permesso di attraversare forme artistiche diverse come il teatro (La battagliaNapoli/SadeCome tu mi vuoiLettera al padrePiazzale Loreto), la televisione (La segnorinaNaso di caneMissione Reporter: Geografia della fame). Nelle produzioni più recenti Squitieri ha realizzato progetti inediti ideati tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta e che mostrano un’attualità impensabile. Un esempio eloquente è proprio il suo ultimo film L’altro Adamo che deriva da un suo antico soggetto scritto nel lontano 1969… un Kafka cyberpunk!

 ore 16.20 L’altro Adamo di Pasquale Squitieri (2014, 93’). Con Lino Capolicchio, Ottavia Fusco Squitieri, Marianna Jensen. Soggetto e sceneggiatura di Pasquale Squitieri. Musica di Manuel De Sica.

Adamo, chiede all’evoluta intelligenza artificiale del suo computer di realizzare un suo doppio che viva un breve spazio di vita reale, fatto di ideali, valori autentici e grandi passioni. Il computer lo accontenta e Adamo inizierà a vivere una vera storia d’amore, tuttavia…

a seguire incontro moderato da Claudio Siniscalchi con Lino CapolicchioOttavia Fusco SquitieriMarianna JensenFranco MariottiLeggere di più


Roma: inaugurato "Riflessi", murale dello street artist Jerico

Inaugurato Riflessi, il murale dello street artist Jerico

L’opera si snoda come un antico fiume sul muro perimetrale esterno del Museo di Casal de’ Pazzi

  

Roma, 14 febbraio 2019 – All’importante deposito pleistocenico e ai numerosi reperti fossili conservati nel Museo di Casal de’ Pazzi si aggiunge oggi anche un’opera di street art. Sul muro perimetrale esterno del museo, lungo via Egidio Galbani, campeggia il grande murale realizzato dal giovane street artist Jerico Cabrera Carandang. L’opera pittorica dal titolo Riflessi ricostruisce, in maniera visionaria e avvolgente, l’ambientazione naturalistica pre-esistente alla struttura del museo rappresentato dall’immagine dell’antico fiume che una volta scorreva proprio dove oggi sorge il Museo.

 I riflessi dell’antico affluente dell’Aniene raccontano la quotidianità degli animali che popolavano la zona grazie alla sorgente di vita rappresentata dal fiume. Quel corso d’acqua che ha conservato i loro resti permette oggi di visitarli all’interno del Museo: i reperti sono un specchio della vita preistorica e l’originalità dell’opera sta proprio nello sfruttare questi riflessi per far viaggiare il visitatore nel passato.

L’evento è promosso da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Da tempo, anche prima della sua regolare apertura al pubblico, il sito di Casal de’ Pazzi è entrato nell’immaginario collettivo come un luogo “preistorico”. Gli impressionanti resti fossili di elefante antico, oggi visibili nel museo, hanno suscitato nella fantasia dei residenti, e non solo, forti emozioni, concretizzate spesso attraverso l’immagine emblematica del mammut.

Nel complesso, l’area del Museo di Casal de’ Pazzi si presenta come un’oasi in un contesto suburbano non risolto. Esternamente, sul lato dell’ingresso per il pubblico, sono allestiti due pannelli ricostruttivi ideati e realizzati nel 2011 dall’artista Vincenzo Montini per la Cooperativa sociale APE che ben rappresentano le tematiche interne al Museo. Dal lato di Via Egidio Galbani, prima di questo intervento artistico, il sito presentava un muro perimetrale in intonacato e una parete in mattoncini sabbiati che non caratterizzavano i contenuti del Museo.

Per ovviare a tale mancanza di visibilità, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ha ritenuto opportuno far realizzare sul lato “anonimo” del Museo un’opera di street art, per migliorare l’impatto comunicativo del museo attraverso un intervento estetico su uno spazio periferico della città. L’intervento si inserisce in un contesto territoriale che si sta caratterizzando anche per le proposte artistiche di questo genere, costituendo un enorme beneficio per la valorizzazione del patrimonio culturale delle periferie e delle periferie nel loro complesso.

Jerico RiflessiPer questo motivo, tramite avviso pubblico, diffuso da Zètema Progetto Cultura su incarico della Sovrintendenza Capitolina, sono state richieste delle proposte progettuali per l’ideazione e la successiva realizzazione di un murale sulla parete esterna del Museo di Casal de’ Pazzi. Lungo via Egidio Galbani, il Museo comunica il suo contenuto secondo un linguaggio moderno che sia intellegibile a tutti i livelli. L’iniziativa esprime una nuova modalità di intendere la relazione tra artista, Museo e territorio attraverso la realizzazione di nuove forme di arte contemporanea.

Le proposte, pervenute a seguito dell’avviso pubblico, esaminate da una commissione appositamente costituita, sono state nel complesso di notevole qualità, tutte strettamente ispirate dai contenuti del Museo. Tra esse è risultata vincitrice la proposta del giovane artista Jerico Cabrera Carandang (classe 1992), che con il suo progetto “Riflessi” ha proposto di svelare con immediatezza universale il ricordo della vita che centinaia di migliaia di anni fa si svolgeva proprio dietro le mura del museo. L’immagine del fiume, che una volta scorreva proprio dove oggi sorge il Museooccupa interamente le pareti esterne. In tal modo l’opera muraria funge da portale: permette non solo di espandere verso l’esterno, verso la città industrializzata, l’oasi preistorica, ma ne ricostruisce accuratamente le sensazioni di maestosità e stupore con le quali l’uomo preistorico, che abitava queste terre, doveva confrontarsi.

L’opera è stata pensata utilizzando collettivamente tutti e quattro i muri disponibili come se fossero un’unica tela. Una visione frontale del corso di un fiume che si estende su tutta la lunghezza del primo e dell’ultimo muro per poi aprirsi alla visione di una scena naturalistica preistorica sul muro centrale.

L’intervento di street art di Jerico rientra nei progetti di valorizzazione del patrimonio museale, archeologico e storico-artistico di Roma Capitale realizzati grazie alle piccole donazioni in denaro, che dal 2016 il pubblico può effettuare attraverso appositi raccoglitori situati negli 8 Musei Civici gratuiti (Museo Napoleonico, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Museo delle Mura, Museo di Casal de' Pazzi, Villa di Massenzio, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina). Un risultato dovuto alla generosità dei cittadini e dei turisti, che hanno aderito con entusiasmo all’idea di contribuire concretamente e in prima persona alla valorizzazione del museo visitato, con una crescente partecipazione che è testimoniata da un notevole aumento, anno dopo anno, delle somme donate (nel 2017 e nel 2018 raddoppiate rispetto al 2016).

 Per restituire ai fruitori un segnale concreto e tangibile del loro utilizzo, si è deciso di adoperare le somme donate nell’ambito degli stessi spazi museali che le hanno ricevute.

Con i fondi raccolti nel 2017 e nel 2018, partiranno altri nuovi progetti che riguarderanno anzitutto interventi permanenti di miglioria e di valorizzazione degli ambienti museali.

 

 

Museo di Casal de’ Pazzi

Via Egidio Galbani, 6

 

Orario di apertura del Museo

Dal martedì al venerdì: ore 9.00-14.00; sabato e domenica: ore 10.00-14.00

Ultimo ingresso ore 13.00

 

Ingresso contingentato: ogni ora max 30 persone, su prenotazione

 

Info e prenotazioni

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00)

 

www.museocasaldepazzi.it

 

https://www.facebook.com/museocasaldepazzi

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


Crotone: mostra "Planet vs Plastic" con le foto di Randy Olson

Mostra fotografica

Planet vs Plastic

Un pianeta straordinario tra bellezza e abusi - Randy Olson

Crotone - Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna

Fino al 3 marzo 2019

Fino al 3 marzo 2019, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, rimarrà aperta al pubblico la mostra fotografica Planet vs Plastic Un pianeta straordinario tra bellezza e abusi - Randy Olson.

Le opere di Randy Olson, fotografo del National Geographic, ritraggono i forti contrasti che la nostra terra è costretta a vivere, causa l’insensata pressione che l’umanità esercita su un sistema fragile ma anche estremamente ricco per varietà di specie viventi, risorse, paesaggi che contribuiscono a rendere il nostro pianeta unico. Proprio la biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra. L’uomo ha il dovere di preservare l’ambiente per le generazioni future. A partire dai nostri territori. Un invito quindi rivolto a tutti e a ciascuno!

Il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, diretto da Gregorio Aversa, è afferente al Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello.

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OpenHeArt

Napoli: iniziano le attività di OpenHeArt, incontrando le nuove generazioni

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, iniziano le attività di OpenHeArt

44 giovani partecipano al progetto di sperimentazione creativa

Fotografia, grafica, video ed allestimenti per realizzare una mostra a Villa Pignatelli

OpenHeArt

Napoli, 14 febbraio. Il MANN incontra le nuove generazioni: al via al Museo Archeologico di Napoli OpenHeArt, un originale progetto di sperimentazione creativa intorno alla fotografia, alla grafica e alla produzione video.

Il progetto, che coinvolge 44 giovani napoletani inoccupati tra i 18 e i 29 anni, è stato realizzato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli in collaborazione con il Museo Pignatelli, il Laboratorio Irregolare di Antonio Biasiucci, l’associazione AZTeCA, l’associazione Pianoterra, l’associazione OcchiAperti, Incontri Internazionali d’arte ed il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno, vincitore del bando  Prendi Parte! Agire e pensare creativo ideato dalla Direzione Generale Arte Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l'inclusione culturale dei ragazzi nelle aree caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale.

Il percorso intrapreso, articolato in quattro laboratori gratuiti della durata di otto mesi, culminerà il prossimo autunno in una mostra a Villa Pignatelli (Casa della Fotografia) e si avvarrà, tra gli esperti coinvolti per le attività didattiche, del fotografo Antonio Biasiucci, artista che già dal 2012 porta avanti un percorso sperimentale dedicato ai giovani.

Saranno quattro i laboratori previsti: Photo Lab - Laboratorio fotografico a cura di Antonio Biasiucci per la realizzazione delle opere da esporre; Graphic Design Lab - Laboratorio di grafica, condotto da Alessandro Leone per la progettazione ed esecuzione del materiale di comunicazione; Videomaking Lab - Laboratorio di produzione video, guidato da Ra­ffaele Iardino per la documentazione audiovisiva del percorso creativo; Exhibition Lab - Laboratorio di allestimento, con un percorso portato innanzi da Denise Maria Pagano per la progettazione e l’allestimento della mostra conclusiva.

I laboratori si svolgeranno presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Piazza Museo 19, Napoli), il  Museo Pignatelli (Villa Pignatelli, via Riviera di Chiaia 200, Napoli) e lo  Studio fotografico Biasiucci (via Tribunali 186, Napoli).

Mercoledì 13 febbraio, nella sala conferenze del MANN, si è tenuto, alla presenza del direttore del Museo Paolo Giulierini, il primo incontro di orientamento con la partecipazione di tutti i ragazzi selezionati. Gli allievi sono stati accolti dal responsabile del progetto Andrea Milanese (MANN), dagli esperti e dai tutor dei quattro laboratori.  I ragazzi coinvolti sono residenti nei quartieri napoletani Stella, San Carlo all’Arena e in zone limitrofe della III Municipalità.

Il MANN fa rete con il territorio e con le istituzioni culturali partenopee perché veicolare messaggi culturali significa formare cittadini consapevoli: per questo, i giovani sono i principali destinatari dei tanti percorsi formativi messi in atto dal Museo”, ha commentato, durante l’incontro, il Direttore Paolo Giulierini.

Testo e immagine da Ufficio comunicazione, rapporti con gli organi di informazione, marketing e fundraising MANN


Andrea Padova per "Passione e impeto" di Palermo Classica winter

PALERMO CLASSICA winter

PASSIONE E IMPETO | Rachmaninov  Tchaikovsky  Liszt

Domenica 17 febbraio | Andrea Padova

Si ritorna al pianoforte solista con l’italiano Andrea Padova – indicato nel 2008 dalla rivista Insound come “una delle figure più interessanti del panorama pianistico contemporaneo - pronto a misurarsi con le trascrizioni di Liszt da Wagner e Verdi. Il concerto del pianista italiano è in programma per Palermo Classica, stasera (domenica 17 febbraio) alle 19 nella chiesa di San Mattia ai Crociferi, alla Kalsa.

Tutto dedicato a Liszt il programma di Andrea Padova che abbandona seppur momentaneamente l’amatissimo Bach: che parte dalla convinzione che al compositore ungherese ci lega di fatto il suo grandissimo amore per Wagner, visto che con le sue trascrizioni pianistiche è riuscito a divulgare la grandezza di  opere comeTannhauser, Lohegrin e Olandese volante. In questo caso, Padova  avvia il concerto con un omaggio al melodramma, con “Reminiscenze” sul “Simon Boccanegra” di Verdi. La leggerezza dimenticata nella vecchiaia del “Valzer Obliée n.1”, il peso del sogno si sciolgono tra i giochi d'acqua a Villa d'Este e sfociano nella prima delle “12 Rapsodie Ungheresi per pianoforte”; vero riflesso di contrasti emotivi. Andrea Padova è attualmente impegnato nell’incisione in cd e dvd dell’Integrale delle Sonate per pianoforte di Mozart (Limen). Biglietto: 14,50 euro.

 

Programma concerto

 

Wagner/Liszt

Il sogno di Elsa  (dal Lohengrin)

Il Canto delle filatrici (dall'Olandese Volante)

Oh, Mia Dolce Stella della Sera  (dal Tannhäuser)

Ballata (dall'Olandese Volante)

Verdi/Liszt

Reminiscenze dal Boccanegra

Liszt

Valzer Dimenticato No. 1, S. 215

La Lugubre Gondola (2nd version) S. 134

Anni di pellegrinaggio, Terzo Anno:  No. 4 "Giochi D'Acqua a Villa d'Este"

Rapsodia Ungherese No. 1

 

Andrea Padova

Andrea Padova si è imposto all’attenzione della critica vincendo nel 1995 il “J.S.Bach Internationaler Klavierwettbewerb”. Da allora ha tenuto concerti in tutto il mondo, dalla Scala di Milano alla Carnegie Hall di New York, dal Gasteig di Monaco di Baviera alla Tokyo Opera City Concert Hall. E’ considerato uno dei più innovativi interpreti delle opere di Bach; ha in repertorio oltre 60 concerti per pianoforte e orchestra, dall’integrale dei concerti di Bach al Novecento; e ha lavorato intensamente come interprete nel campo della musica contemporanea con compositori come Pierre Boulez (Festival d’Avignon – Radio France, 1988) e Leonard Bernstein (Orchestra Nazionale di S. Cecilia, 1989). Del suo cd dedicato alle “Variazioni Goldberg” di Bach (Stradivarius, 2015), il Washington Post scrive che “trasmette il senso di superare con successo i limiti delle possibilità umane”. Nel 2005 il suo disco dedicato a composizioni di Ferruccio Busoni ha ottenuto riconoscimenti, tra gli altri, di “Gramophone”. E’ attualmente impegnato nell’incisione in cd e dvd dell’Integrale delle Sonate per pianoforte di Mozart (Limen).

E’ docente di pianoforte e pianoforte storico nel Conservatorio “Boito” di Parma. Spesso invitato a tenere master class in Europa, Stati Uniti e Giappone, è stato presidente o membro delle giurie dei Concorsi Internazionali Pianistici “Bach”” (Würzburg), “Thalberg” (Napoli) “Porrino” (Cagliari) “Liszt-Zanfi” (Parma) Coppa Pianisti di Osimo.

 

Andrea PadovaPROSSIMI CONCERTI. Il prossimo appuntamento di Palermo Classica sarà tra una settimana, domenica 24 febbraio, alle 19 con un recital del duo formato dal pianista Onofrio Gallina e dal contralto russo Oksana Lazareva. Eseguiranno lieder di Rachmaninov e di Tchaikovsky

 

I biglietti (da 8 a 14,50 euro; abbonamenti da 50 euro) si acquistano presso l'Accademia Palermo Classica in via Paolo Paternostro, 94; online sul circuito CiaoTickets.com; la sera stessa del concerto alla chiesa di San Mattia dei Crociferi. Info: 091.332208 | 366.4226337 | www.palermoclassica.it.

 

 

PROGRAMMA WINTER SEASON PALERMO CLASSICA 2018/2019

 

17 febbraio, ore 19

Andrea Padova, piano

 

Wagner/Liszt

Il sogno di Elsa  (dal Lohengrin)

Il Canto delle filatrici (dall'Olandese Volante)

Oh, Mia Dolce Stella della Sera  (dal Tannhäuser)

Ballata (dall'Olandese Volante)

Verdi/Liszt

Reminiscenze dal Boccanegra

Liszt

Valzer Dimenticato No. 1, S. 215

La Lugubre Gondola (2nd version) S. 134

Anni di pellegrinaggio, Terzo Anno:  No. 4 "Giochi D'Acqua a Villa d'Este"

Rapsodia Ungherese No. 1

 

24 febbraio, ore 19

Onofrio Gallina, piano

Oksana Lazareva, contralto

 

Rachmanivov

Lila  Op. 21 No. 5

Le Margherite  Op. 38 No. 3

La Notte è Triste  Op. 26 No. 12

Le Acque Primaverili Op. 14 No.11

Lei è Più Bella del Giorno Op. 14v No. 9

Nel Silenzio della Notte  Op. 4 No. 3

Oh, Non Cantare, Bellezza Op. 4 n. 4

Tchaikovsky

Perchè? Op. 28 No.3

Splendevano miti le stelle Per Noi Op. 60 No. 12

Solo Chi Conosce la Nostalgia Op. 6 No. 6

Serenata di Don Giovanni Op. 38 No. 1

Aspetta Ancora Op. 16 No. 2

Pianto della sposa

Non una Parola, Amico Mio Op. 6 No. 2

 

3 marzo, ore 19

Kristina Miller, piano

 

Tchaikovsky

Sonata in Sol maggiore per pianoforte Op. 37

Rachmaninov

Momenti musicali Op. 16 No. 3&4

Polka di V.R.

Tchaikovsky

Valzer Sentimentale, Op. 51 No. 6

Liszt

Rapsodia Ungherese No. 2, S. 244 (con cadenza di Rachmaninov)

 

10 marzo, ore 19

Franck Laurent-Grandpré,  piano

 

F.-Grandpré

Estratti di Sagrada Familia

Wagner/Liszt

Morte d'Amore (da Tristano e Isotta)

Tchaikovsky

Le Stagioni No. 6 "Giugno"

Le Stagioni No. 12 "Dicembre"

Rachmaninov

Preludio Op. 3 No. 2

10 preludi Op. 23

Dom 17/03/2019

Tchaikovsky

Le Stagioni Op. 37

Rachmaninov

Elegia Op. 3 No. 1

Liszt

Venezia e Napoli, S. 162

Parafrasi sul Rigoletto di Verdi

Reminescenze dal Don Giovanni di Mozart

Marton Kiss,piano

 

24 marzo, ore 19

Stéphanie Elbaz, piano

 

Tchaikovsky

Romanza Op. 19

Le Stagioni Op. 37 No. 4"Aprile"

Rachmaninov

Preludio in Si bemolle Maggiore Op. 23 No. 2

Momento Musicale No. 1 Op. 16

Preludio Op. 3 No. 2

Momenti musicali Op. 16 No. 4

Preludio Op. 23 No. 5

Verdi/Liszt

Parafrasi dal Rigoletto S. 434

Schubert/Liszt

Margherita all'Arcolaio  S. 558 No. 8

Liszt

Campanella (Grandi studi di Paganini S. 141 No. 3)

Mendelssohn/Liszt

Sulle Ali del Canto, S. 547

Liszt

Rapsodia Ungherese No. 2

 

31 marzo, ore 19

Anna Kurasawa, piano

 

Tchaikovsky

Album per Infanti  Op. 39

Liszt

Rapsodia Spagnola S. 254

Rachmaninov

Quadri-studio Op. 39 No.1,2,3,4,5,9

 

7 aprile, ore 19

Primavera Shima, piano

 

Rachmaninov

Variazioni Corelli Op. 42

Liszt

Ballata No. 2

Tchaikovsky

Dumka

Wagner/Liszt

Tannhauser

 

Testo e immagini da Ufficio stampa Palermo Classica