Parco Archeologico di Paestum

Giornata su autismo e musei a Paestum. Il Parco cresce ancora: +15% nel primo trimestre

Giornata su autismo e musei a Paestum

Il Parco cresce ancora: +15% nel primo trimestre

Parco Archeologico di PaestumNumeri, ma non solo: il Parco Archeologico cresce. Aumentano, oltre ai visitatori che nei primi tre mesi del 2019 hanno fatto un balzo del +15% in avanti, anche le forme di fruizione inclusiva nella città magno-greca meglio conservata. Il 2 aprile, Giornata Mondiale sulla Consapevolezza dell'Autismo, un convegno nel Museo Archeologico Nazionale ha fatto il punto sulla fruizione del sito da parte di persone affette da disturbi dello spettro autistico. Come ha evidenziato il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, si è voluto creare un'occasione per "parlare non delle persone interessate, ma con loro. Spesso le persone non soffrono tanto dell'autismo, quanto dell’intolleranza e incomprensione da parte degli altri. Noi come Museo nel nostro piccolo vogliamo contribuire ad abbattere le barriere di questa mancata inclusione, perché crediamo che la diversità possa essere un arricchimento per tutti, premesso che il contesto sia tale da consentirlo."

Tra i relatori del convegno Alfonso Andria, membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico; Vincenzo Inverso, Consigliere del Parco Nazionale del Cilento; Enrico Deuringer dell’Ufficio Stampa Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Sono intervenuti inoltre Paolo Maietta del Centro Europeo per l’autismo di Cicerale; Paolo Sarra dell’Associazione “Autismo fuori dal silenzio” di Eboli; Mariajosè Luongo e Marco Vasile dell’Ufficio Fruizione che hanno raccontato le esperienze vissute da tutto il gruppo di lavoro sui progetti relativi all’accessibilità messi in campo dal Parco Archeologico di Paestum. Hanno concluso i lavori Luisa Varriale dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e Giovanni Minucci, rappresentante dell’Associazione Cilento4all che, nell’ambito del progetto “Un Tuffo del Blu” dedicato a bambini e ragazzi speciali, ma in generale a tutti, si occupano anche della formazione del personale del Parco impegnato nelle attività didattiche. Nel corso della giornata sono stati esposti al pubblico alcuni lavori realizzati dagli alunni dell’IIS “Basilio Focaccia” di Salerno durante i laboratori dei linguaggi espressivo-creativo.

Intanto, il Parco Archeologico di Paestum cresce anche in termini di flussi. Tra gli effetti positivi che hanno contribuito ad un ulteriore ampliamento della fruizione, aumentata del 42% negli ultimi tre anni, si annovera l'iniziativa #iovadoalmuseo voluta del Ministro Bonisoli che prevede un aumento delle gratuità. "Anche l'abbattimento di barriere economiche contribuisce all'accessibilità - rammenta il direttore - Siamo felici che Paestum si pone sempre di più come un punto di riferimento non solo storico-archeologico, ma anche socio-culturale in un territorio che ha tutte le caratteristiche per uno sviluppo virtuoso."

INFO SULLE GRATUITÀ AL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM:

Le prime domeniche del mese da ottobre a marzo e tutti i giovedì pomeriggio ingresso gratuito dalle ore 18:00 alle 19:30, ultimo ingresso ore 18:50.

Ogni primo e terzo giovedì del mese, aperitivi al museo con SlowFood Cilento. Costo dell’iniziativa € 5,00, da pagare in biglietteria dopo aver ritirato il biglietto gratuito di ingresso al museo e all’area archeologica. L’ingresso è gratuito per chi non partecipa all’aperitivo.

L’ingrediente di questo giovedì, 4 aprile è il carciofo di Paestum, protagonista delle tavole primaverili, preparato dallo chef stellato Christian Torsiello dell’osteria Arbustico in un intrigante Lollipop al carciofo accompagnato dalla birra artigianale Fruma.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Paestum

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Rubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane

Rubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane

Palazzo di Lebrija, Siviglia > dal 4 aprile al 22 settembre 2019

Due dei più importanti capolavori di Peter Paul Rubens, indiscusso capofila del Seicento fiammingo, arrivano dall’Italia in Spagna: Ercole nel giardino delle Hesperides e Deyanira tentata dalla Furia.

Le due grandi tele conservate presso i Musei Reali di Torino - Galleria Sabauda saranno esposti nel Palazzo di Lebrija di Siviglia dal 4 aprile al 22 settembre
Ercole nel giardino delle Hesperides Musei Reali di Torino
Pedro Pablo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640), Hércules en el jardín de las Hespérides, 1638, óleo sobre lienzo, 246 x 168,5 cm, Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda

Due dei più importanti capolavori di Peter Paul Rubens, indiscusso capofila del Seicento fiammingo, arrivano dall’Italia in Spagna: Ercole nel giardino delle Hesperides e Deyanira tentata dalla Furia. Le due grandi tele conservate presso i Musei Reali di Torino - Galleria Sabauda saranno esposti nel Palazzo di Lebrija di Siviglia dal 4 aprile al 22 settembre in una mostra intitolata Rubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane.

Deyanira tentata dalla Furia Palazzo di Lebrija Siviglia
Pedro Pablo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640), Deyanira tentada por la Furia, 1638, óleo sobre lienzo, 245 x 168 cm, Torino, Musei Reali – Galleria Sabauda

La mostra rientra in un più ampio progetto dal titolo “Capolavori dalle Collezioni italiane” che prevede di portare d’ora in poi diversi capolavori, provenienti dai più importanti musei italiani, nella splendida cornice della casa museo Palacio de Lebrija, tracciando ogni volta un fil rouge con i prestigiosi reperti ivi conservati.

L’esposizione propone un raffronto diretto tra le opere provenienti dall’Italia e i mosaici e le sculture della collezione unica del Palazzo sivigliano: Ercole e Deianira saranno i protagonisti di un aperto dialogo con le figure mitologiche che popolano le decorazioni musive, gli arabeschi del patio e i busti marmorei di ispirazione classica greco-romana conservati nel Museo.

Studioso e umanista dall’intelletto vorace, Rubens è vicino alla Spagna per l’amicizia con l’altro grande pittore barocco Diego de Velázquez e per aver servito tra le corti europee anche quella spagnola. Le due punte di diamante della sua produzione artistica che saranno esposte a Siviglia raccontano due diversi episodi delle storie di Ercole.
Nelle prima imponente tela - 2,46 x 1,68 metri - l’eroe è raffigurato nel momento in cui, dopo aver ucciso il serpente guardiano Ladone, raccoglie dall’albero i pomi d’oro che erano custoditi nel giardino delle Esperidi, cioè i frutti che avrebbero dato compimento alla sua undicesima fatica. Con il braccio destro egli si appoggia al bastone ligneo da lui stesso costruito per affrontare la prima fatica contro il leone di Nemea, di cui indossa la pelle che lo avvolge e che, insieme alla clava, divenne il suo principale attributo.  Ercole calpesta vittoriosamente la testa del feroce serpente che giace esangue ai suoi piedi, mentre ha ancora la zampa avvinghiata alla clava, nell’ultimo disperato tentativo di resistere alla forza sovrumana del semidio.
Nel secondo maestoso dipinto - 2,45 x 1,68 metri - Deianira, sposa di Ercole (che ricorda le fattezze della seconda moglie di Rubens, Hélène Fourment) è rappresentata mentre alza lo sguardo verso l’alto prestando attenzione alle parole che le bisbiglia la Furia, dea della vendetta con i capelli di serpente che, piegandosi verso di lei, le offre la tunica bagnata dal sangue del centauro Nesso. Non sospettando che il sangue fosse avvelenato, ma credendolo invece una pozione amorosa che le avrebbe fatto riconquistare l’amore del marito, invaghitosi della bella Iole, Deianira offrirà successivamente il manto in dono a Ercole, provocandone la morte atroce e uccidendosi a sua volta per il rimorso.

L’inestimabile valore artistico dei tesori custoditi nel Palazzo de Lebrija si arricchisce con queste due grandi opere: e chi, se non proprio Rubens, definito “L’Omero della pittura” da Eugéne Delacroix, poteva adempiere al meglio a tracciare un fil rouge con i prestigiosi reperti ricchi di spunti mitologici conservati a Siviglia?

La mostra Rubens: Ercole e Deianira. Capolavori dalle collezioni italiane è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro - Internazionale e realizzata da Poema, Comediarting e Arthemisia, con il patrocinio del Comune di Siviglia.

Curata da Anna Maria Bava, Direttore della Galleria Sabauda di Torino con la collaborazione di Cristina Carrillo de Albornoz de Fisac, l’esposizione è ospitata nel Museo Palacio de la Condesa de Lebrija dal 4 aprile fino al 22 settembre.

Afferma Don Emmanuele F. M. Emanuele di Villabianca, Barone di Culcasi, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, che promuove la mostra: “Sono davvero lieto di aver contribuito a portare a Siviglia, splendida città di un Paese, la Spagna, che particolarmente amo, queste due importanti opere di Pieter Paul Rubens, provenienti dai Musei Reali di Torino, le quali trovano oggi un’ideale collocazione nello splendido Palacio de la Condesa de Lebrija. I dipinti, datati 1638, assai significativi anche per il loro contenuto filosofico, morale e allegorico, che supera quello immediato di semplice narrazione di gesta eroiche, appartengono all’ultimo periodo di vita di Rubens, pittore assai prolifico, che soggiornò e lavorò a lungo sia in Spagna (soprattutto a Madrid) sia in Italia, in particolare a Firenze, Genova e Roma. Egli si qualifica come l’indiscusso capofila del Seicento fiammingo, caratterizzato, appunto, da una spinta italianeggiante e classicheggiante, e non a caso fu tra i primi artisti a contribuire in Italia allo sviluppo dell’arte barocca, così distante dalla pittura tipica olandese, i cui soggetti privilegiati erano invece le scene di vita quotidiana della nuova borghesia dei centri urbani: un’arte dalla forte connotazione civile cui nel 2008 ho dedicato, a Palazzo Cipolla a Roma, la grande mostra “Da Rembrandt a Vermeer. Valori civili nella pittura fiamminga e olandese del ’600.”

IL DIALOGO TRA LE OPERE
Ercole nel giardino delle Hesperides si collega al principale mosaico del Palazzo - in cui sono rappresentate le avventure amorose di Zeus, padre di Ercole.
L’episodio poi è curiosamente legato alla Spagna perché le Esperidi nella mitologia greca erano le ninfe che si occupavano di un meraviglioso giardino che, secondo il geografo greco Estrabón, era un posto situato nel sud della penisola iberica con un boschetto di mele dorate che donavano l’immortalità.
L'interazione è poi particolarmente intensa tra l’opera Deianira tentata dalla furia e il Busto giovanile di Afrodite, replica dell’originale di Fidia scolpito dal suo discepolo Agoracrito di Paros nel V secolo a.C.
Altra scultura in dialogo con questo olio è il marmo raffigurante Minerva, con l’elmo sul capo e con un gorgoneion che le decora il petto raffigurante la testa di Medusa, offertole da Perseo. Rappresentata in un atteggiamento di lotta che richiama la figura di Deianira, abile conduttrice di carri nelle battaglie e praticante l’arte della guerra.

Il Palazzo
Il Palazzo della Contessa di Lebrija o Palazzo di Lebrija, a Siviglia, edificio risalente al XVI secolo, si compone di circa 2.500 m2 su due piani ed è situato in una delle strade più trafficate del centro città. In esso sono contenuti gli oggetti acquisiti durante i suoi viaggi dalla contessa Doña Regla Manjon, illustre signora, prima donna accademico di Belle Arti di Santa Elisabetta d'Ungheria a Siviglia, accademico della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando a Madrid, e soprattutto appassionata di archeologia, tanto da acquistare i terreni in cui si sospettava fossero sepolti reperti archeologici per scavare, salvarli dalla distruzione e restaurarli. Il piano terra del palazzo è composto da diverse stanze e cortili, dove sono costuditi resti archeologici e una straordinaria collezione di mosaici romani che compongono la pavimentazione di tutto il suolo. Al piano superiore le camere sono conservate come erano abitate dalla famiglia fino alla morte dell'ultimo Conte di Lebrija nel 1999. Inoltre, il palazzo ospita una vasta libreria con oltre 4.000 volumi. Nel corso delle diverse stanze del palazzo è possibile anche ammirare elementi della lingua araba e romana, una raccolta di parapetti e, inoltre, anfore, colonne e sculture, busti greco-romani e rappresentazioni mitologiche insieme ad altre di stile cinese e persiano, il tutto esposto sia sui muri che nelle vetrine. Tra i dipinti, che a loro volta sono veri tesori, si annoverano opere di Van Dyck, Bruegel il Vecchio, Joaquín Sorolla e Murillo School.L’artista
Peter Paul Rubens (Westfalia, 1577 - Anversa, 1640), il grande pittore del Barocco, è stato uno dei grandi maestri della storia dell'arte, uno studioso e un appassionato cultura umanistica dell'antichità. All'età di dodici anni, in seguito alla morte del padre, si trasferisce con la famiglia ad Anversa, dove potè entrare nelle botteghe dei pittori di spicco dell’epoca, tra cui Otto van Veen, che ha avuto una certa rilevanza per la formazione dei giovani artista. Nel 1600 partì per un viaggio di studio in Italia, in visita a Venezia e poi Mantova, dove Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova, gli conferì la qualifica di pittore di corte, che ha mantenuto durante gli otto anni del suo soggiorno italiano. In quegli anni, si recò in visita anche a Firenze, Genova e Roma, dove realizzò le opere di Santa Elena con la Vera Croce, L’incoronazione di spine e L’elevazione della Croce, opere commissionate per la Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme dal principe Alberto di Austria, reggente dei Paesi Bassi. Nel 1603 era a Madrid, con Filippo III, inviato dal Duca di Mantova in una missione diplomatica; nella capitale spagnola ha avuto l'opportunità di studiare le straordinarie collezioni reali, ed è stato in quel momento che è diventato amico di un altro grande del Barocco, Diego de Velázquez. Nel 1606, sempre a Roma, è stato incaricato di dipingere la tela dell'altare maggiore della Chiesa Nuova, dove i riferimenti a Correggio, Tiziano e Veronese sono evidenti, e tutti gli elementi che diventeranno tipici del Barocco romano sono presenti. Nel 1608 tornò ad Anversa, dove fu nominato pittore degli arciduchi Alberto d'Austria e Isabella Clara Eugenia. Lì si sposò ed aprì uno studio. Il lavoro pittorico di Rubens è infinito. Dal 1620, coadiuvato dal suo fiorente laboratorio, intraprese numerosi grandi opere decorative in ​​città come Anversa, Parigi, Londra o Madrid, oltre a una straordinaria produzione di ritratti. I dipinti di Rubens sono caratterizzati dalla vividezza del colore, mutuata dalla scuola veneziana, in particolare da Tiziano, ed anche dal movimento e dalla vitalità della composizione; lo caratterizza anche la rappresentazione di figure di grande carnalità, quelle maschili assai muscolose - influenza di Michelangelo - e quelle femminili molto sensuali. Ci sono quattro temi principali che si trovano in tutta la sua carriera artistica: i ritratti, (determinati dalla clientela che aveva, tra cui re, regine, e in generale nobili), i paesaggi, la mitologia e i temi religiosi. In quest'ultimo ambito, Rubens si è adeguato ai principi della Controriforma, requisito che era in linea con le richieste e le commissioni ricevute dal clero e dalle fraternità.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Artemisia

Albania si gira! Festival del cinema albanese

Albania, si gira! L'Italia e gli italiani nella cinematografia albanese

Albania, si gira! L'Italia e gli italiani nella cinematografia albanese durante e dopo il comunismo

Dal 4 al 7 aprile uno sguardo sull'Italia e gli italiani, attraverso la ricca produzione cinematografica albanese dei tempi della propaganda e della successiva epoca del post-comunismo

Albania si gira! Festival del cinema albaneseRoma, 1 aprile 2019 – Al via giovedì 4 aprile, per quattro giorni, alla Casa del Cinema, la prima edizione di Albania, si gira! - rassegna di cinema albanese prodotto dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. In programma alcuni dei film che ne hanno fatto la storia, pellicole (35 mm) dell'Archivio Centrale di Stato del Cinema d’Albania per la prima volta proiettate fuori dai confini nazionali e tradotte per l'occasione in italiano.

Il festival, ad ingresso gratuito, ospiterà quotidianamente esponenti del mondo cinefilo albanese e italiano - registi, musicisti, sceneggiatori - oltre ai contributi di storici dell'AISSECO (Associazione Italiana Studi di Storia dell'Europa Centrale e Orientale) che ci guideranno in una doppia esplorazione: da un lato come la cinematografia albanese abbia riflesso e in parte forgiato l'identità storica e sociale del paese, dall'altro il modo in cui si sono articolate le relazioni tra albanesi ed italiani.

L'Italia ha infatti avuto un ruolo importante nelle vicende storiche degli albanesi, i quali di riflesso hanno sempre mostrato una particolare attenzione al “bel paese”, esprimendola coralmente e artisticamente attraverso il cinema. A cominciare dal film d'esordio della rassegna, “Generale Grammofono/Gjeneral Gramafoni” (1978), regia di Viktor Gjika, pluripremiato nei Balcani, in cui il protagonista Halit Berati - virtuoso clarinettista - viene invitato da un impresario italiano a incidere i suoi brani per grammofono. L'obbiettivo del festival è di confrontarsi con le caratteristiche ambivalenti e contraddittorie che l'“italiano” di volta in volta ha assunto nella narrazione filmica albanese, durante e dopo la coercizione dei regimi.

Il pensiero dominante ritiene che nel periodo comunista gli italiani fossero dipinti dagli albanesi come nemici e fautori di una politica imperialista, ma che interiormente la maggior parte del popolo albanese considerasse l'Italia come un luogo dove ricercare la possibilità di una vita migliore, e più in generale il luogo di contatto più prossimo all'Occidente. Nel film “Lindje Perendim Lindje/ Est Ovest Est” (2009), regia di Gjergj Xhuvani, nominato come Miglior Film in Lingua Straniera al 83rd Academy Awards, il viaggio verso l’Ovest costituisce un fatto eccezionale e i cinque ciclisti designati a rappresentare l'Albania al tour de France, si preparano con grande trepidazione a godere del privilegio. Tuttavia a Trieste apprendono la notizia che in Albania il regime è caduto e il paese è in rivolta. Soli e sfiduciati, abbandonati al loro destino dai funzionari dell’ambasciata, decidono di affrontare in bicicletta il difficile ritorno in patria.

Il recondito "Italian Dream" avrebbe eventualmente trovato sfogo subito dopo il crollo della dittatura quando molti albanesi intrapresero dei viaggi pericolosi e spesso spettacolari verso le coste italiane. In “Lettere al vento” (2003) del celebre regista Edmund Budina, un padre – Niko – ex Segretario del partito Comunista, parte dall' Albania per scoprire il destino di suo figlio Mikel emigrato in Italia.

Gli autori albanesi spesso hanno dato vita a personaggi che suscitano nello spettatore diverse tonalità emotive: il disprezzo e la derisione, ma anche la compassione e l'empatia. Indipendentemente dai singoli eventi storici che possono aver condizionato le loro relazioni, vi è una costante che ritorna nei film albanesi, ovvero il reciproco rapporto di prossimità, geografico, culturale, emotivo. “Caro Nemico/I dashur armik”, premiato come Miglior Sceneggiatura Europea al Sundance Film Festivaldel 2004, ancora a firma di Gjergj Xhuvani, è ambientato nel settembre 1943, quando l’Italia fascista si arrende. In seguito alla disordinata smobilitazione, un partigiano, un collaborazionista albanese, un soldato italiano ferito, un ebreo, un ufficiale tedesco e una nonna con i suoi nipoti trovano rifugio presso Harun, un piccolo commerciante. La casa si trasforma in una vera a propria torre di Babele.

I film per la cultura albanese rappresentano anche un vero e proprio tesoro antropologico, poiché attraverso le riprese sono state immortalati suoni e musiche, modi di parlare ed espressioni, atteggiamenti, costumi, arredi, paesaggi urbani e rurali, storie popolari, attività e mestieri, che si sono trasformati o che sono addirittura svaniti. Si rivolge lo sguardo alle tradizioni del passato, attraverso i film, anche per cercare le discontinuità - o imprevedibili affinità - col tempo presente.

La rassegna è ideata e curata dall’Associazione CulturalPro, in collaborazione con il Ministero della Cultura Albanese, l’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia, l’Archivio Centrale di Stato del Cinema d’Albania, e con il patrocinio dell'Associazione Italiana Studi di Storia dell'Europa Centrale e Orientale.

Ufficio stampa: Marco Bonetti; [email protected] 3332476846

PROGRAMMA

"ALBANIA, SI GIRA!"
FESTIVAL DEL CINEMA ALBANESE
4 - 7 APRILE 2019

GIOVEDÌ 4 APRILE | Ingresso solo ad invitati
17:00/18:00 – Intro Festival e Saluti Istituzionali
18:00 – Proiezione Generale Grammofono/Gjeneral Gramafoni di Viktor Gjika (35mm, lingua originale con sottotitoli in italiano)

20:00/21:00 – Dibattiti

VENERDÌ 5 APRILE | Ingresso Libero
18:00 – Proiezione Concerto nell'anno 1936 di Saimir Kumbaro (35mm, lingua originale con sottotitoli in italiano)

19:30/20:30 – Dibattiti 
21:30 – Proiezione Est Ovest Est di Gjergj Xhuvani (lingua italiana)

SABATO 6 APRILE | Ingresso Libero
16:00 – Proiezione Lettere al Vento/Letra Ere di Edmond Budina (lingua italiana)
18:00 – Proiezione L'uomo con il cannone/Njeriu me top di Viktor Gjika (35mm, lingua originale con sottotitoli in italiano)
19:30/20:30 – LETTURA SCENICA | Il mio zio italiano di Eliza Çoba con Anita Pagano (attrice) e Ana Lushi (soprano); regia di Ottavio Costa (lingua italiana)
21:30 – Proiezione Caro Nemico/I dashur armik di Gjergj Xhuvani (35mm, lingua originale con sottotitoli in italiano)

DOMENICA 7 APRILE | Ingresso Libero
16:00 – Dibattiti
17:00 – Proiezione L'ultimo desiderio/Amaneti di Namik Ajazi (lingua italiana)
19:00 – Proiezione Bota Cafè/Bota Cafè di Iris Elezi e Thomas Logoreci (lingua originale con sottotitoli in italiano)
21:30 – Proiezione Papaveri rossi sui muri/Lulekuqet mbi mure di Dhimiter Anagnosti (35mm, lingua originale con sottotitoli in italiano)

Albania si gira!

Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura


alla scoperta del Lazio

"Alla scoperta del Lazio", in viaggio tra i comuni della Regione

ALLA SCOPERTA DEL LAZIO

In viaggio tra i comuni che hanno concorso al titolo Città della cultura del Lazio 2019

Dal 5 al 7 aprile eventi straordinari, visite guidate, trekking, degustazioni e laboratori

per conoscere le eccellenze culturali ed enogastronomiche del Lazio

 

alla scoperta del Lazio 

Nel 2018 la Regione Lazio è stata la prima a istituire una “Città della Cultura” regionale (dando seguito alla LR 17/2016) partendo dalla convinzione che la cultura è un fattore fondamentale per lo sviluppo e la promozione del territorio. Per l’edizione 2019 sono stati presentati 29 progetti che hanno coinvolto 80 comuni in forma singola o associata: una partecipazione importante che si è deciso di valorizzare con una giornata di riflessione e incontro tra istituzioni, operatori turistici e insegnanti realizzata il 20 marzo al WeGil di Roma.

A questa giornata seguiranno, nel week-end del 5-7 aprile, diversi appuntamenti sul territorio a cura dei comuni coinvolti per dar modo al pubblico di visitarli e di conoscerne anche dal vivo le eccellenze culturali, turistiche ed enogastronomiche, grazie a eventi speciali, visite guidate, trekking, degustazioni e laboratori. In programma anche presentazioni di libri, proiezioni di documentari, mostre ed esposizioni di artigiani.

 

Queste le principali iniziative del week-end. Il programma completo e le modalità di partecipazione sono consultabili su www.visitlazio.com/allascopertadellazio

 

Provincia di Roma

 

Albano Laziale offrirà un fine settimana all’insegna della cultura e del gusto: tre passeggiate narrative in compagnia di un esperto che guiderà il pubblico tra i monumenti della città in compagnia di due attori che, con racconti e aneddoti, racconteranno i luoghi e le opere della città, le abitudini alimentari e i costumi sociali tipici delle loro epoche. Al termine del percorso narrativo degustazione guidata di vini e pietanze locali ispirate all’epoca della visita: venerdì ore 18.30 La vita quotidiana nei castra albana; sabato ore 18.30 I Signori della Civitas Albana e domenica ore 11 Al tempo del tridente di Albano.

Ad Allumiere sabato e domenica ore 10 partiranno due itinerari: Allumiere tra storia e natura, una visita al monumento naturale Bosco Faggeto integrata con la visita al museo civico, sezione di Archeologia industriale, dove si potrà ripercorrere la storia della scoperta dell’allume sui Monti della Tolfa; Allumiere tra storia e spiritualità, visita guidata al “Museo Archeologico Naturalistico Adolfo Klitsche De La Grange” con particolare attenzione alla sezione archeologica e storica. L’itinerario si concluderà con la visita all’Eremo della Trinità, il più antico luogo di culto della zona.

I visitatori di Anzio nel week-end potranno assistere a DiportAnzio, manifestazione per lo sviluppo turistico e commerciale delle imbarcazioni da diporto presso il molo e banchina del Porto Innocenziano. Inoltre, sabato e domenica i musei della città saranno aperti al pubblico gratuitamente con visite guidate su prenotazione.

In tutto il fine settimana ad Ariccia in programma visite guidate a Palazzo Chigi e domenica ore 18 concerto jazz al museo. Da venerdì a domenica ore 10-13 e 15-18apertura speciale della Locanda Martorelli “Museo del Grand Tour” dedicato ad artisti e intellettuali che nel XIX secolo hanno frequentato Ariccia e i Castelli Romani.

Castelnuovo di Porto in programma sabato ore 9.30 Archeotrekking Cave di Grotta Colonna; domenica ore 9.30 Archeotrekking Belmonte e, nella giornata di domenica, un fitto programma di visite guidate: alle 10 a Rocca Colonna che conserva al suo interno splendidi esempi di pittura duecentesca e alla Loggia Pinta; alle11.30 al centro storico; alle 15.30 alla Collegiata Santa Maria Assunta. Sempre domenica dalle 10 alle 19 percorso enogastronomico e mercato agricolo km 0.

 

Cave venerdì, sabato e domenica sia mattina sia pomeriggio Visita guidata al “Museo Lorenzo Ferri & Presepe Monumentale” e all’architettura liberty presente in città. Domenica 7 ore 11.30, 15.30 e 17.30 percorso multimediale La Città va in Scena: Il Feudo Perduto...sulle tracce dei Colonna. Inoltre, per i visitatori del week-end, presso la sede della Pro Loco Cave, in via Cavour 27, sarà offerta un’ampia degustazione dei prodotti tipici locali.

Oltre alla consueta apertura dei suoi siti archeologici, Cerveteri offre: venerdì 5 aprile l’apertura della mostra archeologica “Il Patrimonio ritrovato a Cerveteri. I predatori dell’arte e le storie del recupero”sabato 6 ore 11 l’apertura straordinaria “Tombe del Comune”, sito archeologico che comprende monumentali tombe ipogee risalenti al IV – III secolo a.C.  normalmente non accessibile ai visitatori e, dalle ore 12.30, degustazione dei prodotti tipici ceretani nelle enoteche e ristoranti del centro storico. Infine, domenica 7 aprile ore 11 visita guidata alla Necropoli etrusca della Banditaccia.

Fiumicino presenterà: sabato e domenica la visita alla Necropoli di Porto e al Porto di Traiano (ore 10-16); visite nel centro storico della città e dalle 9 alle 11 al Castello di Torre in Pietra (solo su prenotazione). Domenica dalle 10 alle 17 visite guidate all’Oasi Macchia Grande e al bosco Foce dell’Arrone (su prenotazione). Infine domenica dalle 15 alle 19 a Villa Guglielmi Festa di corte: rievocazione storica dell’antico splendore della villa settecentesca.

A Gallicano nel Lazio sabato ore 9.30 escursioni e camminamenti presso gli Acquedotti romani con il supporto di una guida esperta e alle ore 12.30 visita al castello di Passerano con degustazione di prodotti tipici del territorio.

Genazzano offrirà sabato ore 10 e ore 15 visita al Castello Colonna e al museo dell’infiorata con degustazioni di prodotti tipici; domenica ore 10 visita guidata ai principali monumenti del paese e nel borgo medievale; ore 15 visita al Castello Colonna e al museo dell’infiorata e alle 16 spettacolo musicale all’interno del Cortile del Castello.

Gorga durante il week-end sarà possibile partecipare a Escursioni in paese e degustazioni di prodotti tipici locali presso la trattoria “Da Mozzetta” nei pressi dell’Osservatorio Astronomico; in programma anche visite guidate e spettacoli presso il Planetario e l’Osservatorio (venerdì e sabato ore 21, domenica ore 9.30).

Lanuvio sabato ore 18 Mens sana in corpore sano al Centro Polivalente (ingresso libero); domenica ore 10 e ore 11 John Izard Middleton: un archeologo americano nel Lazio, un documentario per conoscere il territorio dei Castelli Romani e delle “città del calcare” attraverso gli occhi di un uomo che nella prima metà dell’800 viaggiò molto nel Lazio e rimase incantato da questi luoghi.

A Lariano sabato ore 9.30 escursione guidata nei boschi, tra fonti e sorgenti; ore 10 Laboratorio dedicato a grandi e piccoli per imparare a impastare e cuocere il pane di Lariano (replica domenica ore 10); ore 15.30 visita guidata alla scoperta del legno castagno; domenica ore 9.30 escursione in Mountain Bike o a cavallo tra i suggestivi sentieri dei boschi di Lariano; ore 9 visita ai ruderi dello storico Castello del “Maschio di Lariano” percorrendo boschi e suggestivi itinerari.

Dal 5 al 7 aprile Nettuno ospiterà, presso il Porto Turistico, la Tappa Nazionale Di Vela Classe J24; venerdì ore 10 in programma il Percorso gorettiano tra Santuario, Tenda del perdono e Casa del martirio; ore 11.30 nel borgo medievale visita guidata alla scoperta delle grotte e della sorgente naturale. Sabato ore 10 visita guidata al “Museo dello sbarco – Antiquarium”; ore 15 visita all’American Cementery. Domenica 7 ore 10.30 visita guidata al sito militare Torre Astura.

Nelle tre giornate menù esclusivo a base di pesce nei ristoranti convenzionati.

Palestrina sabato ore 10.30 percorso Akropolis che coinvolge anche il comune di Castel San Pietro Romano, partendo dall’area del Santuario di Fortuna Primigenia a Palestrina e terminando sulla sommità del Monte Ginestro. Domenica ore 11 visita guidata al “Museo Archeologico Nazionale” di Palestrina, santuario di Fortuna Primigenia e chiesa di Santa Rosalia (cappella privata della famiglia Barberini).

San Cesareo da venerdì a domenica apertura straordinaria alla “Ferrovia-Museo della stazione di Colonna” con visita guidata.

Tutte le proposte del Comune di Santa Marinella sono gratuite compreso il biglietto d'ingresso per i prenotati al numero 06/39967450. Questi alcuni appuntamenti: venerdì ore 9.30 e 10.30 percorso all'interno della “Città della Scienza”; ore 16 visita archeologica all'Antiquarium di Pyrgi e all'Area Sacra; sabato 6 dalle ore 10 alle ore 13 visita alla Torre Saracena del Castello di Santa Severa; ore 10 Alla scoperta di Castrum Novum percorso all’interno degli scavi Colonia Maritima Civium Romanorum; ore 16 Aperto per … Restauro! per conoscere il nuovo laboratorio di primo intervento conservativo e restauro nel Castello di Santa Severa; domenica 7 ore 11 Visita guidata al Borgo e il Castello di Santa Severa e I Signori del Mare – Laboratorio Ludico Didattico; dalle 11 alle 13 I sapori Buoni appuntamento sul Piazzale del Fontanile del Castello di Santa Severa con degustazione dei prodotti d’eccellenza del territorio; ore 16.30 visita guidata alle ville liberty di Santa Marinella.

 

Tolfa da venerdì a domenica (ore 10-13 e 15-18) visita guidata al “Museo Civico” con sede nel cinquecentesco Convento dei Padri Agostiniani, che ospita interessanti reperti di età etrusca provenienti dal territorio e di età medievale e rinascimentale provenienti da Tolfa. Sabato e domenica visita guidata al centro storico di Tolfa con visita al chiostro del convento dei Padri Cappuccini e dei palazzi storici, salita verso i ruderi della Rocca dei Frangipane e visita delle botteghe del cuoio dove gli artigiani locali producono selle e borse della tradizione tolfetana.

Trevignano Romano dal 5 al 7 visita guidata al “Museo Civico Etrusco Romano Prof. Gregorio Bianchini”; visita libera alla Chiesa di Santa Caterina d'Alessandri. Invece, domenica il Piazzale del Molo ospita: il Mercatino dell'artigianato e dell'antiquariato e La piazza del gusto con degustazione e presentazione dei prodotti a marchio De.Co. del territorio comunale e dei prodotti del cratere sismico (ore 9 -19) e la Gara open di pesca al black bass- terzo Trofeo. L'incasso sarà devoluto all'AIRC - Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

Velletri ospiterà la Festa delle Camelie XXV Edizione. Inaugurazione venerdì ore 15, a seguire, per tutto il week-end visita ai giardini privati delle maestose camelie di Velletri, esposizione e mostra mercato delle camelie, rappresentazioni teatrali, artisti di strada, musica, folklore e canti popolari, cerimonia del tè. Ultimo appuntamento domenica ore 15 con il palio e la giostra dei cavalli.

 

Provincia di Frosinone

Ad Alatri venerdì 5 marzo ore 19 i visitatori del Museo Civico saranno intrattenuti dal direttore con la storia del palazzo e potranno degustare i prodotti tipici del territorio.Sabato dalle 9 alle 13 il museo ospiterà Alatri a pennello, laboratorio gratuito dagli 8 ai 10 anni e una visita guidata (ore 15-19). Domenica apertura gratuita dei siti appartenenti al Sistema Museale Urbano di Alatri (ore 10-18) e nella Biblioteca comunale alle ore 18 in programma Il canto dell’amore: viaggio attraverso la canzone italiana, incontro/concerto che ripercorre la storia della canzone italiana del XX secolo.

 

Ad Aquino in programma visite guidate al museo e ai monumenti della città con partenza dal museo cittadino (venerdì ore 15.30, sabato e domenica ore 10.30 e 15.30).Sabato 6 ore 15.30 il Museo della Città di Aquino ospiterà la lettura con breve introduzione della favola di Amore e Psiche dalle Metamorfosi di Apuleio.

A Ferentino dal 5 al 7 aprile (ore 09.30 – 12.30 e 15.30 – 18.30) in programma l’apertura straordinaria del Museo Diocesano, del Mercato Romano Coperto, dell’Acropoli, della Chiesa di S. Lucia e della Chiesa di S. Francesco. Venerdì ore 20.30 si potrà partecipare a un percorso guidato in notturna e, ancora, nelle tre giornate si potrà visitare una mostra artigianale, partecipare a un workshop sui lavori tradizionali, mentre domenica a pranzo si potranno degustare i prodotti tipici in Piazza Matteotti.

Domenica 7 aprile a Roccasecca dalle 10 alle 19 visita guidata storico-religiosa al centro storico del paese, che ha dato i natali a San Tommaso D’Aquino, alla Torre di avvistamento detta “Cannone” e alla Chiesa di S. Croce; alle 16:30 Concerto “al Calar del Sole” con la violinista Celeste Di Meo presso la cosiddetta “Casa di San Tommaso”.

A Trevi nel Lazio venerdì sarà possibile partecipare alle seguenti visite guidate: “Museo delle Piante” (ore 10); Castello Caetani e “Museo civico archeologico Domenico Antonio Pierantoni” (ore 11); Chiesa Santa Maria Assunta (ore 12); Oratorio San Pietro Eremita (ore 12.30); Oratorio Madonna del Riposo (15.30). Alle 13 degustazione piatti tipici presso la Trattoria Pizzeria “Trevi”. Sabato visite a: area faunistica capriolo (ore 9); lago del Pertuso (ore 10); Fonte Suria (ore 11); “Azienda agricola D’Ottavi” con degustazione (ore 12). Alle ore 16 degustazione prodotti tipici locali.Domenica visite a: Edicola di Santa Maria della Portella (ore 8); Arco di Trevi (ore 9.30); Cascata della Pentema e Ponte delle Tartare (ore 12). Alleore 13:30 degustazione piatti tipici Trattoria Il Casale “La Foce”.

A Veroli nel week-end saranno in programma: visite guidate alla città e ai suoi monumenti principali, alla “Biblioteca Giovardiana” e all’antico mulino in pietra baldassarra con degustazione del pane di Veroli; l’apertura straordinaria del “Museo Civico Archeologico” con percorso archeologico integrato e Veroli sotterranea; laboratori enogastronomici; escursioni presso il Torrente Amaseno (sabato 6 ore 10); trekking urbano lungo la cinta muraria osservando il tramonto sulla valle del Sacco (sabato ore 16:30); trekking urbano lungo la strada degli Eremi (domenica ore 9). Infine, domenica 7rievocazione storica nel centro storico Il Passaggio Dei Briganti e Mercatino di prodotti enogastronomici.

 

Provincia di Latina

Formia venerdì dalle 18.30 alle 20 grazie all’allestimento di uno schermo in piazza Vittoria, i partecipanti potranno seguire Formia segreta: gli Ambulacri, una visita virtuale in compagnia di un archeologoSabato e domenica tra le 10.30 e le 13 visita guidata Nei luoghi di Cicero e alla Torre di Castellone e visite libere al Teatro Romano e alla Torre di Mola.

Maenza in programma venerdì dalle 15.30 alle 23 Un anno di Peer Education, concerto saggio dei partecipanti “Propedeutica musicale” e Young Education presso il Castello Medievale. Domenica alle ore 8 partirà l’Ultimo Cammino di San Tommaso con partenza dal Castello mentre alle ore 10 sarà la volta dello Streetworkout, un format d’allenamento all’aperto con ausili di cuffie per il centro storico e ogni 200 metri una fermata con lezione di fitness di 5 minuti.

Nel week-end a Norma in programma visite guidate gratuite al “Museo Civico Archeologico” (venerdì dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 18).Sabato ore 16 presentazione della guida turistica dei Monti Lepini "Monti Lepini – Natura, storia, borghi, itinerari", curata da Stefano Ardito presso il Museo Archeologico;domenica dalle 10 alle 18 visite guidate gratuite al “Parco Archeologico di Norba” con degustazione di prodotti locali; dalle 15 alle 18, apertura straordinaria della sede della Domusculta di Norma nei pressi del “Museo Archeologico”. A seguire visita di un antico frantoio.

Sabato e domenica a Priverno si potrà partecipare a visite guidate nel centro storico e nel “Museo archeologico”, al Borgo di Fossanova all’Abbazia e al “Museo Medievale” e all’area archeologica di Priverno con attività per bambini. Al termine della visita in programma degustazioni di prodotti locali.

 

A Roccagorga in programma sabato ore 17.30 presentazione del libro “Ventuno Lustri” di Cesare Gigli all’Auditorium Comunale e domenica ore 10 in programma Primavera all’EtnoMuseo Monti Lepini, una visita guidata gratuita e degustazione di prodotti tipici presso l’Atrio del Palazzo Baronale.

San Felice Circeo ospiterà le seguenti visite guidate: venerdì 5 ore 9 All’acropoli, Il Baluardo Difensivo Di Circeii; ore 11 alla Villa dei Quattro Venti; sabato 6 ore 9.30 al centro storico; ore 10 alla Grotta delle capre e Grotta del Fossellone, una passeggiata sulla scogliera. Infine, domenica alle 9.30 partiranno due itinerari: Sentieri 755 e 751 e Grotta della Sibilla che tagliano in linea retta il monte e A tavola nel mesolitico, il riparo Blanc uno scavo individuato dal professor Zei nel 1959 che mise in luce un'industria litica del tutto particolare.

Il week-end di Sezze sarà dedicato alla Sagra del Carciofo, che sarà inaugurata da un convegno e una mostra fotografica in programma venerdì 5 ore 18. In occasione della sagra, sabato mattina sarà possibile partecipare a una caccia al tesoro in dialetto setino e domenica ore 16.30 si potrà assistere allo spettacolo con Martufello. Gli stand per le degustazioni saranno aperti sabato dalle ore 20 e domenica dalle 10 alle 20.

 

In programma a Sonnino percorsi di trekking storici e naturalistici, visite guidate ai monumenti naturali di origine carsica e l’apertura del “Museo delle Terre di confine". Inoltre, sabato nel pomeriggio, in occasione del centenario dalla nascita del Maestro Innocenzo Pennacchia, si svolgerà un percorso interattivo lungo le vie del paese con incursioni musicali, poetiche e teatrali e domenica dalle 12.30 nella caratteristica piazzetta di San Pietro si potranno assaggiare i prodotti tipici del territorio.

Provincia di Rieti

Castel Sant’Angelo offrirà sabato ore 10.30 una visita al lago di Paterno, al sito archeologico della “Villa di Tito” in “Acque Cutiliae”, al Casale della “Documentazione sulla civiltà delle Acque in Sabina”; alle 15.30 A spasso tra i vicoli del Borgo di Castel Sant’Angelo tra torri, mura e chiese alla scoperta degli angoli più suggestivi.Domenica in programma la prima edizione della Festa delle Sorgenti: passeggiate a cavallo, dog walking, visite guidate alla scoperta di questi territori ricchi di storia, leggenda e acqua.

Sabato ore 11 a Fara in Sabina inaugurazione della Sala Eretum del “Museo Civico Archeologico” e dell’Ufficio Turistico di Fara in Sabina. A seguire aperitivo e degustazioni di prodotti tipici.

Frasso Sabino e Poggio San Lorenzo presenteranno: sabato 6 ore 10 visita guidata al Castello di Frasso Sabino; ore 11.30 visita al Castello di Poggio San Lorenzo;ore 17.30 Contemplare il cielo, visita astro-turistica presso l’Osservatorio Astronomico di Frasso Sabino. Domenica 7 aprile ore 9.30 visita alle sorgenti e alla flora ripariale del Farfa; escursione archeologica nei territori di Frasso Sabino (ore 11) e Poggio San Lorenzo (ore 15)ore 13 degustazione dei prodotti tipici locali presso l’Osteria Nuova di Frasso Sabino.

Poggio Mirteto sabato dalle 10 alle 17 e domenica dalle 10 alle 13 nella Biblioteca Comunale ospiterà Sabina Libri, la I edizione della fiera dell’editoria dedicata alla Sabina. Oltre alle case editrici che presenteranno le varie pubblicazioni sul territorio saranno allestite mostre fotografiche e stand gastronomici per la degustazione di prodotti tipici.

Rieti sarà possibile ammirare l’esposizione permanente del presepe monumentale di circa 50 mq “Il Presepe di Francesco” (da venerdì a domenica dalle 8 alle 20) e la mostra “Omaggio a Arduino Angelucci” sabato ore 16–19 e domenica ore 11–13 e 16–19 presso il Palazzo Potenziani. Domenica ore 18 in programma il concerto Amor Sacro e Amor Profano che rientra nell’ambito degli appuntamenti della Stagione Concertistica 2019 ospitati nella suggestiva cornice del Foyer del Teatro Flavio Vespasiano.

A Viterbo

 

Domenica 7 aprile 10.30 in programma la visita Dagli Etruschi al Rinascimento: viaggio tra immagini e immaginari di una città che toccherà il Palazzo dei Priori, il quartiere medievale di San Pellegrino e Piazza San Lorenzo. Un viaggio affascinante tra miti, leggende e storia della città.

 

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Regione Lazio


Al Museo del Novecento la personale di Renata Boero “Kromo-kronos”

Milano Art week

Al Museo del Novecento la personale di Renata Boero “Kromo-kronos”

Inaugurazione aperta al pubblico questa sera alle ore 18

Milano, 1 aprile 2019 - Il Museo del Novecento apre la Milano Art week 2019 con la mostra “Kromo-kronos”, personale di Renata Boero, artista genovese con base a Milano attiva nella scena internazionale dagli anni ‘60.

L’esposizione, a cura di Anna Daneri e Iolanda Ratti, è allestita fino al 23 giugno presso gli archivi del museo e propone una rilettura critica del lavoro dell’artista, mettendo in relazione la sua produzione storica con quella più recente. “Kromo-kronos” si apre con una selezione pressoché inedita di Cromogrammi, opere su tela realizzate sperimentando l’interazione di pigmenti naturali ed elementi organici, prodotti a cavallo degli anni ’60 e ’70. In questi lavori, che trovano nella monumentalità e nella processualità su grande scala la propria compiutezza, è possibile osservare la congiunzione tra due aspetti fondamentali della ricerca di Renata Boero: la manualità e la materia.

A partire dai Cromogrammi storici e pressoché inediti, la mostra segue lo sviluppo del lavoro di Renata Boero attraverso le serie Germinazioni, dei Fiori di carta e delle più recenti Ctoniografie, cromogrammi autogeneratisi in assenza dell’artista, che ne innesca il processo di trasformazione interrandoli.
I lavori più attuali presenti in mostra rendono conto della circolarità nell’operare dell’artista e di una sorprendente coerenza nella sua ricerca. L’esposizione è completata da un ampio apparato documentale e bibliografico e invita il pubblico a entrare in uno spazio intimo e personale, quello dello studio, che viene evocato attraverso materiali d’archivio quali strumenti, fotografie, carteggi e libri.

Questa occasione espositiva conferma la volontà del Museo del Novecento di operare nell’ambito della ricerca storico artistica, presentando accanto ai maestri del XX secolo figure di grande interesse, ma ancora poco conosciute al grande pubblico. In questa direzione, partendo da approfondite ricerche d’archivio, si è lavorato ad esempio con le mostre di Amalia Del Ponte, Franco Mazzucchelli e Agostino Ferrari. La mostra di Renata Boero e in contemporanea quella di Marinella Pirelli, che ha aperto al pubblico il 21 marzo, restituiscono la complessità del secolo breve come culla delle sperimentazioni sui media, dalla pittura alle immagini in movimento.

Renata Boero Kromo-kronosBiografia

Renata Boero (1936, Genova), dopo gli studi umanistici compiuti tra Torino e la Svizzera, inizia a esporre nel 1959 alla Quadriennale di Roma dove poi ritorna nel 1986 e nel 1999. Fin dalla fine degli anni Sessanta inizia la sua esplorazione sugli elementi naturali che poi traduce nelle sue note serie intitolate Cromogrammi e Germinazioni, ricerche tuttora aperte.

I lavori vengono presentati per la prima volta nel 1970 da Jacques Lepage a Toulose, poi alla Galleria Martano di Torino, all’ICC di Anversa, alla Biennale di San Paolo in Brasile, alla Biennale di Venezia nel 1982 (dove torna nel 1993, 2008 e nel 2009) e al Museo nazionale di storia della Bielorussia a Minsk.

Nel 2012 tiene un ciclo di conferenze e mostre personali in Argentina, all’Università di Tucuman, Cordoba e al Museo Salta. Prosegue un’intensa attività espositiva in spazi pubblici e privati, in Italia e all’estero, che affianca all’impegno di insegnamento alla NABA e all’Accademia di Brera a Milano, a Bergamo con Mario Cresci. Vive e lavora tra Milano e Genova.

Come da Comune di Milano


famiglia in scena

Martedì “La famiglia in scena”, tra rappresentazione teatrale e realtà

Presidenza del Consiglio comunale

Martedì “La famiglia in scena”, tra rappresentazione teatrale e realtà

L’iniziativa alle 17 in Sala Alessi in collaborazione con l’Università degli studi di Milano

famiglia in scenaMilano, 1° aprile 2019 - Domani, martedì 2 aprile, alle ore 17 in Sala Alessi a Palazzo Marino il Presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé, la vice presidente Beatrice Uguccioni e l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno parteciperanno all'incontro "La Famiglia in scena", un'iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio comunale con il Dipartimento di Beni culturali e ambientali, Università degli studi di Milano.

"Un momento di confronto e una prospettiva diversa dalla quale ragionare sull'evoluzione della famiglia - commenta il Presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé -, in un periodo in cui in molti si interrogano, anche rispolverando concetti antichi, sul ruolo che debba avere nella società".

"Una interessante occasione – aggiunge l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno - per parlare di un tema importante attraverso la sua rappresentazione nella storia del teatro e della creatività moderna".

“Milano, 1959. Padiglione d’Arte contemporanea (PAC). Va in scena ‘The family of man’, la mostra curata da Edward Steichen, direttore del dipartimento fotografico del MoMA, che, presentata per la prima volta nel 1955 a New York, dopo un tour in più di 150 musei del mondo, è allestita permanentemente dal 1994 al Castello di Clervaux (Lussemburgo). Lamberto Vitali – dichiara Beatrice Uguccioni, vicepresidente del Consiglio comunale di Milano - coglie con questa sua evocativa immagine che accompagna il nostro convegno (grazie alla concessione del professor Enrico Vitali, erede del Fondo Lamberto Vitali fotografo e del Civico archivio fotografico del Comune di Milano) un momento del giorno dell’inaugurazione milanese. In un gioco di specchi e rimandi ci restituisce gli sguardi di una famiglia di spettatori che guardano alla più grande e unica “famiglia mondiale” che l’esposizione originaria voleva raccontare. Un bellissimo scatto, elegante, sorprendente ed emozionante che narra altresì, 60 anni dopo, l’idea di fondo della nostra iniziativa”.

“Il tema dei rapporti familiari attraversa tutta la storia del teatro, ma diviene elemento centrale di riflessione a partire dalla nascita del dramma borghese, la cui ambientazione tipica è quella del salotto, stanza in cui la famiglia si apre alle relazioni esterne. L’incontro si propone di ripercorrere le declinazioni fondamentali della tematica nella drammaturgia italiana ed europea tra fine Ottocento e mondo contemporaneo, mostrando come il teatro sia lo specchio - al contempo critico e fedele - dell’evoluzione dei rapporti familiari e sociali”, affermano Alberto Bentoglio, Direttore del Dipartimento di Beni culturali e ambientali e docente di Storia del teatro e dello spettacolo e Mariagabriella Cambiaghi, docente di Storia del teatro e dello spettacolo – Università degli studi di Milano.

 

 

Come da Comune di Milano


canopi etruschi canopo Giulio Paolucci Museo Civico di Chianciano Terme Necropoli di Tolle collezionismo

Milano: conferenza "I canopi etruschi dal collezionismo all’archeologia"

I canopi etruschi dal collezionismo all’archeologia

Giovedì 4 aprile 2019, ore 18.00
Sala Conferenze, Civico Museo Archeologico di Milano
Accesso da Via Nirone, 7
Conferenza
Giulio Paolucci
Museo Archeologico di Chianciano Terme (SI)
Fondazione Luigi Rovati

canopi etruschi canopo Giulio Paolucci Museo Civico di Chianciano Terme Necropoli di Tolle collezionismoIl nome canopo fu assegnato ai vasi cinerari etruschi con caratteristiche antropomorfe nel XIX secolo, quando la cultura del tempo voleva ricollegare le produzioni artigianali dell'Etruria ai vasi egizi con testa umana o di animale. Questa categoria di manufatti fu sempre molto apprezzata da collezionisti e musei tanto da determinarne un’ampia dispersione. Recentemente nella necropoli di Tolle è stato ritrovato un altissimo numero di canopi da riferire al ceto elevato del VII inizi VI sec. a.C., ora conservati presso il Museo Civico di Chianciano Terme, a creare la collezione più numerosa e variegata fra tutte quelle esistenti. L'antropomorfizzazione tipica di questi cinerari intendeva restituire al defunto un'identità fisica, andata distrutta nel rogo funebre, attraverso lineamenti del viso e talvolta alcuni tratti salienti e idealizzati.

Ingresso libero senza prenotazione fino a esaurimento posti
Museo Archeologico di Milano
Corso Magenta 15
20123 Milano
web: http://www.museoarcheologicomilano.it
Tel. 0288465720
Fax. 0288465721
Testo e immagine da Ufficio Stampa Museo Archeologico di Milano


Memoria del Perù. Fotografie Museo di Roma in Trastevere

"Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950": la mostra al Museo di Roma in Trastevere

Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950, alla scoperta del Perù e delle sue trasformazioni attraverso le immagini dei più grandi fotografi del paese sudamericano

Al Museo di Roma in Trastevere dal 5 aprile al 26 maggio

Memoria del Perù. Fotografie Museo di Roma in Trastevere
Campesino cusqueño. Cesar meza 1945

Roma, 1 aprile 2019 – Il racconto della trasformazione di un paese attraverso le immagini dei suoi fotografi più significativi. Prende il via al Museo di Roma in Trastevere Memoria del Perù. Fotografie 1890 – 1950, la mostra promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata del Perù in Italia, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, che sintetizza sessanta anni di storia e cambiamenti del paese sudamericano in un percorso espositivo ricco di punti di vista differenti.

Il Perù, considerato una delle culle di civiltà del mondo, ha vissuto nel corso degli anni una mutazione sociale a seguito della progressiva accoglienza di popolazioni provenienti dall’Europa, dall’Africa e dall’Oriente. Questo scenario post-coloniale, che ha coniugato storie di conquista e migrazione con gli elementi sociali, culturali e geografici di un intero paese, ha rappresentato fonte di ispirazione per numerose espressioni artistiche, fotografia compresa.

La collezione, allestita al Museo di Roma in Trastevere dal 5 aprile al 26 maggio, permette di rivivere questo processo di costruzione attraverso lo sguardo di maestri come Max T. VargasMartín ChambiCarlos y Miguel VargasJuan Manuel Figueroa Aznar,Sebastián RodríguezBaldomero Alejoso Walter O. Runcie, per citarne solamente alcuni dei più importanti in questa selezione. Un gruppo di eminenti creatori visivi che ha aperto la strada alla creazione di una tradizione fotografica peruviana utilizzando la macchina fotografica come mezzo per ritrarre, comprendere e interpretare il paese.

Grazie alle loro immagini – e a tante altre simili – il Perù, come lo conosciamo oggi, è emerso come una realtà comprensibile. Gli autori presenti in mostra hanno contribuito, ognuno con la propria cifra stilistica, alla costruzione di una identità nazionale raffigurando oltre alle meraviglie naturali del territorio, i grandi monumenti del passato precolombiano e le tradizioni ancestrali, compresi i conflitti sociali di una società in trasformazione, l’espansione dell’economia capitalista e le aspirazioni alla modernità di un intero popolo.

La mostra itinerante è stata già esposta in diverse città del mondo tra cui Hong Kong, Beijing, Shanghai, Seúl, Ottawa, Bangkok, Montreal, Madrid, Kuwait, Cairo, Ankara, Marrakech, Lyon, e, prossimamente, approderà a Parigi.

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura