10 Marzo 2015

I lavori di ristrutturazione del Municipio di Monfalcone consentono di riportare alla luce testimonianze dell’antica città medievale

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Si è svolta ieri, lunedì 9 marzo, a Monfalcone, presso la sede del Comune, la conferenza stampa di presentazione dei risultati relativi agli scavi archeologici effettuati in occasione del restauro e della messa in sicurezza del palazzo municipale.
La conferenza è stata aperta dal Sindaco di Monfalcone, Sivia Altran, che ha presentato i lavori di ristrutturazione commissionati dall’Amministrazione mentre degli importanti esiti archeologici e storici degli scavi, effettuati dalla ditta Archeotest, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, ha ampiamente parlato, Marta Novello, funzionario di zona della Soprintendenza.
IL RESTAURO DEL MUNICIPIO DI MONFALCONE E GLI SCAVI ARCHEOLOGICI
Le indagini di verifica preventiva dell’interesse archeologico, ancora in corso, all’interno del Municipio di Monfalcone sono state avviate, ha detto Marta Novello, negli ultimi mesi del 2014, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione dell’edificio, la cui costruzione risale al 1860.
Gli scavi effettuati dagli archeologi della ditta ArcheoTest, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, hanno restituito dati di grande interesse per la ricostruzione della storia di Monfalcone, dati ancora in fase di studio, per i quali si può fornire, al momento, solo una presentazione preliminare.
IL RINVENIMENTO DELLE MURA
Nell’area di ingresso dell’edificio le indagini hanno riportato alla luce le fondazioni della cinta muraria della città medievale e della porta-torre settentrionale .
Della cinta muraria, attestata dalla documentazione storica a partire dal XIII secolo, si conservano diverse porzioni in elevato all’interno del centro urbano, valorizzate e fruibili al pubblico in piazza Falcone e Borsellino.
Fino ad ora non si era però mai presentata l’occasione di indagarle archeologicamente secondo le più aggiornate metodologie di ricerca.
I risultati dello scavo potranno, dunque, fornire elementi utili a una più affinata datazione delle strutture, grazie allo studio, al momento ancora in corso, del materiale rinvenuto all’interno degli spessi scarichi riportati per colmare l’adiacente fossato esterno alla cinta muraria.
Si tratta di una grande quantità di materiale ceramico e vitreo, frammista ad abbondanti resti di pasto, inquadrabile tra il XIV e l’inizio del XV secolo, momento in cui le mura dovevano già esistere a protezione del centro di Monfalcone, nel difficile momento storico caratterizzato dai conflitti tra il Patriarcato e la Repubblica di Venezia.
IL LATO SUD DEL MUNICIPIO:
IL QUARTIERE ABITATIVO
Lo scavo archeologico effettuato, invece, nel settore meridionale del Municipio ha riportato alla luce i resti di due edifici sovrapposti, costruiti tra l’età medievale e l’età rinascimentale.
Del più antico, databile in via preliminare nel XII secolo, si conservano le tracce delle pareti in legno e argilla e di numerosi focolari, forse indizio della presenza di attività produttive.
Ad esso si sovrappone un edificio in muratura, costruito nel XV secolo e sottoposto nel tempo a numerose trasformazioni, che portarono alla costruzione di una discarica interrata, con copertura a volta, successivamente defunzionalizzata nel XVII secolo, dalla costruzione di una pavimentazione in lastre di pietra.
All’interno di questo secondo edificio lo scavo ha restituito numeroso materiale, fra cui una spada in ferro, tipica della cavalleria pesante, in uso tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo, e altri oggetti metallici. Ricca è inoltre la varietà di forme ceramiche rinvenute nella discarica. Si distingue tra tutte un piatto in ceramica graffita con decorazioni a stecca perfettamente conservato, ornato dall’immagine di un busto maschile.
Di grande interesse sono anche i rinvenimenti monetali, che restituiscono una suggestiva panoramica del circolante “spicciolo” in uso nelle transazioni quotidiane dall’età medievale all’età moderna.
I reperti attualmente sono in fase di restauro presso il laboratorio di restauro della Soprintendenza.
Per quanto riguarda, infine, la valorizzazione del resti archeologici e dei reperti rinvenuti nell’area, il Sindaco di Monfalcone, Silvia Altran, ha spiegato che, una volta terminato lo scavo ed il restauro dell’edificio, si potrà affrontare, di concerto con la Soprintendenza, anche il problema, non secondario,  della valorizzazione a cui l’Amministrazione e tutti i cittadini tengono moltissimo. “Valorizzare i reperti portati alla luce durante gli scavi significa, infatti,- ha detto il Sindaco – non solo  restituirli alla città ma anche trovare la maniera giusta di renderli fruibili a tutti”.

 
Come da MIBACT, Redattrice Carmelina Rubino
Veduta di Monfalcone, foto di nuvoledicarta2003 (da http://www.flickr.com/photos/nuvoledicarta2003), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da FaleBot
 

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