13 – 14 Aprile 2015
Una caratteristica fisica mancante nei Neanderthal e in altri primati, e presente invece nei moderni umani, è il mento. Negli anni, diverse spiegazioni sono state date al perché: si tratterebbe di una forma di adattamento dovuta alla masticazione; o il risultato dell’interazione tra sinfisi, tessuti e ossa.
Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Anatomy sostiene invece che il mento deriva  non da forze meccaniche, ma da adattamenti evolutivi nella dimensione e nella forma del viso e collegati all’interazione sociale e ai livelli di ormoni. Lo studio si è avvalso di analisi biomeccaniche del viso e del cranio, studiando casi tra i 3 e i 20 anni. Il mento compare con gli anni, è assente nei neonati, e non facilita la resistenza contro le forze meccaniche avverse.
Lo studio “The ontogeny of the chin: an analysis of allometric and biomechanical scaling”, di N. E. Holton,L. L. Bonner, J. E. Scott, S. D. Marshall, R. G. Franciscus e T. E. Southard, è stato pubblicato sul Journal of Anatomy.
Link: Journal of Anatomy; The University of Iowa

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