3 Aprile 2015
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Un nuovo studio ipotizza che a determinare l’estinzione dei Neanderthal siano state le malattie, portate in Europa dai moderni umani provenienti dall’Africa.
Quello dei Neanderthal non sarebbe stato però un sacrificio inutile: alcuni geni sarebbero rimasti nei moderni umani e contribuiscono alla nostra difesa dalle malattie.
[Dall’Abstract: ] I genomi di alta qualità provenienti dai Neanderthal dell’Altai e dai Denisovan stanno rivelando quali regioni del DNA degli ominidi arcaici sono permangono nel moderno genoma umano. Alcune di queste regioni sono associate ad una risposta alle infezioni e al sistema immunitario, suggerendo che alleli derivati dei Neanderthal, ritrovati nei moderni Europei ed abitanti dell’Estremo Oriente, possano essere associati con l’autoimmunità. Fonti indipendenti di prove fondate sul DNA permettono una rivalutazione della natura e della tempistica della prima transizione epidemiologica. Combinando prove dagli scheletri e di natura archeologica e genetica, ci si interroga se la prima transizione epidemiologica in Eurasia fosse così strettamente legata all’inizio dell’Olocene così come ritenuto precedentemente. Ci sono prove chiare per suggerire che questa transizione cominciò prima della comparsa dell’agricoltura  e che occorse su di una scala temporale di decine di migliaia di anni. Il trasferimento di patogeni tra specie umane potrebbe anche aver giocato un ruolo nell’estinzione dei Neanderthal.

Lo studio “Neanderthal Genomics Suggests a Pleistocene Time Frame for the First Epidemiologic Transition”, di , , è stato pubblicato su bioRxiv.
Link: bioRxiv; Daily Mail
Ricostruzione della testa del fossile Shanidar 1, un maschio di Neanderthal che visse circa 70.000 anni fa (John Gurche 2010). Ricostruzione di John Gurche; fotografia di Tim Evanson (http://www.flickr.com/photos/[email protected]/7283199754/), da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Tim1965.