Cultura

Khaled al-Asaad, iniziative per ricordare il custode di Palmira

Il 18 novembre gli saranno dedicati un albero e un cippo al “Giardino dei Giusti” e a Palazzo Marino ci sarà un convegno internazionale. L’archeologo fu decapitato il 18 agosto da miliziani dell’ISIS per essersi rifiutato di rivelare dove fossero nascosti i tesori artistici della città.

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Milano, 16 novembre 2015 – A tre mesi esatti dalla morte di Khaled al-Asaad, Milano non dimentica il “custode” di Palmira e ricorda con una giornata di iniziative l’archeologo siriano che ha dedicato la vita alla tutela dello straordinario patrimonio culturale di Palmira. Decapitato dai fanatici dell’ISIS per non aver rivelato dove avesse nascosto i tesori della sua città, Khaled al-Asaad è diventato il simbolo della resistenza ai fondamentalisti che, con la distruzione del sito archeologico, hanno voluto cancellare le tracce millenarie delle civiltà testimoniate a Palmira.


L’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano – composta da Comune di Milano, Associazione Gariwo e UCEI Unione Comunità Ebraiche Italiane – ha organizzato per la giornata di mercoledì 18 novembre alle ore 11 la cerimonia di intitolazione a Khaled al-Asaad di un albero e un cippo presso il “Giardino dei Giusti di tutto il mondo” al Monte Stella. Sul cippo sarà incisa la seguente frase dedicata all’archeologo scomparso:  “trucidato dall’ISIS nel 2015 per aver difeso in Siria il patrimonio archeologico di Palmira, memoria della civiltà umana”.

Nel pomeriggio invece, alle ore 17.30,  in Sala Alessi a Palazzo Marino, si svolgerà il convegno internazionale dal titolo: “L’esempio morale di Khaled al-Asaad. Salvare Palmira, patrimonio civile dell’Umanità”.  Al convegno interverranno il Sindaco Giuliano Pisapia, il Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo, il presidente di Gariwo Gabriele Nissim, il presidente UCEI Renzo Gattegna, la storica Eva Cantarella, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, gli archeologi Maria Teresa Grassi e Paolo Matthiae, l’editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari. L’ingresso è libero previa necessaria prenotazione a segreteria@gariwo.net o tel. 02/36707648-49
“Dopo i tragici attentati di Parigi, assume un significato ancora più forte e simbolico il sacrificio di Khaled al-Asaad, che ha dimostrato l’importanza di Palmira per la Siria e il mondo. Difendendo quei preziosi reperti – ha detto il presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo – Asaad voleva preservare i valori rappresentati dalle diverse culture che si sono incontrate a Palmira nei millenni. E’ da questa eredità che i giovani siriani dovranno ripartire e a noi spetta sostenerli in ogni modo in questo momento tragico: solo così potremo sperare insieme in un futuro diverso per loro, per il loro Paese e per tutti noi”.
“Khaled al-Asaad è stato ucciso perché ‘colpevole’ di aver difeso le testimonianze e i simboli di una civiltà, di cui tutti siamo figli. Per questo è importante conservare il ricordo della sua figura e del suo gesto, seminando nella nostra comunità gli anticorpi necessari alla resistenza contro tutti gli oblii, che permettono alla storia di ripetere tragicamente i proprio errori – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –.  Per questo il 27 ottobre scorso abbiamo intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad  lo’ Spazio delle Culture’, un’ampia sala del Mudec dedicata permanentemente alle attività culturali del Forum della Città Mondo, quindi uno spazio importante per la conservazione della memoria e per lo sviluppo culturale di tutte le comunità che abitano Milano”.
“Khaled Al Asaad, arabo e musulmano, è un grande esempio della resistenza morale all’Isis. Si è sacrificato  per difendere Palmira, patrimonio archeologico di tutta l’Umanità. Dopo le stragi di Parigi mi appello al sindaco, ai giovani, a tutti i cittadini  – ha dichiarato il presidente di Gariwo Gabriele Nissim – affinché questa commemorazione al Monte Stella rappresenti la grande risposta democratica di Milano di fronte al nuovo male radicale che minaccia la nostra civiltà. Partecipate tutti con i colori della Francia. Dal Giardino dei Giusti, conosciuto in tutto il mondo, deve partire una grande mobilitazione morale che veda insieme arabi, ebrei, cattolici, musulmani, credenti e non credenti di fronte all’integralismo omicida. Khaled ci ha infatti insegnato due cose fondamentali: questo nuovo male colpisce tutti e solo se si realizza una unità morale di uomini con culture diverse possiamo sperare di sconfiggerlo”.
“Solo la cultura e la memoria sono le parole chiave, gli antidoti affinché la nostra società sia consapevole dei propri valori fondamentali e irrinunciabili, – ha sottolineato Giorgio Mortara , UCEI -: primo tra tutti il rifiuto di ogni deriva fanatica e fondamentalista che finisce per diventare assassina contro chiunque venga considerato diverso”.
“Come segno fisico e duraturo in Città in memoria  di Khaled al – Asaad e di Palmira, ho proposto presso la Fabbrica del Vapore, in collaborazione con l’associazione Gariwo, la realizzazione di un murales ad opera di street artists milanesi,  da inaugurarsi il 6 marzo Giornata dei Giusti”, ha dichiarato Paola Bocci Presidente Commissione Cultura.

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Parigi

Pisapia: “Mercoledì ricordiamo Khaled al-Asaad, un appello a tutti i milanesi per una risposta unitaria e civica a violenza e terrorismo”

L’incontro delle 17:30 previsto in Sala Alessi sarà spostato al Piccolo Teatro di via Rovello

Milano, 16 novembre 2015 – “La giornata di mercoledì, dedicata a Khaled al-Asaad, sarà una grande risposta unitaria e civica dell’intera città contro la violenza e il terrorismo. Dopo l’esposizione della bandiera francese oggi a Palazzo Marino e il minuto di silenzio dedicato alla strage di Parigi dal Consiglio comunale, mercoledì avremo dunque un ulteriore momento unitario di riflessione. Invito dunque tutti i milanesi a partecipare sia alla cerimonia del mattino al Giardino dei Giusti sia all’incontro del pomeriggio, che abbiamo voluto spostare da Sala Alessi al Piccolo Teatro di via Rovello proprio per permettere al maggior numero di persone di esserci in questo momento di riflessione collettiva”.

Così il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia fa un appello a tutti i milanesi in merito alla giornata di mercoledì 18 novembre. A tre mesi dalla morte di Khaled al-Asaad, Milano ricorda il “custode” di Palmira, decapitato dai fanatici dell’ISIS, simbolo della resistenza ai fondamentalisti, attraverso una giornata di incontri: alle ore 11, la cerimonia di intitolazione di un albero e un cippo presso il “Giardino dei Giusti di tutto il mondo” al Monte Stella; alle ore 17:30,  al Piccolo Teatro di via Rovello, il convegno internazionale dal titolo: ‘L’esempio morale di Khaled al-Asaad. Salvare Palmira, patrimonio civile dell’Umanità.

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Discorso del sindaco

Khaled al-Asaad, il ‘Custode’ di Palmira vive al Giardino dei Giusti

Dedicati all’archeologo un albero e un cippo. Pisapia: “Ricordiamo un uomo libero che ha pagato, con la tortura e con la vita, la difesa della storia, della cultura, della civiltà”

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Milano, 18 novembre 2015 – “Sono giorni difficili. Sono giorni in cui il mondo cerca le risposte all’orrore. Sono giorni in cui ci chiediamo sgomenti perché, ancora una volta, incrociamo l’odio e la paura. Sono giorni in cui ci vuole molto coraggio. E ci vuole molta saggezza per guardare avanti. Giorni nei quali non c’è posto per le risposte facili.  Non c’è posto per la propaganda ma per la riflessione. Giorni in cui c’è bisogno di momenti come questo”.

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“Oggi, qui, in questo luogo bellissimo, ricordiamo un uomo libero che ha pagato, con la tortura e con la vita, la difesa della storia, della cultura, della civiltà. Quell’uomo era un arabo. Ed era un musulmano che parlava al mondo intero, insignito, tra l’altro, dell’Ordine al Merito dalla Repubblica francese, dalla Repubblica polacca, dalla Repubblica tunisina”.

“La storia e la vile uccisione di Khaled al-Asaad – decapitato pubblicamente dall’ISIS – ci insegna che non c’è spazio per le semplificazioni. I simboli sono importanti. E un albero è il simbolo della vita.  Così Khaled al – Asaad vive oggi qui, in questo luogo di memoria e di civiltà, nel nostro Giardino dei Giusti.  Un luogo che ormai è nella storia di Milano. Un luogo che sentiamo appartenere a tutti”.

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“L’Associazione per il Giardino dei Giusti ha fatto questa scelta perché chi muore per la libertà di tutti vive nella memoria di ciascuno, senza alcuna distinzione. Il fatto che l’albero del Giusto Khaled al–Asaad nasca e fiorisca qui è un segno anzitutto della nostra unità: una unità che ha radici profonde e che nessuna follia di morte potrà spezzare”.

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“Khaled al–Asaad non amava le pietre di Palmira soltanto come archeologo o come storico. Khaled le amava perché comprendeva che quelle pietre parlavano. Parlavano di civiltà. Parlavano e parlano di luoghi dove per secoli Oriente e Occidente hanno convissuto”.

“La lugubre campagna di distruzione della memoria, iniziata in Afghanistan con la distruzione dei Buddha di Bamiyan, e proseguita a Ninive e in tanti altri luoghi di cultura, ha avuto a Palmira il suo epilogo, con la morte di Khaled”.

“Così i nemici di Palmira sono gli stessi nemici di Parigi, di New York, di Madrid, di Londra, di Mumbai, di Bali, di Nairobi, di Tunisi, di Ankara, di Beirut. di tutti i luoghi dove il terrorismo ha seminato la morte. E sono i nostri nemici”.

“La scelta di Khaled ci indica la strada per vincere il terrore e il terrorismo. Il terrorismo non è una fatalità, non è invincibile. Al terrorismo ci si può opporre, anche a costo della vita. Il terrorismo vive e prolifera sul nostro smarrimento e sulla nostra mancanza di memoria. Vive e prolifera sulla paura, sulle nostre incapacità a creare vera integrazione, vero dialogo. Un dialogo che non può che avere, come presupposto condiviso, il più rigoroso rispetto della legalità”.

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“Su questi fronti Milano ha dato prova di impegno, di unità, di progettualità.   Non siamo rimasti fermi di fronte agli immensi problemi che la storia e l’attualità ci hanno messo davanti.  Abbiamo accolto – com’era umano e giusto fare- chi fuggiva dalle guerre e dalle dittature. Abbiamo costruito reti di dialogo tra culture e religioni. Abbiamo costruito progetti e spazi in cui le diverse appartenenze si sentissero parte di una città comune. Nei quartieri, nelle scuole, nell’amministrazione, abbiamo voluto una città aperta, ma severamente chiusa a chi porta messaggi di violenza e morte”.

“Milano c’è, Milano continua nel suo lavoro di libertà, con orgoglio, con fierezza, con amore totale per il diritto, la democrazia, la vita.
Milano c’è e ci sarà, per portare ovunque e sempre il suo abbraccio e la sua collaborazione a chiunque nel mondo lotti per la convivenza pacifica delle donne e degli uomini di ogni appartenenza. E allora siamo noi oggi a dire grazie a Khaled. Grazie per quello che ci ha insegnato. Grazie per farci riflettere. Grazie per essere qui, in mezzo a noi, giusto tra i giusti”.

Testi e immagine dal Comune di Milano 1, 2, 3.

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